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Days of Hate è la storia di una guerra ambientata in un mondo distopico, distorsione di un’ America del prossimo futuro che assomiglia ad un’ Europa del nostro tragico passato. Days of Hate è anche una storia d’amore, potente e disarmante, che naviga in un mare fatto d’odio.

GLI AUTORI

Realizzatori di questa graphic novel sono lo scrittore Ales Kot, acclamato giovane già autore di Secret Avengers, Bucky Burns: The Winter Soldier, The New World, Generation Gone e l’illustratore croato Danijel Zezelj, già disegnatore di numerose opere DC Comics, Marvel, Image Comics, Dark Horse. Questo “primo atto” contiene i sei numeri iniziali dell’opera originale, pubblicata in originale da Image Comics e portata in Italia da Eris Edizioni in un formato davvero piacevole da leggere e da tenere tra le mani.

UN THRILLER PSICOLOGICO, MA NON SOLO

Days of Hate si potrebbe definire come un thriller politico, ma è molto di più. Tocca molti argomenti che ricorrono spesso nei lavori di Kot, quali la discriminazione razziale e la questione delle minoranze e lo fa in modo profondo, ragionato e psicologico.

 La bionda caucasica Amanda e l’afroamericano Arvid Nafisi stanno combattendo una sporca lotta contro il sistema, una sorta di ribellione e vendetta verso il governo che li porterà a fare azioni oltre la legalità e la moralità. Huian Xing è una donna asiatica, ex moglie di Amanda che finisce nelle mani dell’investigatore Peter  Freeman, capo dell’unità speciale di polizia antiterrorismo. Da qui partono un susseguirsi di intrecci che vanno a disegnare il percorso delle due donne e del loro amore, del loro dolore e della loro lotta contro quel sistema che pervade il mondo.

I punti di forza di Days of Hate sono semplici da trovare ed alquanto rari. La profondità della narrazione visiva, dove bastano solo alcuni disegni e sguardi dei protagonisti per far passare un’emozione, per creare una sospensione ed una seguente sorpresa. Intensi e lunghi dialoghi vanno ad alternarsi a intere pagine dove non servono parole. Ales Kot usa il mezzo fumetto nel modo migliore, dimostrando grande maestria e grande verve artistica. D’altra parte una buona fetta del merito deve essere divisa con il bravissimo Zezelj, che attraverso uno stile peculiare, cupo e dal tratto marcato, rende in modo superbo l’atmosfera opprimente ed alle volte disturbante del fumetto. In particolar modo l’uso del nero è delle tinte scure risultano davvero eccellenti.

L’EMPATIA GIOCA UN RUOLO FONDAMENTALE

Il racconto, pur essendo un thriller a tinte scure, non è visivamente molto violento. Non ci sono momenti action o sparatorie, tranne in rarissime tavole. La tensione e la violenza sono puramente psicologiche e le parole bruciano più di un colpo di pistola. Days of Hate è un fumetto che non rilassa, che tiene sulle spine e fa ragionare. Con colpi di scena potenti, ma presentati con estrema naturalezza. Sceneggiatura e disegni creano un’atmosfera unica.

I personaggi e le loro caratterizzazioni sono ben approfonditi, l’autore ha trovato il modo di far empatizzare il lettore con gli interpreti della sua storia in modo davvero efficace.

La cosa migliore che quasi sicuramente vi capiterà, avanzando nel racconto, sarà quella di non riuscire a intuire chi sia il cattivo. Lo scrittore vi metterà davanti a dei punti di vista che non vi aspetterete e vi troverete ad empatizzare con più personaggi.

In definitiva Days of Hate è davvero un ottimo prodotto del suo genere. Raramente si trovano storie di questa profondità e maturità, sceneggiate così bene e illustrate in modo così efficace. Il mondo distopico in cui vi troverete è lo specchio che riflette il male della nostra contemporaneità.

Un fumetto altamente consigliato. Prima parte di un capolavoro del genere narrato da uno dei giovani fumettisti più acclamati e particolari del momento.

  • Days of hate

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