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Banana? Banana! – Recensione

Banana? Banana!

Non sempre è necessario spostare il proprio sguardo sulla terra nipponica se si cerca una lettura Boy’s Love. Ce lo dimostrano Chiaretta e Ilaria Chiocca con la loro opera Banana? Banana!, che si è conclusa recentemente. Proprio in occasione della pubblicazione dell’ultimo volume, Shockdom ha organizzato una promo speciale: acquistando sul sito della casa editrice, oltre ai volumi della serie è possibile ricevere una spilla esclusiva, ma solo fino ad esaurimento scorte. Senza dubbio una spinta in più per chi non si è ancora avventurato nella storia di Felice e Filippo, i protagonisti della trilogia Made in Italy. Un’opera che, con un’abbondante dose di ironia, strizza l’occhio ai modelli giapponesi per creare però una storia del tutto originale e… ricca di potassio! 

Felice – di nome, ma non proprio di fatto – è un fruttivendolo piuttosto atipico: nel suo negozio è possibile infatti comprare solo banane. Il suo fascino e i suoi goffi tentativi per attirare l’attenzione della clientela, finiscono invece per attirare quella di Filippo, un giovane studente di medicina alle prese con la sua tesi e con lo studio per gli ultimi esami. Curiosità e interesse lo spingono ad abbandonare i suoi libri per aiutare il fruttivendolo ad aumentare la varietà del suo negozietto. Peccato però che vendere solo banane non è l’unico problema di Felice…

“Non lo so perché… ma mi piace l’idea di aiutare questa persona. Perché lui è un completo disastro, o forse… perché è bello vederlo sorridere.”

Banana? Banana! Si presenta fin da subito come un’opera all’insegna del buonumore: all’inizio di ogni volume, prima ancora che parta la storia, troviamo dei brevi ringraziamenti delle autrici conditi di sano umorismo. Il perfetto biglietto da visita per il lettore che sta per lanciarsi in una lettura che fa dell’ironia e del sarcasmo gli strumenti chiave: battute e doppi sensi, giochi di parole e simpatiche gag, muovono le fila della narrazione.

I toni leggeri e divertenti aiutano a smorzare una storia che solo all’apparenza si presenta come una raccolta di scene comiche. Di volume in volume, vengono lentamente svelati i passati dei personaggi, i loro problemi e le loro paure. Sofferenze che riusciranno a guarire grazie soprattutto alla presenza dell’uno per l’altro; fantasmi che affronteranno con non poche difficoltà, a volte uscendone vincitori, altre invece raggiungendo compromessi. A questo proposito, stupisce come, nell’irrealtà volutamente evidenziata di alcune situazioni – che risultano in questo modo divertenti –  emergano invece temi e sotto trame piuttosto verosimili e delicate.

Filippo e Felice sono personaggi fragili e insicuri. Filippo è vittima della pressione data dalla sua famiglia, con la quale non riesce ad avere un rapporto sereno e disteso e di cui non riesce ad incontrarne le aspettative. Felice esce da una lunghissima e importante relazione, che ancora lascia forti tracce nel suo presente. L’intreccio delle loro vite risente inevitabilmente di questi fardelli, che creano di conseguenza problemi anche nello sviluppo del loro rapporto. D’altra parte, sarà proprio il “trovarsi” l’uno per l’altro a diventare anche la medicina per le loro sofferenze e insicurezze.

“Chissà se gli ho mai detto quanto mi fa stare bene la sua voce…”

Bisogna anche considerare che i due personaggi non sono soli. Alle spalle hanno infatti due importanti amicizie, pronti ad aiutarli nel momento del bisogno – o per interromperli sul più bello, ma questo è un altro discorso. Il tema dell’amicizia non è così scontato da trovare nei BL classici, anzi. Nell’universo di Banana? Banana! invece questi personaggi sono presenze attive, necessarie e piuttosto caratterizzate: non quindi delle semplici figure sullo sfondo, bensì complici e artefici della storia di Filippo e Felice.

Tra banane e risate, il rapporto tra i due si sviluppa per gradi, dolcemente e senza fretta: è inaspettatamente maturo, considerati i toni leggeri che animano il racconto. Inoltre, nonostante i numerosi doppi sensi che tappezzano la storia, gag e battute che rimandano ad una dimensione più intima, i volumi non mostrano nulla di esplicito. La scelta si sposa molto bene al tipo di storia, concentrando in questo modo l’attenzione all’introspezione dei personaggi e, coerentemente al resto del racconto, offrendo così numerose occasioni di scene comiche. La mancanza d’intimità è del resto abbondantemente compensata dalla dolcezza che avvolge la loro storia: una tenerezza che offre calore e conforto anche al lettore.

La storia viene così mantenuta in un perfetto equilibrio, mostrandoci la dolcezza di un rapporto che sboccia e muove i primi passi tra normali insicurezze e paure, con una semplicità tale da non appesantire i volumi neanche nei punti in cui la trama si fa più delicata. Anche le scelta del lessico e del registro aiutano senza dubbio la leggerezza del racconto, giocando molto sul “nome parlante” di Felice.

“Lui aveva trovato quel vuoto e si era infilato lì. Come se il mio cuore fosse una scatola di cartone”

Da un punto di vista stilistico, ci sono delle particolarità interessanti da evidenziare. In due punti diversi sono presenti delle “storie dentro le storie”: racconti in prosa paralleli e accompagnati da illustrazioni. Per quanto contengano delle trame a sé, queste brevi novelle sono comunque funzionali e connesse alla storia principale. La loro presenza tende comunque leggermente a spezzare il ritmo della storia, soprattutto a causa della loro lunghezza, ma l’ironia con cui esse sono raccontate, le rendono delle divertenti pause. Sicuramente si tratta di un espediente stilistico piuttosto inusuale e caratteristico all’interno di un manga.

Altra particolarità da evidenziare è la presenza di diversi cameo all’interno dei vari volumi: questa è già una tecnica meno inusuale, ma resta comunque un ottimo modo per omaggiare e pubblicizzare autori amici e colleghi, intrattenendo alla stesso tempo il lettore.

Conclusioni

Banana? Banana! non è il tipico BL a cui siamo abituati: la dolce e divertente storia di Filippo e Felice è sfaccettata, inaspettata e ben lontana dai topici cliché. Una boccata d’aria fresca e una perfetta lettura da compagnia nei momenti di sconforto: la vena scherzosa e gli equivoci numerosi che si vengono a creare, non avranno difficoltà a strappare diverse risate al lettore. Senza contare l’importanza del potassio! Non temete, con questa trilogia ne assumerete in abbondanza.

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By Eliana Cammarata

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