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Angel: Essere umano Vol. 1 – Recensione

In seguito al successo del nuovo Reboot di Buffy l’ammazzavampiri, non poteva mancare lo spin-off più atteso: Angel. Arriva in Italia, grazie alla casa editrice Saldapress, il volume 1 di Angel: Essere umano, scritto da Bryan Edward Hill e disegnato da Gleb Melnikov.

Angel cammina sul confine tra due mondi: è un vampiro maledetto, ha un’anima e ha trascorso secoli combattendo contro le forze che avrebbero distrutto l’umanità, nel tentativo di riscattarsi per i crimini commessi in passato. Ma ora, mentre il suo desiderio di rivalsa lo porta a Sunnydale, si rende conto che la redenzione sta cercando avrà un prezzo carissimo.

L’opera inizia con un prologo nel quale viene presentato il passato del vampiro dannato dalla magia: Angel; per poi, nel primo capitolo fiondarsi a Sunnydale “oggi”. Si sa, il mondo è abitato da molti demoni che non posseggono un’anima, ma oggigiorno un’altra cosa senz’anima sono i social media, protagonisti delle “disavventure” del nostro vampiro buono.

Il caso in questione è un’app che raggira gli emarginati, i solitari, coloro che vengono presi in giro dai più. I ragazzi che non sono cool. Angel, grazie all’aiuto di Lilith, arriva a Sunnydale per affrontare, non solo il demone che affligge e colpisce i ragazzi tramite i media, ma altresì i suoi demoni interiori. Il suo passato.

Increspa l’acqua per spezzare le trame che vede. Sei in guerra, una guerra per porre fine alla tua guerra.

Con grande maestria tra il presente buono e il passato malvagio di Angelus, Bryan Edward Hill dimostra la sua bravura e il suo eclettismo. Non nasconde la pura malvagità del protagonista e nemmeno, all’opposto, il suo estremo cordoglio attuale. Hill mette in scena in modo impeccabile la sua dualità. I sensi di colpa passano da ieri a oggi, e ci farà capire che da solo non riuscirà nella sua missione. I personaggi introdotti nella storia sono essenziali anche se “di passaggio”, ma fungono da elementi chiave per inoltrarsi sempre più nella mente di Angel.

L’autore, grazie anche al suo passato di sceneggiatore televisivo, sfoggia la sua bravura creando ad hoc un prodotto di grande effetto e quasi simile, appunto, ad una serie TV. Mostra, come detto, perfettamente le due facce di Angel ricreando un passato senza tempo, ed un presente attualissimo. Le stesse scene in cui compaiono le app, i commenti, i messaggi, le foto, e così via rispecchiano il mondo moderno.

Angel: Essere umano, non è soltanto un omaggio alla serie degli anni 90/2000, ma molto di più. Ha grandi messaggi da donare ai lettori, che siano essi adolescenti o non. Arricchisce quella che potrebbe essere semplicemente un’“altra storia di vampiri” di tematiche importanti e spesso sottovalutate. Riflette come oggigiorno i ragazzi, ma persino gli adulti, siano vittime dei social e, più in generale, della società stessa. Come si diventa dei mostri aguzzini inconsapevolmente semplicemente scrivendo un giudizio non richiesto su o a qualcuno. Mette in evidenza la solitudine di molti. Mostra quanto non siano soltanto i demoni i veri mostri, ma la società stessa. Il tuo stesso amico, compagno di banco e così via. Una parola può sicuramente far più male all’anima di una persona rispetto al morso di un vampiro, o al graffio di un demone.

Grazie a questa ricerca simbolica di un mostro che si nasconde dietro un account, gli autori denunciano molto più di quello che apparentemente sembra. Le parole fanno molto male soprattutto se usate, come oggi tutti facciamo, con cattiveria o semplicemente perché “fa figo” o è “cool”. Dietro a questa sceneggiatura c’è un grande significato intrinseco che si può ridurre al solito “pensa fino a 10 prima di rispondere”, in questo caso prima di scrivere un messaggio o commentare una foto.  

Meritavo la Magia… Lo schianto di un’anima di nuovo costretta nel mio corpo…

Scrittura e sceneggiatura si amalgamano alla storia del vampiro senza risultare banale. Un prodotto sicuramente adatto ai fan della serie televisiva sia di Buffy l’ammazzavampiri, che quella di Angel, ma ben adatta ai neofiti. Probabilmente gli amanti storici di Buffy troveranno molte similitudini al vecchio spettacolo, come ad esempio, nella prima stagione di Buffy nell’episodio intitolato “I, Robot…You, Jane” (Il male nella rete) nel quale il demone Moloch viene liberato nella rete e che grazie a questa comunicava con i ragazzi. Simile, si, ma non uguale. Molto aggiornato e arricchito di particolari che non erano presenti allora.

In aiuto alla sceneggiatura, ovviamente c’è anche l’arte di Gleb Melnikov, il quale rende quel tanto che basta Angel molto simile all’attore David Boreanaz. Un plauso per la raffigurazione del vampiro nella forma demoniaca e di tutti i demoni che appariranno. Molto d’effetto! Melnikov fa un lavoro fantastico, dividendo anche i tratti tra gli umani e gli esseri soprannaturali rendendo così i personaggi “vivi e con un anima” meno spigolosi rispetto agli altri. Forse proprio per caratterizzarne le differenze.

Lavoro di altrettanta bravura è dovuta al colorista Gabriel Cassata fino al capitolo 2; che aggiunge quel tanto di oscurità alle scene, concedendo ad Angel quell’alone di mistero e enigmaticità da tenere il lettore ancora più incollato alle pagine, se possibile.

In egual modo si comporta Roman Titov negli ultimi due capitoli (3 e 4) di questo primo volume. Ma a differenza di Cassata sfuma più nettamente i colori creando dei contrasti maggiori tra la “realtà”e la parte soprannaturale.  

Angel: Essere umano, primo volume dello spin-off di “Buffy – l’ammazzavampiri”, evoca la serie che lo ha generato. Grazie alla storia e sceneggiatura di Bryan Edward Hill ed ai disegni di Gleb Melnikov, maestri più che capaci nel loro mestiere, questa nuova serie ha un grande inizio che si discosta e aggiorna rispetto all’Angel che tutti conoscevamo. Vi ricordiamo che potete trovare il primo volume di Angel nelle fumetterie e in tutti gli store online a partire dal 12 novembre in versione regular e anche nella variant numerata.

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