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Daemon’s Quest – Recensione

Daemon’s Quest è un gioco di ruolo di nicchia risalente a quasi dieci anni fa. Creato da due autori italiani, Marcello Silvestri e Alessandro Giugliano, voleva essere la risposta italiana a Dungeons & Dragons. Presenti più volte al Comicon di Napoli e al Lucca Comics & Games nel 2014, Daemon’s Quest ha concesso svago a diversi appassionati dei gdr.

In principio c’era solo caos e tenebre. L’universo di Daemon’s Quest nasce quando il Supremo Signore, residente nel sole al centro dell’Universo di Telara, decise di creare il pianeta Tyrin. A seguito di questa creazione, stanco, diede vita anche ai suoi due figli: la Dea delle Lune e Beal’Gann. Ogni essere divino era provvisto di uno solo dei tre elementi di cui era formata l’Energia Sacra. Questa diversità creava contrasti tra di loro. Decisero così di dividere il territorio di Tyrin per dominare ognuno nel proprio dominio. Potenti barriere furono erette per delimitare i confini. Furono molte le creature che abitarono l’intero pianeta e la pace regnò sovrana per millenni.

La Storia delle Razze

Tre razze riuscirono a creare la civilizzazione. Gli Umani, da cui poi nacquero i Nani, gli Spettri e gli Elfi. Fu proprio a causa della bramosia di conoscenza di quest’ultimi che l’equilibrio di Tyrin fu distrutto. Per via della loro magia, infatti, la barriera fu distrutta e da lì a poco ciò che accadde stravolse il mondo conosciuto. Gli spettri, con buone intenzioni, si spinsero sino al dominio degli umani. Questi, sentendosi sotto attacco, impugnarono le armi. Il capo di un villaggio, vedendo la loro sconfitta vicina, decise di iniettarsi il Litio Purificato per contrastare gli invasori. Da questa azione nacque un Demone. I tre dei, vedendo questi eventi, decisero di non intromettersi negli affari dei mortali.

Le tre razze, dopo un concilio, decisero di fare fronte comune contro il demone. Crearono Reunion, una città al centro dei loro territori, in cui innalzarono un edificio che faceva da Accademia. I combattenti più capaci e valorosi affrontarono il Demone e col sacrificio della regina degli Elfi riuscirono a sconfiggerlo. Il nemico però non morì ma tornò a far parte dell’Energia che circonda il pianeta. Un giorno potrebbe riapparire, per questo le razze di Tyrin adesso vivono insieme continuando ad allenarsi e combattere per salvare, un futuro, la terra in cui vivono.

Giocare a Daemon’s Quest

Gli autori del gioco hanno cercato di creare un gioco semplice ma originale. Volevano creare un gdr basato più sulla narrazione che sul lancio di dadi. Giocandovi ne utilizzerete davvero pochi. Vi basteranno infatti 3 dadi (un d20, un d6 ed un d100), il manuale di gioco ed un numero di giocatori a piacere. Basandosi proprio sulla voglia di non dipendere sui dadi, hanno creato la possibilità di risolvere alcuni combattimenti in maniera dinamica, senza plancia, facendo uso soltanto delle parole e della fantasia.

Le Razze e le Classi di Daemon’s Quest

Potrete interpretare una delle 4 razze che vivono nel pianeta Tyrin. Gli Umani, intelligenti e scaltri, sono sempre esposti al sole e al fuoco lavorando il Minerale Proibito. I Nani, evoluzione forte e robusta dei primi, sono stati troppo esposti al Litio Purificato. Gli Elfi, saggi e affascinanti, tra le razze sono sicuramente i più religiosi. Infine gli Spettri, esseri quasi immortali composti solo dalla loro Anima, un agglomerato di Energia Sacra che li rende unici.


Ai fini del gioco, scegliere una razza o l’altra sarà indifferente se non per storia e scelta della Classe. Quest’ultime infatti saranno giocabili solo da alcune razze. Suddivise in 4 categorie diverse, avrete la scelta tra 9 diverse classi, tutte uniche, originali e riconoscibili. Dai Forgia Fato, diretti discendenti di Beal’Gann, capaci di trasformare il Minerale Proibito presente nel proprio corpo in armi alle Straziatrici, spietate elfe capaci di sfruttare il lato oscuro della loro razza.

Il Sistema di Gioco

Le classi hanno un massimo di 50 livelli. Ciò rende possibile campagne lunghe e ben strutturate, in cui è necessario un Daemon Master capace di combinare alla perfezione tutti gli elementi del gioco. Ogni livello permetterà al personaggio di sbloccare abilità ed attacchi. Questa scelta potrebbe però rendere i combattimenti più simili ad un gioco da tavolo che ad uno di ruolo. Se poi si aggiungono tutte le varie Capacità (generali, di razza, di religione e di classe) il gioco potrebbe risultare lento se il DM non è abbastanza capace.

Uno dei maggiori punti di forza di questo gioco di ruolo sono proprio le illustrazioni. Riescono a mostrare perfettamente le idee degli autori in ogni dettaglio. Dalle razze alle classi, dalla mappa alla rappresentazione del Demone. Tutto ciò rende l’immersione nel mondo di Tyrin coinvolgente e naturale.

In Conclusione Daemon’s Quest

Nato dalle menti di Marcello Silvestri e Alessandro Giugliano, questo GDR risale a quasi 10 anni fa. Gli autori volevano portare un’alternativa italiana al più famoso di sempre: Dungeons & Dragons. In un mondo fatto di Energia Sacra di cui ne sono composti anche gli abitanti, quattro razze vivono in pace. Una pace purtroppo non permanente ottenuta dopo un grande sacrificio. Impersonerete la vostra creatura, scegliendone razza e classe e sfidando nemici sempre più forti. Le fantastiche illustrazioni vi accompagneranno per tutta la lettura del manuale. Gli autori hanno cercato di creare un gdr in cui il lancio di dadi fosse limitato. Tuffarsi in quest’avventura, tutta italiana, vi farà entrare in un mondo pieno di magia, pericoli e passione.

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By Riccardo Avvenimenti

Ma a un certo punto, quasi istintivamente, ci si volta indietro e si vede che un cancello è stato sprangato alle spalle nostre, chiudendo la via del ritorno. Allora si sente che qualche cosa è cambiato, il sole non sembra più immobile ma si sposta rapidamente, ahimè, non si fa in tempo a fissarlo che già precipita verso il confine dell'orizzonte, ci si accorge che le nubi non ristagnano più nei golfi azzurri del cielo ma fuggono accavallandosi l'una all'altra, tanto è il loro affanno; si capisce che il tempo passa e che la strada un giorno dovrà pur finire.

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