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Asadora! Vol. 1 – Recensione

Asadora! Vol. 1 – Recensione

DOPO MONSTER, 20TH CENTURY BOYS E PLUTO, L’ATTESISSIMA NUOVA SERIE DI NAOKI URASAWA!

 1959: il porto di Nagoya è sferzato da una tempesta. 2020: Tokyo è in fiamme. Cosa lega questi due eventi? Per venire a capo del mistero bisogna ripercorrere la vita di una “sconosciuta” ma coraggiosissima ragazzina chiamata Asa Asada.

Correva giugno del 2018 quando la RW Edizioni pubblicava l’ultimo numero di Billy Bat (ultima maxi serie di Naoki Urasawa), e dopo 2 lunghi anni di attesa e’ finalmente arrivata, anche qui in Italia, la nuova run del geniale autore.

CHI E’ ASA?

Asadora! inizia fin dalle prime pagine immergendoci in una Tokyo impanicata.

La città si trova avvolta dal caos e dalle fiamme, durante uno degli eventi più importanti per l’intero Paese: Le Olimpiadi di Tokyo 2020. Dopo pochissime vignette cambia la localita’ e il tempo. Siamo nel 1959 al Porto di Nagoya e Naoki ci presenta quella che sara’ la protagonista delle prossime vicende: Asa (il cui significato è mattina).

Piccola ma determinata e sorella di 11 fratelli, Asa ha un bel caratterino e sa pure correre veloce, molto veloce. In cerca di un dottore che aiuti la propria madre a partorire il dodicesimo fratellino, Asa affrontera’ diverse problematiche che alla fine la porteranno davanti ad un evento disastroso e inaspettato. Avra’ qualche collegamento con cio’ che l’autore ci ha mostrato nelle prime pagine? Come possono essere legati due avvenimenti tanto lontani nel tempo?

IL RITORNO DI URASAWA

Urasawa torna all’arrembaggio e riporta in cattedra alcuni archetipi tipici della sua narrativa. Una protagonista femminile (ricordiamo Yawara!, Happy!), l’alternanza di fasi temporali diverse (20th Century Boys, Monster) e uno stile grafico che riprende da cio’ che ci ha lasciato con Billy Bat. Leggendo questo primo albo di Asadora!, se si ha familiarita’ con l’autore, sembra di ritrovare un’ impostazione del comparto narrativo simile a quella utilizzata per 20th Century Boys.

Cominciando a scorrere le pagine, pero’, ci si accorge della qualita’ piu’ rilevante per cui Asadora! riesce a distinguersi dal resto della produzione di Urasawa. Mai prima d’ora l’autore si è concentrato così tanto sul vero dramma umano come in quest’ultima serie.

Scegliere di ambientare la partenza della narrazione nel 1959 non è pura casualita’: la Seconda Guerra Mondiale (o la Guerra dell’Asia-Pacifico, come è conosciuta nell’Asia orientale) appartiene solamente alla generazione scorsa, ma le sue conseguenze sono ancora vivide e attuali.

Un esempio che aiuta a comprendere quanto sia importante il carattere drammatico evidenziato fin qui dall’autore si puo’ scorgere attraverso quotidianita’ che caratterizza i diversi personaggi: che sia la frustrazione isolata dell’ex pilota Kasuga o il lutto silenzioso del negoziante Kinuya.

La natura espressa da queste tematiche indica chiaramente quanto seriamente Urasawa stia considerando il carattere storico in cui sono ambientate queste vicende e l’elaborata caratterizzazione dei vari comprimari.

Per quanto riguarda i disegni tutte le aspettative sono state appagate. Naoki riconferma la solita cura meticolosa per diversi dettagli, le magnifiche espressivita’ della protagonista e i suoi comprimari, e i paesaggi…si, proprio loro. Mozzafiato! (gli amanti di Jirō Taniguchi ringrazieranno). Si segnala che, fino ad esaurimento scorte, il primo albo Panini Comics sara’ accompagnato da una fantastica spilla con ritratta la frenetica protagonista Asa.

IN CONCLUSIONE

Riprendere in mano una produzione del Maestro dopo diverso tempo e’ sempre un’emozione. Se lungo le prime pagine si puo’ respirare aria di nostalgia attraverso alcuni richiami alle serie passate, subito dopo ci si immerge in un nuovo contesto, dove la storia incontra la tragedia e Urasawa una nuova maturita’.

Finora sono stati presentati due importanti personaggi ed e’ stato tracciato un consistente background per entrare in confidenza col contesto narrato. Tutto funziona bene: il Maestro ha disposto i suoi spartiti, e come nelle migliori orchestre che si rispettino ora e’ pronto a farci conoscere la sua nuova sinfonia.

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