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Biblioversum – Recensione

Biblioversum, scritto da Marcello Bertocchi,  è un sistema di gioco di narrazione collettiva, senza master né dadi né tanto meno una preparazione a posteriori dell’ avventura. Cosa vi serve dunque? Un bella dose di fantasia, libri e fumetti… che vi trovate già a casa! Fantastico no?

Quando uno autore scrive un libro, la scintilla creativa genera un nuovo Biblioverso, un mondo indipendente che da quel momento in poi vivrà le sue storie. I giocatori vedono risvegliarsi dei poteri dal profondo legame che creano coi loro testi preferiti, diventando così Bibliomanti, e vivranno l’avventura della scoperta delle nuove illimitate possibilità date dai nuovi poteri all’interno del Biblioversum, l’intricato labirinto di universi letterari.

Studio Supernova, ci porta qualcosa di molto particolare, uscito nella collana Colti & Corti per l’etichetta XV Games. Biblioversum, infatti è una geniale archi gemma capace di innescare proprio quella scintilla creativa che portera a vivere i giocatori un’avventura unica ed ogni volta originale.

Biblioversum uguale Bibliomanti.

Come appena detto, Biblioversum è un gioco di narrazione creato per gli amanti della letteratura, basato principalmente sull’utilizzo dei libri e fumetti come strumento fisico di gioco. I giocatori prenderanno il ruolo di Bibliomanti, una figura che già dal nome ci fa capire che ci troviamo in un’universo parallelo che profuma di Pagemaster. Il ruolo di queste arcane figura rappresenterà quello che è il legame forte con i testi scritti, tanto forte da ottenere dei poteri legati proprio alle letture. Insieme, tutti appassionatamente, esplorerete il Biblioversum, un mondo fatto di strati letterari che si generano ogni volta che viene scritto un nuovo libro, fumetto.

I giocatori, in questo mondo fatto di letteratura e affini, gestiscono in maniera comune la narrazione: l’Incipit e l’Excipit è già determinata, ma la strada, il percorso che intraprenderete per arrivare dall’inizio alla fine, viene creata durante la fase del gioco. L’importante sarà costruire tutti assieme una storia!

Il consiglio che l’opera ci da, è quello di giocare in 2/6 persone, anche se vi sarà possibile aumentare il numero o addirittura giocare da soli. In caso scegliate di intraprendere quest’avventura narrativa, dovrete appoggiarvi a delle regole speciali indicate alla fine del testo. Ma dunque, cosa serve per giocare?

Per poter giocare sono necessari: ovviamente il regolamento, dei segnalibri (o fogli, o qualsiasi altro oggetto che possa prendere il loro posto), qualche penna, matita e libri. Vecchi, nuovi, fumetti, storie illustrate, testi storici, scientifici. Insomma qualsiasi testo scritto. Lo scopo sarà quello di leggere, rileggere e prendere appunti per magari poi ricercare delle frasi, parole – riprese proprio dai testi – che possano esservi utili. Saranno proprio i vostri personaggi ad imparare a vivere letteralmente i testi, proprio come fanno i personaggi presenti nei nostri libri, fumetti.

Puoi essere anche tu un Blibliomante geniale.

Sappiate che l’universo di Biblioversum nasce proprio dal potere creativo dei suoi abitanti. Un mondo in continua evoluzione e carica di fascino e mistero. Si narra che nessuno abbia mai potuto capire la sua reale dimensione ma sappiamo solo che, quando nasce un testo scritto, la scintilla creativa esplode in un nuovo Biblioverso. Una nuova dimensione popolata dai personaggi del testo stesso creato nonostante gli avvenimenti non sono necessariamente legati al testo originale. Il punto di partenza sarà fedele al testo originale. Questa nuova realtà si poggia sul Biblioverso precedente creando strati su strati come un libro di milioni, miliardi di pagine.

Ma quando un individuo del Bliblioverso diventa un Blibliomante? Non è cosi semplice dare una risposta a questa domanda in quanto lo stesso manuale non fornisce dati a sufficienza. Sicuramente, uno dei tanti aspetti potrebbe essere quell’amore profondo che si può provare per un particolare testo scritto.

Iniziare a giocare non sarà cosi difficile. Infatti vi basterà reperire le letture, digitali o fisiche che avete a casa. Ogni giocatore dovrà scegliere un testo di riferimento senza bisogno di creare nessun personaggio in quanto giocherà con la versione di se stesso risvegliato nei panni di un Blibliomante. Tutti i giocatori avranno le stesse vita, le stesse conoscenze, le stesse risorse. Tutti avranno un potere, ovvero quello di poter sfruttare i libri per interagire con gli altri Bliblioversi.

I vari poteri dei giocatori e quindi dei Blibliomanti sono rappresentati dai Segnalibri. Ogni sessione di gioco ne prevede 15 da poterne mettere a disposizione dei giocatori. Questi possono essere condivisi dal gruppo. Ma tranquilli, se non possedete cosi tanti segnalibri, al loro posto potrete usare qualsiasi altra cosa possa sostituirli. Oppure utilizzare quelli predisposti che troverete a fine volume del Biblioversum.

“Siamo Blibliomanti risvegliati recentemente…”

Un sessione di gioco si chiamerà Storia. Questa si potrà svolgere attraverso svariate scene tutte connesse tra di loro non necessariamente in un ordine logico e cronologico. Queste scene vengono chiamate Capitoli. In pratica, ogni Blibliomante può viaggiare all’interno del suo Bliblioverso (il testo che ha scelto) ma non solo. Seguendo proprio l’esempio dato dal manuale, ad esempio i giocatori potrebbe decidere di visitare il Bliblioverso della Divina Commedia, oppure giocare nel proprio Bliblioverso in cui però compaiono elementi infernali.

La durata della Storia, potrà essere decisa a monte. Ovvero scegliere quante ore durerà la sessione. Ovviamente questa scelta sarà totalmente libera in base al tempo che avrete a disposizione per giocare a Biblioversum. Come qualsiasi GDR che si rispetti, la Storia che giocherete, viene descritta dai giocatori in comune accordo, ponendosi delle domande e dandosi delle risposte. Chi pone la domanda ovviamente non potrà rispondere. Cosi facendo inizierete l’Incipit.

Facendovi un esempio concreto:

Ci siamo risvegliati da poco, e da poco abbiamo scoperto di essere Blibliomanti. Nemmeno il tempo di abituarci all’idea, che veniamo a conoscenza di un “cacciatore di Blibliomanti”. Si dice che questo sia un’assassino seriale, e che usi le lame con una minuziosità chirurgica. Ci hanno affidato il caso di investigare sugli omicidi dei nostri colleghi Blibomanti e il primo posto dove indagare sarò proprio il vicoletto nella zona di Buck’s Row, di fronte a uno dei tanti mattatoi del quartiere.

A questo punto, arrivati sul posto, un Blibliomante potrà domandare: Come è stato ucciso?

In questo caso è palese che come fonte d’ispirazione ho utilizzato Jack lo squartatore. Ma dunque, come si sceglie il genere letterario? Presto detto. Il giocatore, a turno, decide il genere: una commedia, un horror, un giallo e cosi via. Scegliere il genere è importante in quanto sarà l’elemento che darà colore alla Storia. L’importante è che siano coerenti i titoli tra di loro.

“Siamo intrappolati nelle segrete del castello…”

Coerente dovrà essere anche l’epiligo, quindi l’Excipit dovrà adattarsi all’andatura della Storia anche allontanandosi da esse. Per esempio: potreste ritrovarvi inizialmente bloccati da una frana in una caverna causata da un’esplosione per intrappolarvi nella Mesopotamia all’inizio del ‘900 e subito dopo bloccati in una cella nella pancia di un veliero pirata nel ‘600 che sta colando a picco. Se ci fate caso, in ambo le situazioni non cambia solo una cosa: siete sempre intrappola. Questo vuol dire che possono cambiare le ere e le ambientazioni, ma gli elementi principali sono interconnessi tra di loro e presenti nel Capitolo conclusivo.

In ogni Capitolo, ci sarà un giocatore che verrà definito Scrittore. Ovvero colui che creerà l’Incipit. Per il successivo nuovo Capitolo, lo Scrittore viene nominato dal precedente e cosi via. Ma le responsabilità dello scrittore non finiscono qui. Infatti lo stesso non dovrà soltanto introdurre il Capitolo, ma anche designare un Protagonista. Il ruolo di quest’ultimo, come potrete immaginare, sarà fondamentale per il Capitolo in cui è stato selezionato. Avendo il ruolo principale, il Protagonista dovrà scegliere un passaggio di uno dei libri precedentemente scelti e leggerlo ad alta voce. Non vorremo aggiungere altro proprio per non togliervi il piacere di scoprire questo meravigliosa storia creata realmente da voi.

In conclusione, Biblioversum di Marcello Bertocchi, è un gioco di narrazione molto particolare. Semplice da apprendere e adatto a tutti. Grandi e piccini! La bellezza nel ritrovarsi a giocare sta nell’innesco che spingerà i Bibliomanti a riesplorare, scoprire e riscoprire i propri libri o fumetti rivivendone le avventure attraverso la propria fantasia e estro creativo. Un’esperienza di narrazione collettiva totalmente magica e diversa dal solito.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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