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Batman: Ego e altre storie – Recensione

Dal genio di Darwyn Cooke con Paul Grist, Bill Waray, Tim Sale, Amanda Conner e Jimmy Palmiotti, edito – ovviamente – da Panini Comics, Batman: Ego e altre storie.

Il Cavaliere Oscuro contro il suo peggior nemico: se stesso! La Felina Fatale organizza il colpo perfetto… ma tutto va a rotoli! Un acclamato autore di comics al massimo della sua arte! Tutto questo e altro ancora nelle pagine di “Batman. Ego”, una raccolta di storie scritte e disegnate da Darwyn Cooke (DC: The New Frontier), che offre la sua personale visione di Batman e Catwoman. Le storie raccolte nel volume includono “Ego”, il primo fumetto di Cooke, “Selina’s Big Score”, e le storie brevi da Batman: “Black & White” e “Solo”, realizzate insieme allo scrittore Paul Grist e i disegnatori Bill Wray e Tim Sale.

Pochi artisti e autori di fumetti moderni sono stati rispettati come Darwyn Cooke. L’illustratore ha iniziato la sua carriera con Batman: The Animated Series, per poi – per l’appunto – estendersi ai fumetti. Ha lavorato a numerosi progetti iconici, tra cui la miniserie New Frontier e gli adattamenti dei libri di Parker di Richard Stark e tanto altro ancora. Ma ciò che fa con Batman: Ego e altre storie è qualcosa di molto piacevole e appagante.

Confessato dallo stesso autore, la storia – sembrerebbe essere stata “il suo primo lavoro serio, dove si è dovuto impegnare, ma imperfetto”, a parer suo. Ma quello che Cooke fa è di collocare un’idea interessante come base e costruirci su la storia di Ego 

E se Batman e Bruce Wayne potessero avere uno scambio verbale? Un dialogo? Cosa potrebbero dirsi? Cosa pretenderebbe ciascuna metà dall’altra e come scenderebbero a compromessi? Diciamocelo in tutta onestà: È un’idea geniale! Anche perché, sembra molto contemporaneo per il Cavaliere Oscuro dell’era moderna che si “affronta” con il suo io più sorridente.

Cooke era indubbiamente avanti. Anche la caratterizzazione stessa che da a Batman è qualcosa di diverso rispetto a come, storicamente, viene visto il personaggio nell’immaginario dei fan e non solo. Infatti, in Batman: Ego e altre storie, la rappresentazione data al Cavaliere Oscuro non è mai eccessivamente oscura. E proprio quella caratterizzazione che Cooke regala a Bats, rimane coerente durante tutto il racconto poiché da l’opportunità di bilanciarsi anche attraverso i disegni e la loro “luminosità”.

Una percussione continua nella narrazione che vede Cooke, con Ego, esplodere in un ritratto post-Milleriano.

Una scissione che divide l’uomo dal mito. Questo è quello che fa Cooke in Batman: Ego e altre storie. Separando Batman da Bruce, ha dato una forma molto più pura e luminosa al personaggio. E senza mezze misure, vi ritroverete un Wayne sicuramente più profondo che ricorda proprio il vecchio brizzolato di Frank Miller. Cooke definisce questo racconto proiettandosi nell’era successiva ad anno uno. Per la precisione si colloca come il terzo anno di attività del Cavaliere Oscuro in una Gotham molto particolare, violenta e tetra.

Una dicotomia molto diversa – esempio – da Bruce Banner e Hulk, Batman e Bruce. Dove nonostante si tratti della medesima persona, stanno agli antipodi con esigenze e obbiettivi diversi. Tanto diversi che sembrano ad escludersi a vicenda.

E in una Gotham del genere e con un Bats ormai abituato alla violenza, non può mancare la presenza di Joker. Sì, perché Batman ha sempre bisogno del suo arcinemico, della sua nemesi. Una minaccia sempre ricorrente e visto, ormai in tutte le salse. Joker non può morire. Batman non può ucciderlo. Perché Mister J è troppo popolare per farne a meno. E anche con il clown più pazzo del mondo, Cooke restituisce un po’ di quel lustro classico al personaggio attraverso una sceneggiatura meta-testuale, imprigionato in un’avventura che ormai si è progredita. Insomma, una spolverata ad un più classico Joker!

Nel complesso, la storia stessa, ha quel sapore tipico delle avventure dell’Uomo Pipistrello in uno status quo dove i personaggi hanno molta più consapevolezza di loro stessi. E se Batman cambia di generazione in generazione, in Batman: Ego e altre storie si polarizza in maniera quasi geometrica attraverso una figura senza tempo che eleva il personaggio e tutto ciò che gli gravita attorno. Senza tempo.

Per quanto concerne il lato artistico si può dire davvero poco. Semplicemente perché gli artisti coinvolti sono tanto famosi che sarebbe anche poco sensato parlarne. Da paul Grist a Bill Waray fino Tim Sale e passando da Amanda Conner e Jimmy Palmiotti. Un team creativo di caratura da zecca dello stato.

In conclusione, Batman: Ego e altre storie di Darwyn Cooke, edito in un nuovo cartonato deluxe da Panini Comics, potrebbe essere una lettura essenziale non per forza al fine conoscitivo del personaggio ma delle sue mille sfumature. Un’opera divertente sia in termini di scrittura ed esecuzione che per quanto riguarda l’impatto artistico. Cooke crea perfettamente gli aspetti e le atmosfere più classiche e noir dell’universo di Batman. Coloro che amano questo aspetto del personaggio non rimarranno delusi.

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