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Adou Vol.1 – Recensione

Una città sovraffollata per via dei migranti, insegne al neon, luci accese in ogni locale, il rumore continuo di persone che la notte non dormono ma che anzi, si risvegliano. In tutto questo fracasso si trova lui, un piccolo bambino che si tappa le orecchie. Ma cosa sta facendo?

Grazie a Star Comics sbarca in Italia un manga dal sapore cyberpunk, con una nota di nostalgia che ci riporterà alla mente un mondo già visto da molti. Adou, scritto e disegnato da Jaku Amano, si presenta con uno scenario retrò ma rivisitato in chiave propria.

In un giorno ordinario, per quanto di ordinario si possa parlare in una città dove la tecnologia è extra sviluppata e il tasso di criminalità sta prendendo notevolmente piede, Riko sta andando al lavoro con il suo scooter. Tutto nella norma se non fosse che da un momento all’altro si ritrova a salvare uno strano bambino spaesato che era in mezzo alla strada. Ma che ci faceva lì un ragazzino tutto solo? Nonostante i primi problemi nell’approcciarsi a questo misterioso essere umano di cui non si sa né la provenienza né il nome, tra i due presto nascerà una bella intesa. Fin quando non accadrà qualcosa di strano. Mentre stanno mangiando in un locale, infatti, qualcuno all’esterno inizia a sparare al bambino. Ciò che succede in seguito sarà ancora più strano: le sue braccia del ragazzino diventano delle piante. Chi è veramente? Cosa gli è successo? E specialmente, perché si chiama Eight?

Un forte richiamo alla fantascienza degli anni ’80

Sicuramente una delle prime impressioni che avremo prendendo in mano questo primo numero di Adou è che la storia può sembrare qualcosa di già visto, ma è proprio qui che ci sbagliamo. Di certo l’ambientazione cyberpunk trasmette delle sensazioni che potremmo aver già incontrato sia in serie tv, che film ed anche manga (specialmente uno in particolare, ma ne parleremo dopo). Ora vorremmo soffermarci un momento proprio su questo numero uno. 

Andando avanti con la storia ci ritroveremo davanti a dei poteri sovrannaturali che il piccolo Eight ha dimostrato di avere, e che molto probabilmente sono collegati al concetto di natura. Tutto questo è ancora da scoprire, anche se utilizzare questa tematica di “poteri ambientali” in un mondo ultra tecnologico potrebbe essere davvero una carta vincente per l’autore. Andremo incontro a molte collisioni tra essere umani (e quindi armi da fuoco) ed altri esseri viventi dotati di poteri o abilità, che di umano hanno ben poco.

Adou, una scopiazzatura?

Tocchiamo un attimo un argomento che ha fatto tanto discutere i lettori di questo nuovo manga. Come detto prima, Adou è un fumetto di carattere cyberpunk, ma che cosa si intende con questa parola? Andiamo ad analizzare il significato.

Il termine è stato coniato nella metà degli anni ’80 prendendo spunto dalla fantascienza, quindi appunto dalla fantasia e dalla scienza. La particolarità, però, di questo genere non sta solo nel mescolare insieme queste due cose, ma anche la cibernetica, quindi uno studio della scienza avanzato e una sana dose di ribellione verso il sistema sociale.

Detto questo, è possibile paragonare Adou ad una delle più celebri serie di questo stampo, Akira di Otomo? Probabilmente sì, ma ora è ancora troppo presto per decretare un giudizio sull’opera. Sicuramente avendo entrambe questa impronta cyberpunk molto evidente viene da metterle a confronto. Ma che cosa ci si può aspettare di diverso se un certo tipo di ambientazione ha delle specifiche caratteristiche?

Insomma, bisognerà dare tempo al tempo per vedere in che modo l’autore Jaku ha intenzione di sviluppare la sua prima opera.

E i disegni?

Per quanto riguarda i disegni è abbastanza palese che abbia preso spunto proprio da Otomo, cercando però di dargli delle forme più “attuali”. Prendiamo come esempio i look dei personaggi che sono perfettamente in tema con le ambientazioni ricreate. Sicuramente una caratteristica che ha voluto dare alle sue tavole sono i lineamenti semplici per poi passare ad un intreccio di dettagli nelle scene disegnate più grandi. Proprio per questo è particolarmente apprezzabile la scelta della casa editrice di regalarci un formato manga di dimensioni considerevoli, per permetterci di godere al meglio degli avvenimenti con più particolari inchiostrati.

In conclusione, Adou di Amano Jaku è un mondo tutto da scoprire, sia per quanto riguarda le origini del nostro piccolo protagonista sia per tutta l’ambientazione futuristica che è scenario di questa nuova opera che Star Comics ha voluto portare in Italia. Se vi piacciono le ambientazioni cyberpunk, piccoli locali con insegne al neon, poteri sovrannaturali, problemi politici e sociali e una sana dose di azione, questo è il manga che fa per voi. 

E quindi mettetevi comodi, accendete un Led di colore viola, musica synthwave di sottofondo ed entrate a far parte di questo bello quanto pericoloso mondo di Eight.

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By Susanna Rigotti

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