Crea sito

Blue period 1 – Recensione

Vincitore dell’ambito premio Taisho 2020, Blue Period arriva in Italia pubblicato da J-pop: una serie ancora in corso che in Giappone conta già 8 numeri. A rendere l’uscita di questo primo volume ancora più speciale, la casa editrice ha creato uno esclusivo allegato. Solo per la prima tiratura, infatti, insieme al manga è stato reso disponibile gratuitamente uno sketchbook, perfettamente in tema con l’opera. Sicuramente un’idea simpatica e originale, apprezzabile sia per fini pratici che collezionistici.

Yatora è uno studente liceale provetto, sempre attento a dare il meglio di sé a scuola per non deludere le aspettative degli altri. Impegnandosi riesce ad ottenere brillanti risultati in qualsiasi studio, anche con fin troppa facilità. Nonostante le lodi e gli apprezzamenti, Yatora però si sente vuoto e tutto sembra sterile. C’è solo una materia in cui non ha intenzione di impegnarsi: l’arte. una perdita di tempo senza sbocchi per il futuro, un ambito comunque riservato a chi ha talento. Tuttavia, un dipinto lasciato in classe e poi un’alba blu a Shibuya faranno nascere in Yatora strani sentimenti…

“L’arte è interessante. Dato che è un linguaggio senza parole… più si è sinceri con sé stessi più si è capaci.”

Ancora prima di iniziare la lettura di questo manga, il richiamo artistico è ben evidente: già il titolo è un omaggio al famoso pittore Picasso e al suo “Periodo Blu”. Anche le prime pagine a colori sembrano trattate con una qualche tecnica pittorica, ricordando molto da vicino un quadro. Ma le allusioni all’arte non finiscono qui: tutto il manga ne è tappezzato, più o meno direttamente. All’interno troviamo delle vere e proprie opere d’arte di diversa natura, con tutti i vari autori elencati poi alla fine del volume o direttamente nelle tavole.

Blue Period però non è semplicemente un manga che parla di arte. Un futuro che spaventa, la paura di fare scelte sbagliate, la ricerca dell’approvazione altrui: l’arte crea problemi e dà soluzioni al giovane adolescente. Insegna a Yatora il brivido della competizione, proprio allo studente che prima di conoscerla era imbattibile in ogni materia. Insegna a mettersi in gioco, a fallire ma anche a riprovare. Blue Period è una storia di formazione e di crescita, la storia di Yatora, ma che potrebbe essere anche quella di tanti lettori.

Che si scelga un percorso artistico o meno o, addirittura, che si sia interessati all’arte in generale, è quasi impossibile non empatizzare con i dubbi e le paure di Yatora. Il lettore viene travolto dalle emozioni che vive il protagonista, scoprendo via via la spaventosa bellezza dell’arte. Yatora ne rimane scottato e incantato, tanto da influenzare le scelte del suo futuro. Anche se i membri della famiglia del giovane non appaiono molto in questo volume, se non in qualche tavola, la loro presenza nella storia è invece altamente percepibile. La loro indiretta pressione sulle scelte future, le loro aspettative da non voler deludere, portano Yatora ad annullarsi, rinnegare ciò che è e ciò che ama. Di conseguenza, a scegliere cosa gli altri vogliono per lui invece che per sé stesso.

“Non pensi che sia normale nella nostra vita dare più peso a ciò che amiamo fare?”

Come già accennato prima, appunto, non siamo semplicemente di fronte alla storia del percorso artistico di un giovane studente, ma c’è ben altro. L’aspetto empatico è sicuramente aiutato dalla forte presenza di monologhi interiori, ma che non appesantiscono il racconto. Lo stesso invece non si può forse dire per l’eccessivo accumulo di informazioni tecniche sull’arte e il suo studio. Alcuni punti ne sono decisamente densi, altri invece mostrano interessanti curiosità, utili anche alla comprensione della storia.

Per quanto riguarda lo stile, da un manga sull’arte ci aspettiamo disegni sublimi: in realtà il tratto è all’apparenza molto grezzo, quasi piatto. Una sottovalutazione sbagliata, come quella di Yatora nei confronti dell’arte. All’interno del volume sono presenti bellissime realizzazione artistiche dettagliate, quasi fotografiche, che creano un forte contrasto con il disegno semplice della storia principale. Molto suggestive anche le numerose e ampie tavole mute, che riescono a comunicare con il lettore anche senza bisogno di balloon. Un po’ come se fossero dei quadri.

Blue period anche solo con questo primo volume introduttivo riesce a toccare nel profondo e ad emozionare. Nonostante alcuni punti qua e là spezzano un po’ la lettura, in generale Tsubasa Yamaguchi è molto capace a catapultare il lettore nella storia. Impossibile non empatizzare con Yatora e riflettere su sé stessi e sulle proprie scelte. Non serve essere esperti di arte per poter apprezzare e comprendere questo volume, anzi. A questo punto, noi di Playhero siamo davvero curiosi di vedere come Yatora se la caverà nelle prossime sfide che l’arte gli riserverà e scoprire se anche i volumi successivi riusciranno ad emozionare tanto quanto questo primo numero.

Continuate a seguire le nostre news, sulle pagine Social Facebook Instagram e Telegram per non perdervi mai nulla! Playhero