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Aquaman – (no Spoiler) Recensione

Aquaman, il supereroe dell’universo DC Comics creato nel 1941 da Paul Norris et Mort Weisinger arriva finalmente al cinema. Il film segue gli eventi di Justice League:
Arthur Curry noto anche come il Protettore degli oceani, ovvero Aquaman (Jason Momoa), esita a prendere il posto che gli spetta alla guida del regno sottomarino di Atlantide. Se nella sua prima avventura il nostro ibrido umano-atlantideo ha dichiarato di avere ancora “un casino di cose da fare”, il film da protagonista lo vede più maturo e meno spavaldo, intenzionato a mettere la forza sovrumana di cui è dotato, l’abilità di governare le maree e la capacità di nuotare a elevatissime velocità, al servizio dei più deboli. La sua lealtà, tuttavia, è divisa tra gli abitanti della terra, che continuano a inquinare il pianeta e il popolo subacqueo che progetta segretamente di invadere la superficie. Il supereroe spaccone e solitario dovrà scegliere con giudizio la strategia da adottare per garantire la pacifica convivenza tra le due parti. Accanto a lui ci saranno preziosi consiglieri come Mera (Amber Heard) e pericolosi nemici come il fratellastro Orm (Patrick Wilson) che mira al trono.

 

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Come Wonder Woman, questa avventura segna una mossa abile che va in una giusta direzione ovvero quello della crescita. Acquaman ha tutto quello che serve per essere inverosimilmente un’epopea mai vista sul grande schermo e soprattutto in casa DC; viaggi attraverso continenti suggestivi, mondi sottomarini, mitologia a iosa, ma…ed è un grande ma, sfruttata male. Attenzione, qui non si sta dicendo che il film è brutto anzi proprio perchè, tralasciando WW, non siamo abituati a ricevere dei film cosi ben fatti (ma mal gestiti) da parte dell’universo DC. Ma andiamo per ordine. Momoa sicuramente azzeccatissimo. Infatti, l’attore statunitense di origini hawaiiane, riesce abilmente ad uscire dentro e fuori dal personaggio, regalandoci introspezione e divertimento, che sicuramente strapperà più di un sorriso ai fan e non solo. Ottimo è tutto il casting, ma nello specifico la Kidman, che donerà fiumi e fiumi di eccezionale profondità emotiva nonostante si tratti solo di una breve apparizione. La Heard (che mi ha stupito) nei panni di Mera sarà super sexy, soprattutto quando in una sequenza scoprirà i piaceri della vita del mondo della superficie. Seducente e ammaliante e personalmente non avrei mai messo una mano sul fuoco sulla su scelta…non mi sono mai cosi tanto sbagliato. Selezioni degli attori da dieci e lode, poco da dire. Il comparto artistico e grafico merita un plauso, per la serie 1 ora e 32 minuti di applausi. Mostri marini eccezionali e fedeli all’immaginario, le città sottomarine fighissime, battaglie epiche da mozzare il fiato e tanta ma tanta, credetemi, azione. I colori sono intensi e creano atmosfere che danno piacere ai sensi.

Per ben la seconda volta mi ritrovo a “criticare” alcune sfumature di un film DC sicuramente ben fatto. Certo a qualcosa bisogna pure attaccarsi, se no che recensiamo a fare se dobbiamo dare a tutti e tutto dei dieci? Per questo le “critiche” che verranno fanno fede ad alcune piccole  scelte errate che personalmente un veterano del mondo fumettistico noterà sicuramente.  Parliamoci chiaro, Aquaman poteva fare di più. Sicuramente molto divertente e a tratti coinvolgente, ma nonostante questo si poteva sfruttare di più il personaggio legandolo meglio alle sue “origini”. Si signori miei! Insomma visto che ho trovato, palesemente, qualche difetto (di sfumatura), in Aquaman, sono presenti alcune forzature. La più accentuata senza fare spoiler è quella di far passare il nostro protettore degli oceani, simpatico a tutti i costi, un po’ come hanno fatto in casa MARVEL con I guardiani della Galassia e Thor Ragnarok. Una forzatura che in due ore e mezza di film stanca. Ovvio che rispetto ad altri film DCEU ci troviamo su pianeti diversi in quanto quest’ultimo almeno due spanne sopra. Infine, nonostante alcune piccolissime pecche, Aquaman continua verso quella tendenza positiva che è stata avviata da Wonder Woman. Sono certo che, se continuano cosi in pochi anni riusciranno a mettersi in pari con la diretta competitor.

7.5

 

 

 

By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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