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Bellezza – Recensione

bellezza
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Impossibile non esser rimasti attratti dal fascino incommensurabile di Bellezza, la graphic novel favolistica frutto della penna di Kerascoët e Hubert.

Pubblicato nel 2015 da Bao Publishing, Bellezza, è il risultato di un sontuoso esperimento grafico bicromatico dei due francesi Marie Pommepuy e Sébastien Cosset, gli autori che si celano dietro gli pseudonimi Kerascoët e Hubert, già noti al pubblico per La vergine del Bordello (Miss Pas Touche) pubblicata da Planeta DeAgostini.

I due autori sviluppano con Bellezza una storia incentrata sulla caratterizzazione ed evoluzione dell’eroina che fa dell’ideale di bellezza una caratteristica fondamentale per la sua realizzazione.

Ciò che rende speciale questo volume unico è la realizzazione stilistica di Bao Publishing, che rende magnifica questa graphic novel con un’edizione cartonata in vernice UV, spessorata e con carta avoriata.

Dare una definizione alla Bellezza.

Nel corso dei secoli, pittori, scultori, poeti e scrittori, hanno provato a rappresentare la bellezza sotto ogni forma possibile d’arte. Come Leonardo per la Gioconda, Canova per Amore e Psiche, Shakespeare con i suoi sonetti, e Oscar Wilde con il suo Dorian Gray, tutti quanti hanno provato a rappresentare o descrivere quella sensazione di piacere nell’osservare una persona riuscendo a carpirne anche la loro essenza spirituale.

Ma cos’è la bellezza? Esiste una bellezza standard? La bellezza deve rispecchiare alcuni canoni per essere considerata tale? Esiste una bellezza oggettiva? Tutte queste domande che possiamo mettere alla stregua de “è nato prima l’uomo o la gallina”, probabilmente non troveranno mai una risposta. Ognuno guarda il mondo con occhi diversi e reputa bello solo quello che appaga la vista, ma ciò che sorprenderà più sapere è che vi è una parte molto più importante nel nostro essere: l’inconscio. Su un piano cosciente le persone vivono “ad occhi aperti” la giornata, parlando, pensando ed interagendo con il mondo esteriore, ma ciò che avviene nell’inconscio, la parte più profonda di noi, è un meraviglioso caleidoscopio di immagini, sensazioni ed emozioni che i nostri occhi e la nostra mente hanno assorbito durante la vita.

La bellezza delle cose esiste nella mente che le contempla.

DAVID HUME

Potremmo quindi dire, che la bellezza è negli occhi di chi guarda, ma quindi questo riporta immediatamente alla spiegazione di sopra: non può esistere una definizione di bellezza.

Bellezza: un omaggio alla tradizione favolistica europea e russa.

Bellezza è un omaggio alla tradizione favolistica europea dei fratelli Grimm, richiamando dal principio fiabe come Cenerentola o Il Principe Ranocchio, confondendosi poi in una prettamente più di stampo russo, come a richiamare il realismo e barocco di Kurčevskij e Serebrjakov.

Il disegno minimalista, dal tratto pulito e bicromatico che riempie totalmente le tavole open-page, conferiscono alle immagini dinamismo e leggiadria. I colori principali, il nero e l’oro, ricordano lo stile artistico dell’Art Nouveau e impreziosiscono le pagine con un tocco retrò ma fascinoso fregiandolo di un velo armonioso ed elitario. I disegni intinti nell’oro contrapposti al nero rispecchiano il contenuto che Kerascoët e Hubert cercano di trasmettere al lettore, ossia, quanto l’estetica possa essere un fattore determinante all’interno della società e quanto ancora – nonostante i tempi “sembrino” essere cambiati – sia un fattore discriminante.

La bellezza è la miglior lettera di raccomandazione.

ARISTOTELE

Bellezza. Dramma e fantasia. Gelosia e apparenza. Desiderio e fascinazione.

Bellezza narra la storia di Baccalà, una Cenerentola che vive nel mondo di Kerascoët e Hubert, caratterizzata dalla sfortuna di essere nata brutta. Questa graphic novel risalta proprio il concetto che abbiamo affrontato sopra, ovvero quanto la bellezza sia negli occhi di chi la guarda; in questo caso vi è un abuso di questa caratteristica fisica, che viene oltretutto usata come chiave di successo.

Questa favola/storia che potrebbe essere datata all’incirca tra il XVIII e XIX secolo, è più moderna che mai. Viene esaltata una verità più assoluta dei tempi moderni riguardo il concetto di bellezza. Abbiamo imparato ormai che essere bell* è la chiave che porta al raggiungimento di successi lavorativi e artistici, puntando tutto sul proprio fisico perfetto e scultoreo proprio come una statua. Qui la questione fisica verrà esaminata a fondo, risultando essere più una maledizione che non una benedizione, ed il motivo è solo uno: l’anima. Raggiunta la bellezza assoluta Baccalà non verrà più considerata caratterialmente, ma solo fisicamente. Per Baccalà questa bellezza apparente, farà sì che solo gli altri possano vedere la sua perfezione fisica, ma non lei stessa.

L’apparenza inganna è vero, l’apparenza è una maschera illusoria che nasconde quanto più profondo vi è nell’animo di Baccalà. Il turning-point sarà proprio questo, un desiderio di tornare alla normalità pur di essere considerata per la sua bellezza d’animo che non d’aspetto.

L’aspetto delle cose varia secondo le emozioni; e così noi vediamo magia e bellezza in loro, ma, in realtà, magia e bellezza sono in noi.

KAHLIL GIBRAN

La vera Baccalà: squamatrice di pesce e ragazza sognante.

Baccalà è vittima delle angherie della grassa e brutta madrina, la quale ha preso in carico, “grazie” alla bontà del suo cuore, la povera ragazza e sua madre. Da ragazza molto semplice e dedita alle faccende di casa, (come se non bastasse) Baccalà aveva addosso questo nome perché l’odore che emanava ricordava quello del mare e del pesce:

A forza di squamare pesce, Baccalà era talmente pervasa da quell’odore che nessun bagno o sapone potevano far nulla per toglierlo di dosso. Baccalà puzzava di pesce da quando si alzava la mattina a quando si metteva a letto la sera, in estate così come d’inverno.

La giovane donzella aveva pochi sogni ma quello più grande era quello di essere bella, di una bellezza tale da lasciare chiunque senza fiato, così si appella alle fate. Il mondo in cui Baccalà e tutto il reame del Nord e del Sud vivono, è un posto dominato dagli esseri umani e fatati, vissuti in un’apparente pace sotto la benevolenza e protezione di quest’ultimi.

Un sogno dal peso gigantesco.

La povera Baccalà, subita l’ennesima umiliazione, si avvicina ad una riva di un lago lasciandosi in preda alla disperazione più totale. Piangendo, una sua lacrima cadrà sul corpo di un piccolo rospo che la stava guardando. Brutto e deforme come era lei, il rospo si libererà grazie alla lacrima di Baccalà rivelandosi una meravigliosa fata dal nome Mab.

Il mondo fatato era capeggiato dalla potente Mab, una fatina da anni costretta nel corpo di un rospo a causa di un sortilegio che solo una lacrima poteva liberare. Per ringraziare Baccalà di esser tornata alla sua forma originale, Mab dona a Baccalà un solo desiderio. Colta l’occasione, Baccalà chiede alla fata di esser fatta dono della bellezza, cosicché non possa più soffrire del male delle persone e possa vivere una vita felice assecondando ogni suo più profondo desiderio.

La fata però non può cambiare la natura fisica di Baccalà ma può altresì alterare la realtà. Baccalà diventerà essa stessa Bellezza, una donna meravigliosa, la più bella del reame, così perfetta che guerre e lotte fratricide si susseguiranno per raggiungerla. Ogni uomo, donna, vecchio o bambino che la vedrà non potrà fare a meno di resistere al fascino mistico e raro di Bellezza. La Baccalà che prima odorava di mare e pesce, agli occhi di tutto il reame diverrà una Venere di Botticelli, l’ideale di perfezione estetica che nessuno mai aveva mai visto.

Fra tutti, solo uno.

Sebbene Baccalà sia riuscita finalmente a diventare tutto ciò che sognava, Pierre, il suo amico d’infanzia è l’unico che apprezzava la vera natura di Baccalà. Da paffuto contadinello, Pierre si ritroverà coinvolto nelle varie diatribe e rivolte tese a conquistare il cuore della regina Bellezza. Ecco, Pierre è colui in grado di apprezzare la vera essenza di Baccalà, andando oltre gli stereotipi fisici, ma apprezzando l’anima di una ragazza brutta. Nonostante l’epoca, nonostante sia questa una favola, nonostante sia sottoforma di fumetto o graphic novel, il grande lavoro di Kerascoët e Hubert mira ad una sensibilizzazione ed un ritorno all’osservazione più profonda delle persone.

Chi l’ha detto che la Gioconda è un’opera d’arte di assoluta bellezza? Chi l’ha detto che i sonetti di Shakespeare sono perfetti? Al mondo troveremo sempre chi non è d’accordo sul concetto di bellezza, ed è proprio così che deve essere. E’ proprio grazie al bello e al brutto che nasce la scelta. E’ proprio grazie ai tipi come Pierre che si riesce a vedere la bellezza nelle cose brutte. Ma in fin dei conti, esiste qualcosa di brutto? Esiste qualcosa di bello? No, esiste quello che sentiamo e apprezziamo.

La vera bellezza, dopo tutto, sta nella purezza del cuore.

GANDHI

Pierre è solo colui che guardando all’interno del cuore di Baccalà riesce a vedere molto più dell’involucro di carne. E per questo non è bello anche lui?

“Pensavo che quando si è belle la vita fosse molto più facile.”

Se ciò che agli occhi degli altri è proprio l’immagine di una donna esteticamente perfetta, Baccalà però non perderà il suo reale aspetto fisico, rimanendo di fatto sempre la stessa brutta ragazza che era prima. Se una volta raggiunto il proprio scopo questo non bastasse più? Proprio quello che succederà a Bellezza una volta conquistata l’apparente bellezza. Ella si renderà conto che non le basterà essere bella se non c’è nessuno a poterla adulare. Bellezza cercherà in tutti i modi di conquistare l’amore di tutti gli uomini più influenti del regno senza però essere mai venerata come lei desidera. La bellezza esteriore non potrà mai competere con quella interiore, poiché la prima per essere considerata tale deve forzatamente abbandonare ogni qualsivoglia tipo di artificio o congettura, facendo così esaltare la reale bellezza di un cuore puro e di un’anima candida.

La bellezza è verità, la verità è bellezza: questo è tutto ciò che voi sapete in terra e tutto ciò che vi occorre sapere.

JOHN KEATS

Proprio quando il suo aspetto fisico cambia, e i suoi sogni si avverano, la vita di Baccalà/Bellezza non prenderà una piega del tutto rosea. Con gli anni la trasformazione si rivelerà essere più una maledizione che non un dono. La sua bellezza scatenerà negli uomini una sfrenata ossessione, tirando fuori ogni desiderio animalesco e brutale, costringendo la regina Bellezza a desiderare di tornare al suo aspetto originario. Sebbene la sua decisione di voler tornare ad essere vista brutta non potrà realizzarsi, e la sua vita sarà costantemente messa sotto attacco da barbari mascalzoni che tenteranno di possederla, Bellezza deciderà di farsi carico di questo suo fardello per rivoluzionare il mondo, cambiandolo con la sola forza di una grande regina.

Uno dei primi effetti della bellezza femminile su di un uomo è quello di levargli l’avarizia.

ITALO SVEVO

Il finale, che assume le caratteristiche di una storia girl power, in realtà sarà la chiave di volta per concludere la storia di Bellezza. Placati gli animi che tra l’altro si erano scombussolati con l’avida fata Mab, Bellezza riuscirà a far convergere la sua apparente bellezza fisica e quella interiore riuscendo a scavalcare la vecchia Baccalà, consapevole dell’immutabilità del suo apparente aspetto.

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By Maria Carlotta Sotgia

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