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Daredevil: Giallo – Recensione

Daredevil Giallo

Prima di parlare di Daredevil: Giallo, appare doveroso qualche considerazione preliminare. Scrivere e narrare le origini di un personaggio così sentito e apprezzato dal pubblico non è affatto un gioco da ragazzi.

Daredevil è, infatti, uno dei personaggi maggiormente amati dagli appassionati dell’Universo Marvel. Uno dei pochi personaggi con il quale il lettore riesce ad entrare sin da subito in empatia, come se Matt Murdock fosse quell’amico d’infanzia con cui è sempre un piacere scambiare due parole davanti a un caffè.

Tale fenomeno è anche dovuto dall’indiscusso successo delle 3 stagioni dell’omonima serie tv targata Netflix. Matt Murdock, diventato cieco a causa di un incidente quando era ragazzo, di giorno veste i panni di avvocato penalista della Grande Mela, mentre di notte veste i panni del vigilante Devil.
L’incidente occorso tanti anni fa, seppure lo abbia privato del senso della vista, ha tuttavia potenziato esponenzialmente gli altri sensi.

Le sostanze chimiche andate a finire sugli occhi di Matt gli hanno fornito anche un utilissimo senso radar. A completare il quadro si aggiunga un duro ma performante addestramento marziale da parte di Stick, il suo mentore.
Le origini di Devil sono state narrate, nel corso dei decenni, dal fior fiore dei team creativi del panorama fumettistico americano.

Infatti il personaggio ha fatto il suo esordio nell’Aprile del 1964 all’interno del numero 1 dell’omonima testata. Ideato dallo stesso Stan Lee e da Bill Everett. La prima vera riscrittura delle origini del personaggio si avrà con la miniserie “L’uomo senza paura” del 1993, scritta da Frank Miller e illustrata da John Romita Jr. Questa storia è stata ristampata nel primo volume della Daredevil Collection, edita da Panini Comics.

Un’altra narrazione delle origini di Devil meritevole di menzione, seppure raccontata dal punto di vista diverso, è la storia intitolata Battlin’ Jack Murdock, scritta da Zeb Wells e illustrata dai fantastici disegni di Carmine Di Giandomenico. Anch’essa ristampata nella Daredevil Collection all’interno del quinto volume della collana. Come è facile intuire dal tenore delle premesse, Daredevil: Giallo è la riscrittura delle origini del personaggio da parte di Jeph Loeb, affiancata dai disegni di Tim Sale (Autori di: Il Lungo Halloween e Vittoria Oscura per DC comics).

Quest’opera si inserisce nel ciclo di storie conosciuta “Tetralogia dei Colori”, dove l’elemento cromatico del titolo assume, per la storia del personaggio di riferimento, un significato unico e particolare. Dalla mano degli stessi autori, oltre a Daredevil Giallo: ritroviamo storie fondamentali come Hulk: Grigio, Spiderman: Blue e Capitan America: Bianco.

Daredevil: Giallo, come appena accennato, è la sagace riscrittura delle origini del personaggio di Matt Murdock e della sua coraggiosa scelta di vestire i panni del vigilante Daredevil. Pubblicata dal 2002 al 2003, l’opera è una miniserie sul personaggio in sei atti. Ciascuno di essi è incentrato su una specifica vicenda della vita del personaggio.

Gli eventi vengono collegati da un unico filo conduttore: l’opera è una lunga lettera di commiato che Matt Murdock dedica al suo vero amore di sempre, Karen Page. Ed è questo l’intento più nobile, romantico e poetico che Daredevil: Giallo si prefigge di raggiungere.

In questa lunga “lettera” Matt rivive alcuni episodi importanti della sua vita: dalla morte del padre, alle origini del Diavolo. Dall’amicizia e la collaborazione con Foggy Nelson sino all’incontro con Karen Page. E questo, sia come Matt che come Devil. Infatti, Karen Page è il vero centro della narrazione e dei disegni dell’intera Graphic Novel. Gli autori sono dei maestri a descrivere, sia narrativamente che graficamente, gli stati d’animo e le sensazioni che Matt prova nel ricordo di Karen Page. La scrittura di Loeb è semplice ed efficace!

Nella lettura si alternano didascalie con toni drammatici e narrate in prima persona. Una “confessione” che Matt rivolge a Karen Page. Questi riescono a coinvolgere il lettore in prima persona. Nella storia non mancheranno anche gli scontri con alcuni degli avversari più cult del Diavolo. Non mancherà l’equivoco amoroso che potrebbe sfociare in un complicato triangolo amoroso difficile da risolvere. Un opera ricca di contenuti e completa dinamica.

I disegni sono semplici e non gravati da dettagli irrilevanti. Dai tratti squadrati, sottili, ma decisi! Ma soprattutto ricchi di dinamicità dei movimenti nelle scene in cui il Diavolo entra in azione. La colorazione è azzeccata e perfetta per la storia che Loeb intende raccontare. Trattandosi di un flashback di Murdock, il colorista, ha optato per una colorazione tenue e delicata distinguendosi così dal mainstream del momento.

In sintesi Daredevil: Giallo rappresenta una delle storie più belle e meglio riuscite sul personaggio. E si badi bene che storie bellissime su Devil ce ne sono davvero tantissime. Trattandosi della ri-narrazione delle origini del personaggio, la Graphic Novel non è solo una lettura consigliata per i fan, ma può benissimo fungere anche come “starting point” per tutti coloro che si fossero decisi ad approcciarsi al personaggio. Da recuperare assolutamente!

VOTO
  • Daredevil Giallo

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