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Blue Period 2 – Recensione

Blue Period 2

Dopo un primo volume che ha conquistato il cuore di molti lettori, promettendo alte aspettative, la sfida e il sogno del Yatora proseguono nel secondo numero di Blue Period. Tra le tante nuove uscite del 2020, la pluripremiata serie edita J-pop ha senza dubbio lasciato il segno, regalando una trama accattivante e temi per nulla scontati. Riuscirà a mantenere una qualità così elevata, emozionando e coinvolgendo il lettore anche nei volumi successivi?

Da quando Yatora, giovane liceale, ha deciso di inseguire la via dell’arte scoprendo una nuova e inaspettata passione, la sua vita ha preso una nuova svolta. La sua routine è diversa, preferendo ora passare il suo tempo libero a disegnare piuttosto che fare festa con i suoi amici. Diverso comincia ad essere ora anche il modo di osservare ciò che lo circonda, senza fermarsi più solo alla superficie. Una scelta non facile porta però con sé tanti ostacoli, primo tra tutti l’approvazione della sua famiglia… riuscirà Yatora a trovare la forza e il coraggio di affrontarli?

“Perdonami, sono un pessimo figlio”

Il rapporto con i genitori già accennato nel primo volume, torna ora per essere abbondantemente approfondito, diventando uno dei temi principali affrontati in questo secondo numero. Il tutto viene affrontato in modo così verosimile e con una tale delicatezza, che il lettore può facilmente empatizzare con Yatora ed emozionarsi per lui.

Per la madre di Yatora, il sogno del figlio è pericoloso. Un bel passatempo, sì, ma ciò che più conta per lei è sapere che il figlio in futuro potrà avere una sicurezza economica. Sicurezza che l’arte potrebbe non garantire e questo Yatora lo sa bene. L’autore, Tsubasa Yamaguchi, ci mostra in questo modo con Blue Period un aspetto a dire il vero fortemente reale e tangibile. Sono pensieri e paure che occupano le menti di molti giovani che, esattamente come Yatora, ciò di cui più hanno bisogno per avere il coraggio di affrontare una strada così incerta è il supporto dei propri genitori.

Sarà l’arte stessa, il problema del rapporto tra Yatora e la madre, ad essere anche la soluzione. Senza l’arte, il nuovo filtro con cui il protagonista comincia ora ad osservare il mondo, forse egli non avrebbe mai potuto comprendere fino in fondo la madre, i suoi sacrifici e il suo punto di vista. Senza l’arte, la madre non avrebbe probabilmente mai capito che per Yatora disegnare non è più un semplice passatempo, ma significa molto di più.

“Con l’arte si può comunicare ciò che non si riesce a esprimere a parole”

Nel volume l’autore si sofferma anche su un altro personaggio, protagonista della sovraccoperta che avvolge questo secondo numero. Si tratta di Ryuji, caro amico di Yatora, apprezzato da molti compagni del corso di pittura per la sua magnetica bellezza femminile. Anche se amici da tempo, i due adolescenti sono molto diversi. La voglia di rispondere alle aspettative altrui, i dubbi e le paure, stavano portando Yatora a rinunciare ai suoi sogni. Ryuji invece non ha paura di mostrare sé stesso, senza preoccuparsi dei giudizi esterni.

Arriva quindi un tema che forse non ci si aspetta da Blue Period, un manga incentrato sull’arte – o forse sì, dato che l’opera sta insegnando sia a Yatora che al lettore come l’arte sia uno strumento per comprendere la realtà. Un tema importante e sensibile, soprattutto in relazione alla giovane età del protagonista: la sessualità e il suo rapporto con relazioni amorose.

Ryuji, personaggio maschile che ama vestirsi da donna, è popolare, all’apparenza sicuro di sé. Ciò che nasconde dentro è però la sofferenza di non essere visto per ciò che realmente è, come “normale”, e di non riuscire ad essere amato da un altro uomo. La forza però di Ryuji, quella che Yatora sta ancora cercando, è accettarsi. Preferisce infatti soffrire restando onesto con sé stesso piuttosto che piegarsi a ciò che vogliono e si aspettano gli altri. Yatora invece non è ancora in grado di comprendere a pieno ciò che lo circonda, non riscendo quindi neanche a capire i sentimenti di Ryuji, proprio come non riusciva a raggiungere il cuore di sua madre.

“Ma se dovessi diventare ciò che vuole la società, ne morirei”

Yatora ha sicuramente ancora tanto da imparare, acerbo proprio come la sua arte e la sua comprensione della stessa. Capire quale scelta fare, sostenere la pressione e il costante confronto, sono prove che decide di affrontare con coraggio, mantenendo alta la curiosità del lettore che osserva – e in una certa maniera vive – il percorso di crescita del giovane.

Anche questo volume si riconferma una lettura emozionante e coinvolgente, con una scelta di temi non banale. I monologhi interiori del protagonista forniscono un ottimo strumento per riuscire ad empatizzare a pieno con le sue emozioni, senza appesantire il testo ma anzi esaltando la drammaticità e l’intensità delle scene. Le spiegazioni tecniche invece tendono a rallentare un po’ il ritmo proprio come nel volume precedente, ma permettono di avere piena consapevolezza di ciò che Yatora fa ed affronta.

Il percorso è ancora lungo e si presenta una ripida salita, ma, se queste sono le premesse, siamo sicuri che Blue Period ci riserverà ancora tante sorprese che non vediamo l’ora di scoprire.

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By Eliana Cammarata

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