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DARK ARK Vol. 1: Quaranta notti – Recensione

Larca di Noè, nel racconto biblico, è una grande imbarcazione costruita su indicazione divina, da Noè, per sfuggire al diluvio universale preservando la specie umana e gli altri esseri viventi. Ma se, invece, un’arca oscura venisse creata per salvaguardare le creature malvagie e sovrannaturali? Questo è il caso di DARK ARK di Cullen Bunn e Juan Doe, edito in Italia da Edizioni BD ma originariamente pubblicato negli USA da Aftershock.

La debolezza del genere umano ha spinto il Creatore a distruggere il mondo con un diluvio, e Noè è stato incaricato di costruire un’arca per salvare la sua famiglia e gli animali del pianeta. Ma questa non è la storia di Noè che tutti conosciamo, perché anche allo stregone Shrae è stato ordinato da poteri ben più oscuri di costruire un’arca, per salvare tutte le creature sovrannaturali del mondo come draghi, vampiri e quant’altro. Ma cosa può succedere in un vascello pieno di mostri, dove gli intrighi e la violenza la fanno da padroni?

Non esiste bene senza male.

Il dualismo è un pluralismo che considera dotati di esistenza due soli principi. Infatti, in un sistema dualistico esistono coppie di opposti che derivano da due piani (ontologicamente) separati e tutto è riconducibile a due soli generi. Il dualismo si basa sul concetto di dicotomia nonché una divisione o suddivisione in due parti.

Due parti esclusive, tali da non poter essere vere contemporaneamente, e completamente esatte, senza lasciare spazio ad una terza parte. Uno degli esempi di dualismi dicotomici sono: bene e male, anima e corpo, il sé e gli altri, oggetto e soggetto, luce e tenebre. Lo scrittore Cullen Bunn e il disegnatore Juan Doe intrecciano una trama che, partendo dall’episodio biblico del Diluvio Universale, aggiunge una prospettiva intrigante dagli elementi horror che ruotano attorno al mito stesso dell’Arca di Noè.

Un analogo racconto

Esaminando con occhio clinico questo primo volume di DARK ARK spicca la storia, interessante e mai letta prima. La narrazione è così bella e ben realizzata che affascina per forza di cose. L’autore, inizialmente, si concentra sull’aumento della tensione e sul dare al lettore l’ambientazione e l’atmosfera. Il ritmo, nel suo insieme, raggiunge l’obiettivo invogliando il lettore a incuriosirsi verso “l’assistere” a questa coesistenza forzata tra entità oscure fatte di guerra, morte e distruzione. Già questo può farvi intuire il potenziale che racchiude l’opera.

I dialoghi che Bunn scrive, dimostrano la sua grande esperienza. Mostrano le abilità che hanno portato, per esempio, qualità e caratura nel franchising degli X-Men. Cosa che fa anche in DARK ARK, ovvero porta il suo spettacolare “on the road” – o almeno “on the ocean”, in questa occasione -creando un mondo privo di umanità che funziona e gira fluidamente.

Furono costruite due arche per sopravvivere al diluvio. Uno era pieno di creature del mondo naturale. L’altro era popolato da… tutto il resto.

La caratterizzazione dei personaggi e la sua ampia varietà che quest’opera offre, è spettacolare. Bunn sembra che aggiunga un secondo strato di malvagità ai personaggi, quasi a mettere oscurità su oscurità. Infatti, tutti i personaggi hanno le loro personalità uniche e, sono tutti terrificanti e adorabili allo stesso tempo (in particolare, la manticora Kruul è molto affascinante). 

DARK ARK ha molto da offrire. Ma non è tutto: anche l’opera d’arte è fantastica. Juan Doe, che ha lavorato anche per Marvel e Valiant, confezione un impatto artistico delizioso. Doe arriva davvero a fare le cose in grande con un design visivo spettacolare, intrigante e da un layout fantastico grazie al suo stile realistico e prettamente americano. Ma la particolarità risiede anche nei colori con i giochi di contrasto. Doe fa di tutto per catturare l’essenza della demonologia. E ci riesce alla grande. Il look artistico in DARK ARK è forte e si accompagna alla scrittura di Bunn che riesce a creare un livello di intrattenimento che assicura non solo l’originalità dell’opera ma anche l’interesse dei lettori.

In conclusione, EDIZIONI BD, ci regala qualcosa di molto particolare e ben realizzato. Un’opera carica di grandi colpi di scena su ciò che i veri lettori considerano storie originali. Nelle mani di Bunn e Doe, DARK ARK cavalca l’onda con successo.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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