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Aurora Burning – Recensione

Aurora Burning

I due talentuosi autori austriaci Amie Kaufman e Jay Kristoff, conosciuti già nella trilogia bestseller The Illuminae Files, tornano e capovolgono l’intero universo con la loro ultima saga “The Aurora Cycle”. Qui ci raccontano le avventure spaziali “non degli eroi che vorremmo, ma solo quelli che si potevano trovare”. Con Aurora Burning i due autori stravolgono completamente e nuovamente la mitica squadra 312.

Ci sono due notizie, una buona e una cattiva. Quella cattiva è che una forza oscura e antica sta per essere liberata nella galassia minacciando la sopravvivenza di ogni razza senziente che vive al suo interno. Qual è la buona? Ty e gli altri membri della Squadra 312 sono pronti a intervenire nuovamente per salvare la situazione. Tutto bene, se non fosse che incappano in una serie di tante piccole distrazioni che minacciano di distoglierli dalla missione, tra le tante, il branco di gremp che li sta inseguendo per catturarli e accaparrarsi così la taglia messa sulla loro testa. O il gruppo di agenti AIG con inquietanti fiori argento per pupille pronti a tutto pur di mettere le mani su Auri. O, ancora, la sorella di Kal, ricomparsa dopo una lunga assenza, che non pare esattamente felice di rivedere il fratellino e che per di più ha un esercito syldrathi dalla sua.

Con metà della galassia sulle sue tracce, la Squadra 312 non si è mai sentita così tanto desiderata. Quando Ty e i suoi scoprono che l’Hadfield è stata recuperata, per loro è tempo di uscire allo scoperto. Duecento anni prima, la nave-colonia era svanita, lasciando Auri come unica sopravvissuta. E ora nella scatola nera del vascello potrebbero essere contenute informazioni fondamentali per la salvezza di tutti. Ma il tempo è tiranno e se Auri non sarà in grado di imparare a gestire in fretta il suo potere, la squadra e tutti i suoi sostenitori rischieranno seriamente di ritrovarsi più morti del Grande Ultrasauro di Abraaxis IV. Preparatevi a leggere di rivelazioni scioccanti, colpi in banca impossibili, doni misteriosi, e un’epica battaglia finale che segnerà il destino degli eroi più improbabili (e indimenticabili) di tutta la Legione Aurora, e forse dell’intera galassia.

“Okay, torniamo un po’ indietro.” (Tyler Jones)

In Aurora Rising (qui la nostra recensione), primo libro della serie, correva l’anno 2380, l’Alfa Tyler Jones si ritrova a capitanare una squadra non di sua scelta, che comprende: sua sorella Scarlett, il Volto della squadra, l’Asso, nonché pilota e sua migliore amica Cat, la Cervellona e molto silenziosa Zila,  Kaliis (Kal) il Carrarmato della squadra un Syldrathi razza guerriera e lo Smanettone Finian un Betraskano. A tutta questa squadra di disadattati si aggiunge in seguito la clandestina Aurora – Auri per gli amici. Da cadetti fedeli alla Legione Aurora, si trovano improvvisamente in fuga da chiunque.

Dopo i tragici eventi di Octavia III del tragico finale di Aurora Rising, i membri della Squadra 312 si ritrovano in fuga ma più uniti ed affiatati che mai. Si appoggiano l’un l’altro per superare il dolore della perdita. Si rispettano e si fidano a vicenda. Gli avvenimenti che travolgono i protagonisti sono un susseguirsi infinito che non lascia a nessuno il tempo di potersi riprendere dal proprio dolore o dalle fatiche. Mentre viaggiano per le vie dell’universo, Auri, insieme a Kal, intraprende un addestramento all’interno della memoria degli Eshvaren. Questi sono un’antica razza esistita milioni di anni prima e che hanno combattuto e sconfitto – quasi – il Ra’haam. Prima della loro estinzione, hanno nascosto nella piega alcuni dispositivi che avrebbero portato alla creazione del grilletto (un essere dall’immenso potere psichico). Dispositivo che hanno trovato e attraverso cui Aurora si può connettere e istruire. Più avanza nell’addestramento più si rende conto che deve lasciarsi alle spalle, non solo i propri affetti ormai perduti, ma anche gli attuali e sé stessa.

Questo mondo, anzi universo, completamente inventato dagli autori, risulta essere molto simile al nostro più di quanto si possa pensare. La guerra è alle porte, la discriminazione di razze è all’ordine del giorno, ci si giudica costantemente e persino le tradizioni di ogni cultura vengono prese di mira. Simpatici gli scambi sulla sessualità che avvengono nei dialoghi tra Tyler e la sorella di Kal, Saedi. Qui si possono scorgere le differenze, ma soprattutto il modo in cui i Syldrathi razza guerriera si sentano superiori a tutti. Qualsivoglia cosa o pensiero viene messo in discussione man mano che gli eventi li colpiscono, e si trovano gradualmente a separarsi per affrontare i nemici.

 “Dille la verità.” Questo diceva il biglietto, il messaggio che ho ricevuto tramite un improbabile, inspiegabile scherzo del tempo.

In Aurora Burning c’è molto di più: verità nascoste, parole non dette e bugie raccontate che pian piano vedranno la luce. Inoltre, mentre si scontrano con i nemici, incontreranno anche il loro nemico più grande: sé stessi. Lungo il percorso troveranno degli “alleati” che, in un modo ancora a loro incomprensibile, li aiuteranno a superare tutte le catastrofi spaziali che seguiranno. Nemici che li accerchiano da ogni dove, tra di loro cominciano ad esserci delle rotture, separazioni. E tutti questi avvenimenti li travolgono mentre cercano una soluzione per salvare l’universo. Una situazione decisamente complessa, considerando il fatto che sono semplici ragazzi.

I due autori sono grandiosi nel descrivere queste avventure intergalattiche. Non lasciano nulla al caso, bilanciano alla perfezione grandi tragedie e strazianti momenti scioccanti rivelatori con gag esilaranti. Nonostante questo secondo libro mantenga un livello di comicità un po’ più basso rispetto al primo, ci sono ugualmente dei “siparietti comici” a spezzare la troppa seriosità del momento. Inoltre arricchiscono la trama colmandola di colpi di scena inaspettati al cardiopalma. Eccelsi come sempre a descrivere e far vivere i personaggi.

La narrazione, in entrambi i romanzi, è in prima persona, ad ogni capitolo cambia il punto di vista, dando voce e pensiero ad ognuno dei cadetti. Ogni tanto anche Magellano (Uniglass di Auri) ha una sua parte in cui è protagonista. Gli autori realizzano così un senso di suspense e avventura nel lettore mentre lo fanno rimpallare tra i personaggi principali. Per non dimenticare, all’inizio troviamo COSE DA SAPERE, un breve riassunto dei personaggi e coi punti salienti delle peripezie avvenute in Aurora Rising. Un piccolo ripasso per ricordarsi meglio, a distanza di mesi dalla lettura precedente, la loro storia passata.

Non abbiamo idea di dove stiamo andando, né di cosa troveremo, sempre che troviamo qualcosa. Ma, alla fine, che alternativa abbiamo?

Aurora Burning ha il difficile compito di traghettare il lettore verso l’atto finale. Un rito di passaggio che prepara il terreno dei nemici e crea grande aspettative per le vicende future. L’inizio è strabiliante, getta il lettore nel vivo dell’azione. Piuttosto simile come atteggiamento al primo romanzo, divertente e frenetico, ma dopo circa un terzo della lettura la storia rallenta. La narrazione pone l’accento alla parte più profonda e psicologica, dando spazio anche a quelle che sono le differenze tra i vari popoli. Un esempio su tutti, molto interessante, può essere la diversità dei Syldrathi. Se in Aurora Rising c’era stato spiegato chiaramente, e qui poi ribadito, quanto i Razza guerriera siano grandi combattenti, i Camminatori della Via, di cui fa parte anche la mamma di Kal e Saedi, si scoprono essere sensibili ed empatici. Quasi dei sensitivi.

Il finale, con un clamoroso cliffhanger, lascerà a bocca aperta e con in desiderio di poter continuare la lettura il prima possibile. Un viaggio imperdibile che attraverso i vari punti di vista dei protagonisti vi porterà a conoscere mondi e a vivere, insieme ad un equipaggio molto simile a quelli di Star Trek, delle avventure intergalattiche e a conoscere nuovi popoli e culture.

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By Maria V.

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