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Daisy Jealousy – Recensione

Daisy Jealousy

Una delle poche certezze che gli appassionati di Boy’s Love hanno è che ogni nuova opera di Ogeretsu Tanaka sarà pubblicata da J-Pop. Così è almeno per il momento: l’ultimo titolo della sensei, Daisy Jealousy, non poteva non essere edito dalla casa editrice di Milano che si è occupata di tutta la sua bibliografia (ricordiamo anche che a settembre uscirà un’altra opera dell’autrice, Obsessed with a naked monster). Ogeretsu Tanaka ha spesso realizzato volumi unici, e Daisy Jealousy non fa eccezione: una lettura tenera e piacevole, adattissima al periodo estivo. 

Misaki e Kaname si conoscono frequentando la stessa scuola professionale. Kaname è solitario e taciturno, ma è un vero e proprio genio nella progettazione di videogiochi, e Misaki, che ha sempre desiderato trovare lavoro nel campo, lo ammira e lo invidia allo stesso tempo. Quando però l’invidia che prova supera l’ammirazione, i rapporti tra i due si incrinano. Misaki e Kaname smettono di essere amici e si ritrovano a lavorare insieme a ben quattro anni dalla fine della scuola professionale. Nessuno dei due ha tuttavia dimenticato l’altro. Impossibile farlo, dato che durante la cerimonia di diploma Kaname aveva baciato Misaki. Dopo quattro anni molte cose sono cambiate, ma molte sono rimaste le stesse. 

Mi piacerebbe creare qualcosa insieme a te.

Ogeretsu Tanaka è un’autrice conosciuta per le sue numerose opere e per la varietà di temi che decide di affrontare. In Daisy Jealousy, oltre all’amore, è presente il tema dell’invidia – già intuibile dalla scelta del titolo. In particolar modo, l’invidia serpeggia nell’ambiente lavorativo: non è un mistero che nella società giapponese la produttività sul lavoro sia estremamente importante. Da questo punto di vista, Daisy Jealousy restituisce un quadro piuttosto fedele (basti pensare a Misaki e Kaname che lavorano anche nei fine settimana, oppure dopo l’orario di chiusura). L’invidia che Misaki prova nei confronti di Kaname, così bravo fin dai tempi della scuola, finisce per avvelenare non solo il rapporto fra i due, ma anche i sogni di Misaki stesso. Non sentendosi abbastanza, abbandona tutto ciò in cui crede senza nemmeno battersi per esso. Non dà peso ai sentimenti che sente nascere per Kaname perché è troppo impegnato a provare invidia; fraintende ogni gesto gentile dell’altro. 

Fortunatamente, però, la sensei Tanaka non lascia mai che la speranza si lasci sopraffare. Anche in Daisy Jealousy sono presenti la redenzione, l’improvvisa e nuova voglia di fare che per troppo tempo era rimasta sopita. Nulla nella vita è immutabile: non bisogna mai arrendersi, i cambiamenti possono capitare o possiamo essere noi, in prima persona, a causarli – proprio come fa Misaki. Leggere i titoli di Ogeretsu Tanaka è gradevole perché offre sempre una soluzione ai problemi più svariati. Certo, non sempre nella vita ciò accade davvero. Quel che conta, tuttavia, è cercare noi stessi di essere il motore del cambiamento, di trovare un modo per risolvere i nostri problemi. 

Da quand’è che ho perso di vista i miei sogni?

Lo stile di Ogeretsu Tanaka è una sicurezza: si conferma uno dei più piacevoli alla vista, incredibilmente naturale allo sguardo. I suoi personaggi si muovono appunto con naturalezza nei definiti sfondi da lei creati, e risultano perfettamente inseriti nello spazio in cui agiscono. Le scene sessualmente esplicite sono cariche di erotismo così come di amore, e sono funzionali alla trama senza esserne protagoniste. Sono però indispensabili, perché in tutte le storie della sensei – e Daisy Jealousy non fa eccezione – il sesso è una parte fondamentale nella vita di ogni individuo; così come nella vita reale. 

Un’interessante soluzione visiva adottata dalla mangaka in Daisy Jealousy sono alcune pagine completamente bianche condite solo dalle sagome dei protagonisti – e da qualche baloon. Pagine del genere vengono impiegate per sottolineare momenti di estrema importanza, che così saltano immediatamente all’occhio. Oltre all’indiscusso impatto visivo, queste pagine ne hanno uno anche emotivo: vedendole, è impossibile non immedesimarsi nei due ragazzi. Dal punto di vista narrativo, all’interno di Daisy Jealousy, pur essendo un’opera autoconclusiva, compaiono alcuni salti temporali. Lì per lì potrebbero generare un po’ di confusione – anche perché mancano le didascalie. Tuttavia con la lettura questo inconveniente svanisce, perché il passare del tempo si comprende molto bene grazie ai dialoghi fra i personaggi. 

Alla fine sono stato punito per la mia avidità, non ho dubbi.

Daisy Jealousy, infine, a differenza di altri titoli precedenti, gode di piccoli spunti di comicità. Sparsi qua e là, sono ben inseriti nel contesto e non risultano mai fuori luogo, ma anzi aiutano a rendere la lettura ancora più piacevole. Sono lì a ricordarci anche l’eclettismo della sensei, che è in grado di spaziare fra più argomenti diversi senza mai risultare inappropriata. 

Impossibile non desiderare di leggere il volume dopo aver visto la copertina. Un bacio appena accennato tra i due protagonisti emerge dallo sfondo bianco, reso ancora più romantico dalla luce che li colpisce filtrando dalle fronde degli alberi. Le oltre 250 pagine rendono Daisy Jealousy un volume consistente; le prime quattro sono a colori e plastificate. La qualità complessiva del volume è, come sempre, molto alta. 

In conclusione, Daisy Jealousy è un volume unico che può essere considerato un must-have per tutti gli appassionati di Boy’s Love. Appartiene ad un’autrice di cui abbiamo la fortuna di poter leggere molto in Italia, ed ha il giusto carico di pathos e romanticismo. Non è affatto una lettura pesante, vola via leggera come il vento senza però essere superficiale. 

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By Giulia Lenci

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