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Camicia di Forza – Recensione

CAMICIA DI FORZA – di El Torres e Guillermo Sanna

“Una piccola meraviglia dell’horror che unisce esoterismo e psicologia”. Ecco come potremmo definire in una frase Camicia di Forza, opera nata dalla mente di Juan El Torres e dalla penna di Guillermo Sanna ed edita Double Shot

Nella quarta di copertina, la trama è delineata in maniera dettagliata: 

“Alexandra Wagner ha fatto a pezzi il fratello gemello quando avevano entrambi 12 anni, per portare avanti un misterioso rito satanico. Da allora, vive reclusa in manicomio. Un giorno viene spostata all’ospedale McLaine dove è presa in cura dal dottor Hayes, che cerca di studiare il suo strano disturbo.

La giovane sostiene, infatti, di vedere sovrapposta al nostro mondo una realtà alternativa, o forse un’altra dimensione, popolata dai Mangiatori, creature mostruose che usano gli umani come alimento per nutrire la loro Regina Madre. Il suo unico alleato in questa battaglia è lo stesso fratello gemello, direttamente dal regno dei morti, in grado di passare da un mondo ad un altro.

All’ospedale McLaine va così in scena lo scontro tra i due fratelli e le creature mostruose, che Alexandra riconosce in alcuni inservienti e pazienti della struttura, aggrediti fisicamente dalla ragazza. Sono i deliri di una pazza? Oppure, quella che vede e vive Alexandra, è davvero la realtà? Riusciranno i due gemelli di difendere il mondo dai Mangiatori?”

I DELIRI DI UNA PAZZA 

Alexandra (Alex) è rinchiusa in un istituto di salute mentale, e il suo profilo sembra essere un caso di disturbo paranoide o della cosiddetta sindrome di Luna, della quale vengono espresse anche l’origine e lo studio. Nel corso della storia, è possibile scovare un senso di denuncia velato nelle spiegazioni di questa particolare patologia.

Si tratta di un attacco sottile ma importante verso il lucro delle istituzioni sui soggetti in cura. Un tema del genere, al solo pensiero, sembrerebbe pesante, noioso, ma in Camicia di Forza è trattato con una naturalezza tale da essere inserito nel corso degli eventi senza essere d’intralcio alla storia o al ritmo narrativo.

Alex è un personaggio estremamente complesso, ma allo stesso tempo un classico della letteratura o della produzione cinematografica. Rappresenta, difatti, la follia lucida, che spesso riesce a vedere oltre il velo della realtà sensoriale.

PER UN BENE SUPERIORE 

Il tema dell’altra parte è costante e persistente lungo tutto il procedere della storia, che è presentata al lettore come un susseguirsi di avvenimenti inquietanti e macabri dal principio. Il senso primo che l’opera vuol dare, all’impatto con il pubblico, è proprio quello del vedere oltre.

Niente capita a caso in Camicia di Forza. Non esistono confini netti tra il reale e l’irreale, così che la lettura possa dare come risultato un sentore di irrequietezza generale, come se Alex fosse testimone e messaggio di un progetto superiore che cerca di portare a termine.

I Mangiatori, che appaiono come strane ombre umanoidi, sono il male da cui la ragazza cerca di proteggere il mondo. Ella sosterrà sempre, infatti, che l’assassinio di suo fratello, aggressioni e omicidi commessi nel corso della storia, siano giustificati come doveri.

E’ proprio su questo senso del dovere che gira tutta la storia. In primis abbiamo il dovere di Alex verso il mondo, poi il dovere dei medici verso Alex. Infine, notiamo il dovere dei Mangiatori verso la Regina Madre. Così come è complessa la realtà che la protagonista vive, allo stesso modo è complessa l’analisi dei piani su cui si svolge la storia. 

REALTÀ E RAPPRESENTAZIONE

Il mondo sensibile che si para davanti agli occhi di Alexandra è cupo, crudo, difficile da sopportare. Le reazioni della ragazza sono, di conseguenza, nette, forti ed elusive.

Ella si chiude in se stessa parlando con suo fratello ed ha scatti di violenza (che la rendono un soggetto sotto sorveglianza nell’istituto), uniti ai tentativi di fuga. Ciò che vede Alex è rappresentato in maniera tale da suscitare un’ansia primordiale del lettore e un senso di lotta istintiva per la sopravvivenza.

I disegni, infatti, mutano dal tratto lineare a quello spezzato, a volte confuso e marcato. I neri, grandi protagonisti visivi del volume, si incupiscono e i rossi risaltano sempre di più, man mano che si procede nel corso degli eventi.

Non esiste nettezza assoluta nelle griglie di Camicia di Forza, né è contemplato un ordine logico e mentale che non sia l’ordine di Alex. Difatti, ogni volta che la voce della ragione e della razionalità provano a farsi strada per entrare nella psiche della ragazza, vengono violentemente scacciate o portate dall’altra parte.

 

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