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Barbara di Moto Hagio – Recensione

JPOP Manga ci ama e per tanto, in libreria, fumetteria e negli store online è arrivato Barbara, il nuovo inedito della Moto Hagio Collection. La collana dedicata a una delle più influenti mangaka di sempre.

“Barbara”, un nome misterioso che sconvolge le vite di coloro che lo sentono. È un’isola magica, dove i bambini possono volare? O un segreto legato a un omicidio raccapricciante? La sua origine affonda nella tragedia di Aoba, trovata addormentata tra i cadaveri dei suoi genitori, i resti dei cuori di entrambi nello stomaco. Mentre la bambina, incapace di risvegliarsi, sembra in grado di dare forma alle sue fantasie con esiti letali, intorno a lei tramano eccentrici scienziati, presenze enigmatiche e oniropiloti stregati dal suo potere.

Questo è il primo di tre volumi di questa serie thriller sovrannaturale che, ricordiamo essere vincitrice, nel 2006, del Nihon SF Taishō. Quest’opera si aggiunge ai già pubblicati MarginalIl cuore di ThomasIl clan dei Poe sempre firmate Moto Hagio.

Ma bisogna fare alcune distinzione tra queste opere appena citate. Infatti, Barbara è nettamente diverso da questi, sia stilisticamente per narrazione, sia per le tematiche trattate. E proprio da quest’ultime, Hagio, riempie l’opera con svariati argomenti di un certo spessore.

Il tutto è magistralmente guidato da una scrittura convincente. Un’opera strana e piuttosto originale che si trova all’incrocio tra psicologico, paranormale e fantascientifico. Ed effettivamente, cadere erroneamente nel luogo comune guardando la copertina e leggendo il titolo, è cosa facile.

Moto Hagio, con Barbara porta lo status di “magistralmente scritto” a un nuovo livello.

Quello che potrete pensare a primo acchito sarà; “Quindi questo manga tratta la storia di una donna di nome Barbara, giusto?”. No! Ma allora cos’è Barbara? È un posto dov’è possibile evadere, un’isola, un luogo di fuga. Potrebbe essere il mondo dei sogni di un bambino in coma? È la sua luna rossa, forse una forma aliena? O forse la versione alternativa di Neverland? Ovviamente a questi quesiti ci sono, in parte, le risposte, che per ovvie ragioni non vi faremo presenti. Ma sappiate che in questo volume vi porrete davvero tantissime domande.

Sicuramente non è un racconto facile e questo che avete appena letto sopra è largamente e chiaramente un invito fine ad invogliarvi e incuriosirvi. Ma sappiate che vi ritroverete davanti a una storia veramente complessa con una costruzione a strati e una messa in scena, a dir poco assurda. Barbara è l’equivalente di un pezzo modulare che può vivere da solo in maniera assestante ma che riesce – anche – ad incastrarsi benissimo in un puzzle formando una storia a più livelli.

I disegni sono incredibilmente puliti. Infatti, dal punto di vista stilistico, il tratto della mangaka è elegante, essenziale – nonostante i dettagli – e precisa oltre ogni misura. Un’arte meravigliosa che delizia non solo il palato ma anche l’anima, appagando con un’esperienza visiva non indifferente che sublima maggiormente il racconto.

In conclusione, il primo volume di Barbara edito da J-POP manga, è un’opera imprescindibile che qualsiasi appassionato dovrebbe leggere. Un narrazione di qualità, porta il lettore in un turbinio complesso di tematiche che vengono gestite in maniera superlativa che, a conti fatti, viene maggiormente avvalorata dai disegni. Sicuramente questo primo volume vi farà porre molte domande, le cui risposte, presumiamo, saranno svelate nel volume due. Sono certo che Hagio ha un piano anche per questo.

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