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Black Rock – Recensione

Lo scorso 4 novembre Edizioni BD ha portato nelle fumetterie, dopo l’anteprima durante la fiera lucchese, Black Rock. Un fumetto che fonde due generi intramontabili, che quando si incontrano hanno il potenziale di dare alla luce una storia che non concede tregua. Cosa può nascere quando del buon western incontra il sovrannaturale?

A questa domanda risponde il trio dietro a Black Rock, un volume in un cartonato di ben 250 pagine di tensione. Alla storia troviamo Dario Sicchio, classe anni ’90, che si occupa di fumetti dal 2015, oltre a lavorare come montatore audiovisivo. Autore di Walter Dice e L’uomo storto: Chiodotorto, si è occupato anche di Caput Mundi: Imperium, serie conosciuta ai più per il lavoro di Roberto Recchioni. Francesco Segala (Firefly, Stranger Things, La Divina Congrega) ai colori, all’attivo per BOOM! Studios, Dark Horse e altre realtà editoriali, impreziosisce i disegni di un secondo classe ’90, Jacopo Vanni.

“Il Villaggio è un luogo misterioso e isolato, dove le persone non hanno nome. L’intera cittadina è circondata da un enorme cerchio di cenere, su cui vigila l’impenetrabile figura del Guardiano. Quest’uomo ha il compito di difendere gli abitanti del Villaggio da Loro, esseri innominabili che dimorano tra le evanescenti Montagne Nere. Loro non si fanno vedere, ma di tanto in tanto inviano i Pellegrini, messaggeri che tentano di convincere gli abitanti a varcare il confine e passare dall’altra parte. Chi sono le oscure divinità che abitano oltre l’orizzonte del Villaggio? E chi è il Guardiano, il misterioso protettore del confine di cenere? Ma soprattutto… cosa c’è dall’altra parte?”

“La frontiera porta sempre qualche sorpresa”

“All’interno della Death Valley Californiana, nell’area nota come Racetrack Playa, sono state spesso avvistate delle rocce mobili. Veri e propri massi che si spostano lungo la pianura arida della Valle come fossero animali migratori, queste grandi pietre seguono un lento, ma inesorabile cammino che può durare anche decenni. Molte ipotesi sono state fatte circa questo bizzarro fenomeno. Alcune di esse sono decisamente improbabili, altre quantomeno fantasiose. Molte di esse sono semplicemente terrificanti.”

Black Rock si apre con le tenebre. Una delle leggi dei padri fondatori di questo sinistro luogo, che ci accompagneranno capitolo dopo capitolo, introduce lo scopo dell’uomo nel Villaggio, ovvero: il tuo nome, raggiunta l’età da lavoro, non ti apparterrà più fino al momento della tua morte. Sarai conosciuto con un appellativo che identifica la tua posizione e ruolo all’interno della comunità. Il Carpentiere. L’Allevatore. La Maestra. Il Guardiano… Quest’ultimo, il fulcro della storia, ha lo scopo di tenere al sicuro il Villaggio situato nei pressi dei confini della Frontiera nel momento dell’arrivo dei Pellegrini. Questi porteranno cibo e predicheranno la loro pace. Ma nulla è mai veramente senza prezzo ed il loro giungere non sembra esser visto di buono grado dalla gente. Inoltre, con l’arrivo dei Pellegrini, Loro si fanno più vicini.

“La morte fa parte della vita quanto la vita stessa. Ciò che non muore non è veramente vivo. È questo che ci rende diversi da Loro. Per morire non serve nulla. Ma per vivere, ragazzino, serve coraggio.”

Il mondo di Black Rock convive con il sovrannaturale, è conscio di questa loro presenza. Il Guardiano è colui che ha il compito di osservarne i confini e, grazie ad una entità a lui vicina, conoscere tutto quel che accade all’interno del Villaggio, protetto da un cerchio di cenere che lo circonda per tutta la sua estensione. Qui la situazione non è delle più rosee. La vita è dura, il cibo scarseggia, così come il bestiame. Gli attriti interni rendono questo piccolo mondo più fragile. Chi è stanco di credere in qualcosa che non ha mai visto, chi di credere nel Guardiano e chi nel suo Capo. In questo contesto legge e religione fanno da padrone, e nel mentre un innocuo spettro, L’Uomo che Piange, infesta la cittadina.

“Non siamo in molti a ricordare com’era qui un tempo. Prima che arrivassero le persone. Prima del Villaggio, delle case e dei pascoli.”

Un gioco mosso da entità superiori

“Eri un mostro, hai cercato di essere un protettore… e sei finito con il diventare un carceriere. E nonostante la forza che ti è servita per vivere tutte quelle vite, non ne hai mai avuta abbastanza per essere l’unica cosa che volevo tu fossi…”

Dario Sicchio in Black Rock costruisce un mondo eretto dalle menzogne di un confine che tiene lontano il male. Ma qual è la verità tenuta nascosta al Villaggio, in questo gioco di entità sovrannaturali e strane divinità? Sicchio sembra dare vita ad uno spaventoso esperimento. Una comunità confinata all’interno di una linea fittizia che quando si spezzerà farà penetrare nelle anime della gente il caos. Cosa accade quando le convinzioni, ciò che ti è stato inculcato per tutta la tua vita, crollano? Diverranno bestie spaventate che lotteranno contro un qualcosa che non capiscono, per provare a sopravvivere.

“Tutti mi guardano, ma io non ho risposte. Per nessuno di loro. La mia testa è sempre stata piena di voci. Parole oscure, urla dal passato, rumori assordanti… ”

Qualcosa che va oltre le aspettative

La trama di Black Rock prende pieghe inaspettate, sorprendendo chi si attendeva un genere più fedele al buon western. Dario Sicchio stupisce il lettore con qualcosa di semplice ma al contempo difficile da gestire, riuscendoci, per’altro, magistralmente. Un’opera che prende la sua forza nei diversi colpi di scena che si susseguono man mano che ci si avvicina al finale. Black Rock è un gioco, un esperimento dietro ad un muro, e l’uomo, o ciò che ne resta, ne è la vittima.

Il disegno di Jacopo Vanni è grezzo ma al contempo curato ed efficace per rappresentare l’universo narrativo, enfatizzandone i tratti più crudeli. Non è dolce con la sua matita. Ma in fondo può la frontiera alla fine del ‘700 essere un luogo pacifico? I colori di Francesco Segala chiudono il cerchio, rafforzando l’impatto dell’opera, dando maggior spessore all’ambientazione, alle ombre degli elementi, alla Forza dietro a tutta la storia.

Black Rock, edito da Edizioni BD, è un fumetto che un buon appassionato del genere dovrebbe leggere, per soddisfare la propria curiosità e godere di una storia ben strutturata, in grado di dar vita a qualcosa di più grande. Qualcosa che prende dai nostri istinti, ma anche da altre opere. Cosa vi ricorda un’umanità “protetta” da un confine che la separa da un mondo più grande? Un mondo di cui è all’oscuro, dietro una verità costruita da chi li governa?

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By Davide Zanella

Giovane appassionato del mondo nerd, ho iniziato ad immergermi in questo mondo un po' come tutti quelli della mia generazione. Catturato dai film Marvel dello scorso decennio sono passato alla controparte cartacea, finendo ad espandermi in altre realtà. Ora provo a far conoscere a più persone possibili la mia passione cercando di parlarne al meglio. Mi potete trovare anche su instagram in @riccidanerd

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