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Atelier of Witch Hat vol.1 – Recensione

Tutti da piccoli abbiamo desiderato almeno una volta di avere potere magici, come Coco, la protagonista di questa dolcissima storia che vi conquisterà.

Atelier of Witch Hat di Kamome Shirahama, edito in Italia da Panini Planet Manga, da cui è stata pubblicata anche la serie in tre volumi di Enidewi, vincitrice del premio come miglior manga agli Harvey Awards e arrivata tra i finalisti al Kodansha Manga Award, ci trasporta in un mondo incantevole, pieno di magia, che conquista il lettore grazie all’entusiasmo della protagonista e ad un sistema magico rivoluzionario.

Da dove viene la magia? Nessuno lo sa, dal momento che agli esseri umani nati senza poteri essa è preclusa. Coco riesce a capirne il segreto, ma scoprirà che la bellezza degli incantesimi cela oscuri abissi di mistero.

“Per quante volte la veda, la magia rimane sempre spettacolare!”

Nel mondo di Coco la magia esiste ma non tutti possono utilizzarla, e il suo funzionamento è un segreto. Coco è nata senza poteri ma li desidera più di ogni cosa, e ogni volta che vede la magia all’opera ne rimane affascinata. La nostra protagonista vive con la madre in un paesino di provincia passando le giornate aiutando la madre nella loro sartoria, facendo piccoli mestieri. Un giorno arrivano delle clienti a bordo di una carrozza alata, una rarità da quelle parti, ma arriva anche un adulto che ammira il lavoro di Coco, complimentandosi per la sua abilità nel disegno e dicendole che è una magia.

Lei ribatte sostenendo che la vera magia è preziosa, bella e più nobile rispetto a queste cose. D’istinto l’uomo le chiede come mai sia così affascinata dalla magia, e Coco inizia a raccontare.

Scopriamo che da piccola, in visita ad una fiera al castello, Coco incontrò un mago da cui comprò un libro illustrato di magie e ricevette in regalo anche una bacchetta che si rivelò essere una semplice penna da scrivere, o forse no?

Scopriamo che l’uomo, che si chiama Qifrey, in realtà è un mago. Chiederà alla nostra protagonista di sorvegliare la porta mentre lui preparerà una magia dicendole che nessuno deve entrare.

“Il mondo è pieno di magia, è strano che sia proibito guardare l’istante in cui viene lanciata…”

Siamo abituati a leggere e vedere magie che vengono recitate o lanciate senza problemi davanti alle persone, non nascoste come in questo caso. La stessa Coco si chiede il motivo, e a causa della sua troppa curiosità spierà il mago all’opera. In questo modo scopriamo il segreto della magia, ossia che le magie non si lanciano ma si disegnano.

Coco collega i tasselli, capisce che quel mago che incontrò da piccina le aveva davvero venduto oggetti magici, e che quindi può davvero diventare una maga! Decide di fare una prova, di replicare una delle figure all’interno e scopre che effettivamente queste magie funzionano! Disegnando le più semplici capisce il meccanismo, finché deciderà di replicarne una più complicata.

Ma scoprirà che la magia non è solo bella e pura, ma anche pericolosa. Scatena così una terribile magia che trasformerà sua madre e la sua casa in pietra. Qifrey arriva in tempo ma solo per salvare Coco, e le rivelerà che se dotati di un inchiostro speciale e se capaci di disegnare in modo preciso i cerchi magici, allora chiunque può utilizzare la magia.

La prassi ordinaria richiederebbe la cancellazione della memoria per la scoperta di tale segreto, ma Qifrey non lo farà perché dietro a tutto questo c’è un segreto ben più grosso. Coco da questo momento diventerà apprendista dello stregone, vivendo nel suo Atelier per imparare a usare la magia e per poter così sciogliere l’incantesimo e liberare sua madre. Iniziano così le avventure di Coco, passando le giornate nell’Atelier a imparare la magia con altre tre apprendiste della sua età.

“Non conoscere queste cose mi spaventa e mi fa sentire impotente”

Affrontare una nuova avventura spesso ci fa paura, e Coco se da una parte è entusiasta di poter diventare maga, dall’altra continua a sentire i sensi di colpa per sua madre e teme di non riuscire a salvarla. Fortunatamente accanto a sé avrà persone che le daranno il supporto necessario e la aiuteranno nella sua maturazione, sia come maga che come persona.

Uno dei punti forti di Atelier of Witch Hat è il sistema magico, in cui non serve imparare formule magiche complicate ma basta saper disegnare. All’inizio può sembrare complicato il funzionamento dei dardi e degli emblemi, ma grazie le nostre apprendiste imparerete in un batter d’occhio!

Altro elemento che vi conquisterà è sicuramente il disegno. Lo stile della mangaka è molto preciso e pulito, tanto che riesce a rendere perfettamente la sensazione di magia e di incanto.

Se cercate un’opera che vi possa far tornare piccini, Atelier of Witch Hat è ciò che fa per voi! Lasciatevi conquistare dall’entusiasmo di Coco e da questa magica avventura che vi farà sognare tra magie e misteri, contornati da una buona dose di tenerezza e calore.

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