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A Lotus Flower in the Mud – Recensione

Non tutte le famiglie sono uguali e di certo quella rappresentata nella recente opera di Tamekou è piuttosto inusuale. Dopo The dream of Cuckoos, storia in due numeri pubblicata nel 2019, A Lotus Flower in the Mud è il secondo titolo della sensei che J-pop edita in Italia. Un volume unico che penetra nei confini degli affetti familiari, varcando la soglia del semplice rapporto fraterno per percorrere una strada intrisa di fango.

Dopo la morte dei loro genitori, i fratelli Tachibana proseguono le loro vite da soli, facendosi forza a vicenda. Motoharu, il maggiore, vende il proprio corpo agli uomini per proteggere e mantenere il fratellino. Akio, il minore, cerca in tutti i modi di apparire perfetto agli occhi del fratello, diventando uno studente modello. Il suo obiettivo però non è solo quello di non diventare un peso per il maggiore. Akio infatti nasconde un segreto: è follemente innamorato del suo stesso fratello. Tuttavia il suo sentimento, già peccaminoso dal principio, non si rivelerà essere molto candido…

“I fiori di loto sbocciano nel fango. I fiori hanno sempre rappresentato la speranza. Io sono l’unica speranza di mio fratello”

Com’è già probabilmente intuibile dalla breve sinossi, ci sono da fare delle essenziali premesse, trovandosi all’interno di questo volume delle vicende che potrebbero urtare la sensibilità di alcuni lettori. Oltre alla presenza della prostituzione, vi sono rapporti non consenzienti e l’aspetto cardine di tutta l’opera: l’incesto. Tamekou riesce comunque abilmente a non romanticizzarlo, presentandoci invece un rapporto morboso e manipolatorio. Una storia quindi non per tutti, ma che riserva diverse chicche se siete amanti delle storie dai toni più “dark”. Andiamo quindi a vedere più da vicino le tematiche.

Akio e Motoharu sono molto diversi tra loro, non solo nello stile di vita che conducono. Se Akio prova infatti dei sentimenti peccaminosi per il fratello, Motoharu ha un obiettivo ben preciso: preservare la purezza del minore, ignorando l’esistenza del segreto indicibile di Akio. Per poterlo fare è quindi disposto a sporcare il suo corpo in qualsiasi modo, anche venderlo.

La purezza di Akio, tanto cara a Motoharu non esiste però già dal principio: la sensei fa ben comprendere al lettore che ciò che il maggiore prova per Motoharu non è un sentimento candido come l’amore, tutt’altro. Infatti, il desiderio più grande di Akio è vedere il fratello sporcarsi sempre di più, fino a sprofondare nel fango per restare l’unica sua àncora di salvezza. È felice di poter essere la sola luce pura di Motoharu, mentre questi si perde in una strada sempre più buia.

“Io non ho problemi, anche se sei sporco”

Siamo quindi di fronte ad un rapporto altamente tossico, sotto più punti vista. Tamekou costruisce tutta la storia sulla continua dicotomia purezza – sporcizia: una purezza che entrambi non sanno comprendere né gestire, ma che probabilmente nemmeno desiderano. Ad ampliare il gioco della dicotomia, la metafora del fiore di loto percorre l’intero volume, a partire da titolo “A lotus flower in the mud”. Andando a vedere la sua simbologia, la scelta di questo fiore sembra non essere affatto casuale: esso infatti indica la purezza incontaminata, nonostante le sue radici si trovino nel fango. La stessa purezza che Akio vuole mantenere per il fratello minore, nonostante la loro vita trascorra ricca di difficolta, con un doloroso passato alle spalle. Viceversa, i resti di purezza di Akio che Motoharu vuole il più possibile contaminare, fino ad essere entrambi immersi nel fango, da soli l’uno per l’altro.

Con un forte impianto psicologico, Tamekou ci trascina quindi insieme ai protagonisti in una storia di egoismo reciproco e di affetto ambiguo. Sfida i limiti dei tabù e delle convenzioni, mostrandoci fino a dove l’amore fraterno può spingersi, quanto Tomoharu è disposto ad accettare e quanto Akio è disposto a contenersi. Bisogna inoltre tenere presente che una peculiarità di Tamekou è quella di riuscire continuamente a ribaltare la situazione, lasciando il lettore sempre in allerta e creando una situazione di sfiducia nei confronti dell’autore. Ma la vera abilità nel gestire l’elemento psicologico apparirà nel finale: senza ovviamente fare alcun tipo di spoiler, un enorme, inaspettato colpo di scena alla conclusione del volume darà il twist decisivo al titolo.

“Mi sento come se fossi impantanato in una palude melmosa”

Manipolazione, accennavamo prima. Una caratteristica che per molti versi potrebbe avvicinare l’autrice ad un’altra famosissima mangaka, di cui abbiamo diverse opere sempre edite J-pop: Harada. Se già siete entrati in contatto con quest’autrice, vi accorgerete che i toni e il tipo di storia di Tamekou sono piuttosto simili, basti pensare a Color recipe: amori spesso tossici, disturbati, con una psicologia complessa. Ciò che probabilmente più distingue le due autrici, è proprio il diverso uso dell’espediente manipolatorio. Harada riesce a far immergere completamente il lettore nella storia, che viene influenzato e confuso proprio come i personaggi nel racconto. Tamekou invece tiene il lettore in allerta, usando ribaltamenti e colpi di scena più o meno importanti durante tutto il corso della vicenda.

Anche il tratto si differenzia molto. I disegni di Tamekou sono piuttosto puliti, complice anche la poca importanza che viene data agli sfondi, spesso lasciati bianchi o con dettagli appena accennati. Una scelta che sembra quasi a voler rimandare ancora una volta alla simbolica purezza del Loto e alla conseguente metafora che attraversa il volume. Stupisce forse la quantità effettiva di scene esplicite, non particolarmente abbondanti nonostante le tematiche affrontate – quelle presenti sono comunque censurate. Tuttavia, questa caratteristica non fa che sottolineare l’obbiettivo finale di Tamekou. Non quello cioè di dare al lettore una storia ricca di fanservice gratuito e casuale, ma di concentrarsi sulla psicologia dei personaggi inserendo scene spinte in punti strategici.

“Non devo per forza aspettare che tu… sprofondi di più. Posso essere io a trascinarti.”

A Lotus Flower in the Mud è un’indagine della psiche umana, nelle sue zone più nascoste e torbide. Un’opera ricca di suspance che non mancherà di sorprendervi fino alla fine se deciderete di sprofondare insieme a Akio e Motoharu e conoscere il loro fragile rapporto, intricato come le foglie galleggianti dei fiori di loto.

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