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Aki il Bakeneko + Aki il Bakeneko, il demone volpe – Recensione

Aki il Bakeneko + Aki il Bakeneko, il demone volpe – Recensione

Il Giappone é una terra suggestiva ed affascinante, la sua tradizione é ricca di leggende. Tra queste spiccaco quelle che riguardano gli yokai, creature demoniache dotate di poteri soprannaturali, che spesso si mescolano agli esseri umani.

Più volte questa terra é stata d’ispirazione alla letteratura internazionale proprio per il suo potere attrattivo. Miti da un sapore antico e misterioso che mischiano tra realtà a fantasia in un turbine a cui é difficile rimanere indifferenti.

Proprio su questa scia si colloca il libro illustrato ad opera di Stefania Siano. Scrittrice emergente che grazie alla passione per il fantasy decide di mettere su carta le storie create dalla sua immaginazione.

Nel 2017 autoproduce Aki il Bakeneko, un fantasy dalle spiccate influenze orientali, illustrato dall’artista Paola Siano. Poi, nel 2020, il binomio decide di dargli un seguito dal titolo Aki il Bakeneko e il demone volpe.

Il racconto é ambientato a Tokyo, il protagonista é Aki, un bakeneko, creatura soprannaturale che ha l’aspetto di un gatto di grossa stazza, ma che può diventare uno Yokai quando raggiunge una notevole età. Nonostante siano dei felini amano la carne viva, si nutrono, infatti, di persone e possono assumere le fattezze delle loro vittime.

Aki, nella sua forma animale, é un gatto nero dagli occhi color ambra. Dal carattere un po’ burbero e anaffettivo, preferisce vivere da “originario” secondo gli insegnamenti del padre, rimanendo fedele alla sua origine di nascita.

Questo modo di vivere si scontra con quello degli altri yokai. Aki, infatti, disprezza i demoni che decidono di passare troppo tempo vivendo come gli esseri umani. La sua vita però inizia a cambiare quando, dopo aver divorato un bambino di nome Hiroshi, é costretto ad assumerne le sembianze per non essere scoperto da una compagna di classe, Yoko, che inizia a rincorrerlo, iniziando così con riluttanza a vivere la sua quotidianità.

Da quel momento i due inizieranno ad intrecciare le proprie vite scoprendosi molto più simili di quello che poteva sembrare.

Il bakeneko scopre il valore dell’amicizia e il calore familiare, ma si ritroverà a mettere tutto in discussione quando un pericolo si paleserà davanti ai suoi occhi. Si ritrova a dover combattere per recuperare un’antica pergamena in cambio di notizie sul padre scomparso in circostanze misteriose.

Il secondo racconto riprende la storia esattamente dove ci aveva lasciati. Sono passati quattro mesi e mezzo ed Aki é costretto ad affrontare le conseguenze dell’ultima battaglia. Ma soprattutto i sentimenti che sente affiorare dentro di sé in modo sempre più forte. Nuovi nemici e amici appariranno per scuotere la sua apparente tranquillità, tra i quali un demone volpe. Ma a preoccupare Aki saranno soprattutto gli incubi che perseguitano Yoko. Saranno causati da quello che é successo?

Il racconto viene narrato dal punto di vista di Aki, risultando scorrevole e lineare. La capacità dell’autrice é stata proprio quella di costruire una storia che va dritta al punto senza inutili fronzoli. Nonostante la brevità delle sue opere l’esposizione ben si sviluppa senza lasciare fastidiosi buchi nella trama. Al contrario, presenta molto bene i personaggi stuzzicando fin dall’inizio la curiosità del lettore.

Benché sia specificato nelle note che il carattere puramente immaginario dell’opera, risulta evidente lo studio fatto da Stefania Siano. I nomi giapponesi dei protagonisti sono scelti sapientemente in base alle loro caratteristiche. Ad esempio Aki (che significa autunno), chiamato così per il colore dei suoi occhi che ricordano le foglie autunnali. 

Anche le descrizioni delle creature soprannaturali sono impeccabili e minuziose, tutto é stato curato nei minimi particolari e le illustrazioni in bianco e nero sono delle piccole opere d’arte che arricchiscono l’opera. Numerosi sono i personaggi che orbitano intorno al protagonista e tutti hanno un’identità ben delineata.

È interessante seguire il percorso evolutivo di Aki, sempre combattuto tra la sua natura demoniaca e i sentimenti “umani” che inizia a scoprire dentro di sé. Il racconto, infatti, non si ferma al mero fantasy ma indaga proprio l’animo umano, con i sui pregi e i difetti. Tocca argomenti delicati come la discriminazione, sia Aki che Yoko nei loro ambienti così differenti vengono tenuti in disparte e derisi perché diversi. Aki perché fa scelte di vita completamente estranee agli altri Yokai, e Yoko in quanto bambina straniera; ed è proprio in queste difficoltà che si scoprono così simili. “Se gli altri fanno della tua diversità un problema, sono loro che sono anormali non tu.”

In conclusione, se vi piacciono il fantasy e le atmosfere orientali non potete farvi sfuggire “Aki il Bakeneko” e “Aki il Bekeneko e il demone volpe”. Racconto adrenalinico che mischia creature soprannaturali a problematiche adolescenziali, indagando l’ampio spettro dei sentimenti umani. Un racconto breve ma soddisfacente, che va dritto al punto senza lasciare punti interrogativi. Non ci resta che aspettare il terzo libro della saga.

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