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Dante Alighieri “Amor mi mosse”- Recensione

Dante Alighieri Amor mi mosse

Nulla è più toccante del donare un’emozione e Kleiner Flug, già avvezza a emozionare il suo pubblico, non smette di coinvolgere e appassionare con Dante Alighieri “Amor mi mosse”. Pubblicato nella collana “Prodigi fra le nuvole”, il volume, senza esagerare, è un piccolo, grande capolavoro pronto ad accompagnarvi in questi giorni che vi separano dal Natale. Soggetto e sceneggiatura di Alessio D’Uva, disegni e colori di Astrid, Amor mi mosse è una di quelle opere cui destinare una lettura attenta, pronta a cogliere i dettagli.

Protagonista assoluto è l’amore. Sebbene il tema sia piuttosto inflazionato di questi tempi, siamo certi di poter affermare che la delicatezza con cui esso trova ampia trattazione nell’opera, lo caratterizzi in un modo inedito e sublime. Amor mi mosse è una sorta di “tabula rasa” su cui poter riscrivere e recuperare un concetto di amore che trascende ed esula, tutto ciò a cui siete abituati. Assuefatti a un tipo di rappresentazione del sentimento, quest’opera ha il pregio di una raffigurazione genuina che vi cambierà la prospettiva.

L’AMORE SECONDO DANTE

Poiché la sublimazione d’amore comporta la sublimazione dello strumento d’amore, esso genera, a sua volta, l’elevazione personale verso la purezza, scevra da tutti i condizionamenti possibili. Un’espressione di modernità assoluta, ancor più stupefacente, se si pensa alla situazione culturale e temporale in cui essa s’inserisce. Procediamo con ordine. Per anni chi si è approcciato a Dante, l’ha fatto con la certezza inamovibile di ciò che la figura del sommo vate rappresenti per ognuno. Essa è una sicurezza, che sta alla radice stessa dell’identità culturale nazionale.

In Amor mi mosse, al centro dell’efficacissima narrazione, sta una disamina umana davvero commovente. Cadono le sovrastrutture di pensiero di fronte all’opera. I protagonisti qui diventano chiara e tangibile personificazione del concetto che sta alla base dell’intera filosofia dantesca. Li ritroverete, in quest’ambito artistico di pregio e valore, “alleggeriti”, come giusto che sia, rispetto al più impegnativo riferimento, ma ugualmente efficaci nell’esprimere la valenza del tema.

Dante e Beatrice sono ammantati da una schietta semplicità. Essi sono ben inseriti nell’ambiente socio-culturale tipico degli anni (Medioevo), eppure così diretti e onesti nel loro pensarsi, cercarsi, con il rispetto e il garbo tipico delle circostanze.

L’AMORE DI UNA VITA E LE DONNE- SCHERMO

L’incontro tra i due avviene, per la prima volta, a nove anni e si rivedono, in seguito, dopo altri nove. Tanto basta al poeta per “perdere la testa”, per dirlo in un’accezione più contemporanea. Amor mi mosse focalizza l’attenzione sui soggetti, sulle loro psicologie e su una realtà, all’epoca, molto provinciale.

Dante avrebbe potuto generare attorno alla figura di Beatrice maldicenze, che avrebbero minato la sua immagine all’interno di una socialità di stampo patriarcale. Ciò sarebbe stato possibile, se solo le avesse tributato apertamente il suo amore.

Perciò, per proteggere la sua dignità di donna agli occhi di tutti, inizia a utilizzare l’espediente delle “donne-schermo”. Vi troverete di fronte a un atto d’amore senza pari: amare pensando di proteggere la persona, il sentimento, senza darlo “in pasto” ai pettegolezzi del buon vicinato. Probabilmente si dovrebbe recuperare, oggigiorno, anche solo un poco di questa delicata pudicizia.

Gli uomini dovrebbero amare un po’ come Dante ama in Amor mi mosse. Perché? Per scoprire che tornare indietro, a volte, è espressione di un atteggiamento confacente per capire dove andare.

IL PUNTO DI VISTA DELLA STORIA

La prospettiva della narrazione, nell’opera, è senza dubbio interessante. Una scelta che si può approvare senza se e senza ma. Affidare a Beatrice la responsabilità del racconto è stato non solo un accorgimento originale, ma anche molto indovinato.

A dispetto del ruolo circoscritto della figura femminile all’epoca, questo modo di narrare si presta, così, a restituire un’identità precisa alla donna. Una donna che ama, comprende e si nega, quando l’atteggiamento equivoco del suo amato la porta a soffrire. Celebre è la negazione del saluto che smuove l’animo di Dante, spingendolo ad abbandonare l’espediente delle donne-schermo. Il saluto negato è rappresentato dalla talentuosa Astrid, attraverso il suo personalissimo stile, ispirandosi all’olio su tela di Henry Holiday datato 1883 ed esposto nella Walker Gallery di Liverpool.

L’omaggio dell’artista a questo capolavoro ci ha fatto apprezzare ancora di più l’opera, essendo stato quell’episodio una svolta fondamentale per il poeta.

LA NARRAZIONE ATTRAVERSO L’ARTE

La storia di Amor mi mosse è congeniata nel dettaglio, la sceneggiatura concepita in modo magistrale. Alessio D’Uva vi fornirà una sequenzialità di azioni imperdibile, in cui la tensione narrativa si avverte scena dopo scena. Vi gusterete tutta le fasi fondamentali di questo racconto che si accompagna a una rappresentazione artistica, carica di sentimento e umanità.

Ritornare a parlare di Astrid è d’obbligo. Amor mi mosse è un piccolo, grande capolavoro, ci teniamo a ripeterlo. Ciò perché tutti gli elementi sostano in una fase di equilibrio perfetto, in cui l’uno si rivela funzionale all’altro e viceversa. Astrid vi regalerà delle tavole che sanno ben interpretare la storia.

Le colorazioni vi daranno, quasi, l’impressione di una tecnica ad acquarello che rendono ancor più intima la rappresentazione e, se possibile, più sincera. Abbiamo amato molto l’uso della prospettiva che ben vi darà l’esatta percezione dei luoghi, delle persone, della narrazione in genere.

“UNCONVENTIONAL LOVE”

Amor mi mosse è la storia di un amore non convenzionale che parte da lontano, addirittura dall’infanzia dei nostri protagonisti, passa attraverso la fine della vita, sino a elevarsi al cielo. È l’attestazione di una dedizione assoluta: dedizione di un uomo che ha reso grande il suo amore, innalzandolo a pura beatitudine, tramandandolo ai posteri. Con Dante respiriamo il fervore del dolce stil novo.

La donna assurge a ruolo di angelo, diventando un ponte che congiunge umano e divino. La donna è sì oggetto d’amore, ma ricopre anche il ruolo di essere il soggetto attivo della storia, senza la quale nulla potrebbe accadere. Questa dicotomia si esprime in modo molto efficace in Amor mi mosse, nel quale tutto diventa un tripudio di bellezza.

In conclusione, leggere quest’opera è un vero è proprio regalo, lo è stato per chi scrive e lo sarà, certamente, per chi si accingerà ad approcciarvisi. Kleiner Flug è abituata a stupire sempre, per l’altissima qualità delle sue pubblicazioni, ma con Dante “Amor mi mosse” il bilancio è ancora più positivo e fulgido. Un regalo di Natale che, siamo sicuri, scalderà il cuore in un periodo non semplice.

Per i romantici e per i molti curiosi che affollano la categoria “lettori”, Dante e Beatrice, prendendo vita tra le pagine, vi condurranno, qualora lo desideriate, vicinissimi alla grazia. Vi porteranno, attraverso la bellezza di un’edizione speciale, presso quell’amore totalizzante “che move il sole e l’altre stelle”.    


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By Ilaria Inglese

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