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ANNIHILATOR – PATTO CON IL DIAVOLO – RECENSIONE

Annihilator - Patto con il diavolo

Il nome di Grant Morrison è, di per sè, già un buon motivo per avvicinarsi ad un’opera fumettistica. Saldapress porta in Italia “Annihilator – Patto con il diavolo”, una sorta di saga fantascientifica che mescola stilemi horror-sci-fi, che definire peculiare sarebbe non solo riduttivo, ma non renderebbe nemmeno un briciolo l’idea di quanto l’estro del grande autore scozzese sia stato lasciato libero di sfogarsi nelle pagine che leggerete. Ad illustrare le tavole del visionario scrittore britannico c’è Frazer Irving, il quale ha collaborato già con Morrison, qualche anno fa, sulle pagine di “Batman e Robin”.

LA SCENEGGIATURA DI RAY SPASS

Ray Spass è uno sceneggiatore hollywoodiano in parabola discendente, la sua popolarità in caduta libera va di pari passo con l’aumento delle sue dipendenze e di una vita pericolosamente dissoluta. Tuttavia, la scappatoia per uscire da questo pericoloso vortice sembra dietro l’angolo, ed è rappresentata dall’idea per una nuova sceneggiatura. Il racconto che potrebbe riportare Ray al successo vede come protagonista un carismatico personaggio, Max Nomax, il cattivo per eccellenza.

Le cose per Ray Spass si complicano subito dopo l’inizio, quando entra in scena il proverbiale blocco dello scrittore, per liberarsi del quale il protagonista farà un patto col diavolo, o così sembra. Le vicende di Nomax narrate da Ray iniziano in una stazione spaziale che orbita vicino ad un buco nero, l’Annichilatore. All’interno della stazione, chiamata Dis, Nomax è un prigioniero, colpevole del fatto di aver commesso il “crimine definitivo”.

Da qui riuscirà a scappare raggiungendo lo stesso Ray e dando inizio ad una collaborazione irreale, dove le strade dello scrittore e del protagonista malefico collidono, strabordando in deliri tra il sogno e la realtà. Ray scoprirà quasi subito di avere un mare incurabile e la sua unica possibilità di guarigione potrebbe essere … Nomax stesso!

LA DIVINITÁ SECONDO MORRISON

Nel volume Morrison inserisce una forte componente religiosa. Vada è un Dio artificiale che controlla la vita e che riesce nell’intento di crearla, ma a questa vita, rappresentata dalla figura femminile di Olympia, manca qualcosa.

I parallelismi religiosi si attorcigliano in una rappresentazione che ha quasi del grottesco, i temi dell’esistenza vengono intrecciati con elementi altrettanto “delicati” come il suicidio e la violenza psicologica. Morrison regala visioni che vogliono disturbare il lettore e il risultato è un totale successo. Smarrirsi all’interno della narrazione diviene molto facile, ma altrettanto appagante se si capisce dove l’autore vuole andare a parare.

Le tavole di Frazer Irving mescolano alla perfezione realismo ed elementi onirici, la rappresentazione delle forze extraterrene sono molto ispirate. I protagonisti risultano carismatici e raffigurano appieno la propria caratterizzazione. Nota di merito per le scelte cromatiche, sempre opera dello stesso Irving, che aumentano la potenza visiva che di certo non manca ad “Annihilator”.

RIFLESSIONI SENZA MISURA

In questo volume si nota chiaramente come l’autore sia libero dai vincoli imposti, per forze di cose, delle grandi case di entertainmet come Marvel o DcComics, sia per quanto riguarda la loro storia editoriale, sia per la mole di storie che incatenano i characters più amati a vincoli non superabili. La vera forza di “Annihilator- Patto con il diavolo” è senza dubbio celata nella profonda relazione che si instaura tra i vari personaggi.

Non mancano le forzature e le scelte appositamente sopra le righe, fino al punto da risultare ridicole. Tutto ciò è chiaramente voluto dallo stesso Morrison, che si prende gioco delle materie trattate, o meglio, ce ne regala una sua particolare parodia. Riuscire a dare una definizione adatta e precisa all’opera è però cosa non facile, dal momento che gli ambiti trattati sono molteplici. “Annihilator – Patto con il diavolo” è un fumetto che sicuramente ha stile, è profondo e sfrutta al massimo le potenzialità del medium cartaceo che noi tanto amiamo.

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