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Death Shield – Recensione vol. 1,2

Death Shield – Recensione vol. 1,2

Che la ricerca di un lavoro sia palesemente ardua, è cosa ben nota. Trovare impiego al Life Shield, però, può rivelarsi quasi fatale. Se poi si viene “promossi” alla sezione segreta del Death Shield le probabilità di rischiare la vita, allora, aumentano in modo esponenziale. Kris, il protagonista della nostra storia, è nato con un dono. In virtù di questa capacità si ritrova, così, “impiegato”, suo malgrado, in quest’azienda addetta alla tutela di soggetti ad alto tasso di mortalità.

Tra mistero, avventura, colpi di scena le vicende di Death Shield si snodano, secondo l’utilizzo della tecnica narrativa dei “salti temporali”. Sin dal principio il lettore si trova immerso nella storia, senza sapere come e perché! “Disturbante?” Difficile? Sorprendente? La risposta è sì. La storia ha una bella introspezione e obbliga il lettore a non perdersi nemmeno una battuta, al fine di ricostruire il discorso generale. È una narrazione che dal presente degli eventi, si sposta a ritroso. Conosciamo, dunque, Kris e ci sembra ogni volta differente nelle sue espressioni. Ciò che è svelato di lui, all’inizio, è la sua motivazione: la vendetta.

Apprendiamo, per bene, le sfaccettature di questo sentimento negativo che lo agita, da cosa è stato ingenerato e verso chi è indirizzato il suo malanimo. Egli è un eroe atipico, che non ha paura di sporcarsi le mani per raggiungere i suoi scopi. Kaito è la sua nemesi, la classica tipologia dell’antagonista per antonomasia. È un uomo freddo, apparentemente distaccato, con una forte inclinazione verso la mania del controllo. Vede in Kris un rivale che potrebbe “spodestarlo”. Riconosce in lui, però, talento e capacità tentando, per ciò, di piegarlo e sfruttarlo.

Come la vanità del collezionista, che ama circondarsi di pezzi rari, Kaito è un filo mosso dallo stesso principio. Lui e Kris giocano una metaforica partita a scacchi che terminerà con la scacchiera ribaltata, i pezzi sparsi in terra e una consapevolezza: ciò che non si piega, si elimina. Kaito ha sulle sue spalle la responsabilità del comando e tutto ciò che ne consegue. Deve prendere decisioni e impattare con la portata degli errori cui il Death Shield non è estraneo, con la contezza che tutto si ripercuoterà su di lui. Ciò che fa, è mosso e finalizzato all’autoconservazione dello status quo.

Kris oscilla tra istinto e raziocinio, con picchi che, la maggior parte delle volte, propendono verso l’impulso. Kaito è mosso, prevalentemente, dai rapporti di causa ed effetto: ogni azione porta a reazione, uguale o contraria. La storia è un’opera originale di Luca Molinaro, in arte Mangaka96. L’autore ha il pregio di avere messo nero su bianco una narrazione assolutamente interessante. Essa strizza l’occhio al genere thriller, virando verso l’azione, senza sottovalutare il lato “romantico” (passateci il termine) della vicenda. Se la vendetta è il leitmotiv che anima la trama, non c’è niente di meglio che una bella ragazza a complicare la situazione, legata a doppio filo ai nostri personaggi.

I dialoghi sono immediati e rispondono al criterio di aderenza alla realtà: Kris, Kaito e gli altri parlano come faremmo tutti in quella circostanza. Il linguaggio è semplice, immediato, completamente contestualizzato. Esso trova, così, piena aderenza a quel criterio di verosimiglianza che chi scrive deve tenere in conto. I disegni sono di Giorgio Battisti, illustratore e insegnante di fumetto, specializzato in disegno manga presso la Yayogi Animation Gakuin di Tokyo.

Ci piace il suo tratto capace di cogliere e cristallizzare l’attimo: le espressioni sono eccezionali. Lo spettro delle emozioni umane emerge distinto sui volti dei personaggi. Death Shield è un’opera avvincente dove scrittura e disegno si uniscono meravigliosamente, come in una storia d’amore a lieto fine. Il sodalizio Molinari-Battisti ci ha dato grandi soddisfazioni nei primi due volumi dell’opera, edita dalla Shockdom.

Siamo sicuri che proseguirà con lo stesso feeling nelle uscite successive. Il mondo creato dai due autori ci ha letteralmente rapito, facendoci arrivare alla fine con un’unica certezza: vogliamo fuori il volume tre Shockdom! Ovviamente speriamo che lo sviluppo dell’intreccio ci conduca, anche, verso un finale senza esclusione di colpi. È proprio vero che un lavoro può cambiare la vita, se poi, quel lavoro è al Death Shield, la vita ne uscirà, certamente, sconvolta… parola di Kris!

VOTO

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