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ALFABETO SIMENON – Recensione

Edizioni BD pubblica Alfabeto Simenon, con i testi di Alberto Schiavone e i disegni di Maurizio Lacavalla. Un’ opera, potremmo dire, eclettica ed enciclopedica che costituisce un tributo accorato al padre di Maigret.

Cenni all’autore

Nella Storia della Letteratura del Novecento, sicuramente Georges Simenon ha un rilievo non indifferente. Sia per l’io letterario, sia per quello autorale, la figura di questo scrittore ha segnato una severa spaccatura tra favore del pubblico e critica. Si tratta di una figura nel limbo, poiché resta sempre al confine tra quella cosiddetta narrativa di consumo (che poi null’altro sarebbe che l’opera, in un certo qual modo, per tutti, letta dalle moltitudini e difficile non oltre un certo limite), e quella che viene considerata vera letteratura.

Difatti, la critica sarà a sua volta divisa. È noto il -potremmo definire “moderno” (dato che la raffinazione della sua arte era volta all’organicità e alla pulizia) più che all’inserimento di termini più colti- labor limae cui la sua opera era sempre sottoposta, anzitutto nell’epurazione dell’aggettivazione e a cui si fa riferimento in Alfabeto Simenon con un aneddoto biografico. Allo stesso tempo, l’autore sarà più che prolifico, arrivando, per Eugenio Baroncelli, a sfidare il francese Eugène Delacroix quanto a numero di opere.

Il limbo, dentro e fuori

Il concetto di limbo sarà una costante anche nella vita dell’autore, costellata di una spasmodica ricerca di equilibrio, stabilità e pace, ai quali non sarebbe mai giunto se non verso la fine della sua vita e in termini relativi. La figura di Simenon è sfuggevole, eclettica e difficile da capire, si evince già dall’enorme quantitativo di pseudonimi utilizzati per firmare i propri scritti, al quale tema è legato un intero capitolo dell’opera biografica di Schiavone e Lacavalla per Edizioni BD.

Questo atteggiamento senza cardini si ripercuote negli scritti, attraversati da tensione costante nella stesura: Simenon, infatti, provvedeva alla messa per iscritto dei suoi progetti letterari in uno stato di trance, che lo portava alla chiusura del lavoro in soli sei giorni e a un conseguente e totale svuotamento. È riportato, infatti, che più volte l’autore abbia dichiarato di sentirsi senza vita al termine delle proprie produzioni.

Alfabeto Simenon – impostazione dell’opera

Le 216 pagine in bianco e nero di Alfabeto Simenon scandiscono lettera per lettera la vita e le opere maggiormente conosciute dell’autore in maniera, potremmo dire, peculiare. Più che una costituzione cronologica, si nota un’impostazione alfabetica. Per ogni lettera dell’alfabeto si apre un più o meno breve capitolo che funge, come dichiarato nella lettera di apertura dell’opera firmata da Schiavone, da spunto. L’intero volume costituisce un canovaccio per una comprensione multicentrica della produzione simenoniana, che invoglia il lettore a scavare a fondo nella moltitudine di produzioni.

Non si ricerchi, quindi, il sottotesto, perché la funzione enciclopedica di quest’opera è chiara e dichiarata, il compito affidato al lettore è quello di riflettere sul personaggio biografico. Sia da tenere a mente la quantità di ricerche approfondite che circondano e sostengono Alfabeto Simenon, e cercano di fare luce sul sentiero tortuoso che la comprensione di questo autore rappresenta. Contestualmente, non si dimentichi la spiccata importanza del disegno, oltre alla funzione fondamentale che svolgono i testi, sempre composti e volti a una spiegazione precisa e adatta a qualsivoglia tipo di pubblico.

Fluidità dei testi e leggibilità

Il volume si ripromette di essere chiaro e porta a termine il contratto stipulato con il lettore. I testi sono impostati in maniera tale da rendere semplice anche un concetto complesso, e non mancano mai una citazione che funge da incipit e una summa esplicativa del capitolo come explicit. Centrato, insomma, anche l’obiettivo didascalico posto nella lettera iniziale.

Comparto grafico

Complesso nell’analisi sotto il punto di vista grafico, Alfabeto Simenon sembra un enorme omaggio all’arte del Novecento e nello specifico ai bozzetti e alle litografie di Edvard Munch e Giorgio De Chirico. Il tratto è misto e contribuisce alla rappresentazione di una realtà multiforme e una pluralità di emozioni, prevalentemente spossanti, che sempre accompagnarono Simenon nella vita. Sue sono, infatti, le seguenti citazioni:

La verità non sembra mai vera.

(da Le memorie di Maigret, Adelphi, 2002)

Scrivere non è una professione, ma una vocazione di infelicità.

(Dall’intervista di C. Collins, The Art of Fiction n°9, The Paris Review, 1955)

Maurizio Lacavalla riesce, in sintesi, non solo a rappresentare l’es di Simenon, ma a definirlo entro i canoni dell’arte del suo tempo.

Edizioni BD pubblica Alfabeto Simenon, un lavoro peculiare e complesso, targato Alberto Schiavone e Maurizio Lacavalla. Un’opera didascalica volta alla riflessione su uno degli autori più commentati della Letteratura francese del Novecento. Ventisei capitoli che analizzano sprazzi della vita e delle opere del padre del commissario Maigret, sempre in bilico tra l’amore dei lettori e il dubbio della critica, costantemente flagellato dalla vita e dalla sua stessa arte.

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By Alessia Ferri

Nero profondo, angoscia esistenziale, letteratura e autoironia, fusi insieme per creare l'essere imperfetto più impeccabile. Ascoltatrice di musica, divoratrice di libri, fumetti e, al bisogno, anime innocenti. Intellettuale per scherzo, cresciuta a pane, pc distrutti e cartoni degli anni '70/'80; sollevatrice di polemiche, ricercatrice di senso nel no-sense, accanita sostenitrice dello splatter, studentessa di Lettere Moderne a tempo perso.

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