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Domani il pranzo sei tu vol. 1 – Recensione

Noi tutti esseri umani crediamo di non appartenete in nessun modo al mondo animale. Siamo convinti di essere superiori. Ovviamente a dare importanza a questa teologia è stata la società, che da sempre è improntata sull’ego e sull’immagine. Questo non ha fatto altro che peggiorare la situazione in quanto ora, non solo siamo convinti di esser superiori ma anche che, tutto il mondo giri intorno a noi stessi. Ma se fossimo messi in una situazione di estremo pericolo con unica missione quella di nutrirci, riprodurci e sopravvivere, avremmo la prova certa che non siamo così al di sopra degli animali. Infatti, in Domani il pranzo sei tu un manga di Kiminori Wakasugi, edito in Italia da Edizioni Star Comics, parla del senso più profondo dell’istinto di sopravvivenza e dove, l’essere umano, può arrivare pur di salvarsi.

Vivere per sopravvivere.

Prefettura di Tokyo, scuola superiore Kiyomi, qualcosa di strano è accaduto. Un gigantesco e misterioso mostro, dalle sembianze di uno strano e antropomorfo orso/cane con la bocca tentacolare, un corpo dalla forma di un Zeppelin e dal comportamento felino – da fare invidia al mostro de “La Cosa” – gira attorno all’istituto pronto divorare alunni come se non ci fosse un domani.

Uno studente si rende conto che il mostro, comparso dal nulla, per non fare irruzione a scuola necessita di essere nutrito… mangiando ogni giorno un essere umano. Ma a scuola sono rimasti solo sette persone, sette candidati a diventare cibo; Sakai, un ragazzo dall’indole da leader, intelligente è colui che ogni giorno sceglie chi sarà mangiato, Okubo, braccio destro di Sakai, classico bullo che agisce con violenza, Eto, una ragazza all’apparenza solare che per sopravvivere ha scelto di diventare la donna di Okubo, Masai, misterioso ragazzo il cui unico compito è quello di riprendere tutto con la sua videocamera, Yamabuki, ragazza silenziosa che passa tutto il tempo ad allenarsi con esercizi e un sacco da boxe, Man-Chan, un ragazzo cicciottello e tuttofare con la passione per i Tenga e amico di Sasazuka, nonché il personaggio principale che, in qualche modo, riuscirà a sopravvivere ribaltando la situazione.

Leggendo il primo volume, la prima cosa che vi colpirà sarà la geniale cronologia temporale sfalsata della narrazione utilizzata dal sensei Kiminori Wakasugi. Infatti il mangaka fa un utilizzo magistrale della fabula e dell’intreccio portando il lettore a credere che l’inizio della storia sia la vera partenza, ma andando avanti ci saranno dei “flashback” che riporteranno indietro la storia e mostrandovi come tutto è davvero iniziato. Ragion per cui, se volessimo essere particolarmente onesti, la trama – col senno di poi – non sarebbe quella letta poco sopra. O per lo meno, sarebbe più ampia e dettagliata.

Questo narrare inizialmente attraverso una successione temporale, logica e poi “un’organizzazione a ritroso” che forma e informa il lettore con dettagli dati dal narratore di tali eventi, ovvero come tutto è iniziato (nonostante si mantenga il giusto alone di mistero che incuriosisce), avviene in modo più concreto. Una chicca che manterrà la vostra attenzione alta.

La caratterizzazione dei personaggi è molto interessante. Nonostante alcuni di essi rappresentino le classiche figure retoriche, come il bullo violento, o il nerd con la t-shirt della Marvel, smanettone e con l’unica preoccupazione di morire vergine o la ragazza “pura” ma disposta a far tutto pur di salvarsi, risultano comunque convincenti. La bravura di Wakasugi nelle descriverli sta proprio nel fatto che non ci viene detto molto di loro, e loro stessi non dicono molto degli altri compagni di sventura nonostante si conoscano tra di loro come compagni di classe o semplicemente “conoscenti” dello stesso istituto scolastico.

Questo non eccedere in informazioni a primo impatto potrebbe rappresentare per alcuni qualcosa di negativo ma in realtà è un’aggiunta che da valore al mistero all’interno della storia. Racconto che di per sè sarà letteralmente un rebus che, molto probabilmente, si comporrà volume dopo volume.

Non importa quanto vivi, ma come.

La risoluzione di un crescendo di autoconsapevolezza di Sasazuka che inizialmente percorre un atteggiamento puerile e di sottomissione nei confronti del gruppo, pur di non essere scelto come pasto per l’orribile mostro, avviene in maniera molto veloce ma in ogni caso coerente con il momento dei fatti. Imparare, nei momenti di difficoltà, ad aver fiducia nelle proprie capacità, non è qualcosa di estraneo a noi stessi. Se ci pensiamo, quante volte nella nostra vita cadendo, ci siamo rialzati più forti di prima? Sasazuka non fa nulla di diverso da questo. Fa leva sulla propria volontà di vivere e sulle mille cose che ancora non ha fatto. Questo anche a costo di ingegnarsi e rischiare, prendendosi di coraggio, sfidando e provando ad abbattere il mostro!

I dialoghi in Domani il pranzo sei tu, sono in linea con le personalità dei personaggi. Non ci sono censure verbali, ne un eccesso in termine di verbosità (assente), in quanto il mangaka aggiunge sempre la quantità giusta di parole in maniera bilanciata e mai al fine di sproloqui macchinosi e noiosi. I toni scelti sono davvero interessanti. Molto probabilmente, non noterete fino all’ultimo un’accesa paura, o “urgenza” da parte dei sopravvissuti. Sembra quasi tutto normale e questo viene giustificato da due presunti presupposti: l’età dei nostri personaggi (adolescenti) e l’abitudine, ergo sono abituati alla cosa oltre ogni limite di una parvenza di “normalità” perché si ritrovano in questa situazione già da un po’ di tempo. Anche in questo potrete notare un indiretto e famoso modo di dire: “non ho più nulla da perdere”. Infatti non sarebbe strano pensare che questi ragazzi abbiano vissuto un così forte shock da decentrare la loro stabilità mentale e che quindi sacrificare un essere umano ogni giorno e vederlo sbranare rimanendo impassibili alla cosa, rientri quasi nella quotidianità.

Anche l’umorismo all’interno del l’opera non è mai fuori luogo nonostante spesso si possa cadere in alcuni luoghi comuni, il tutto paradossalmente risulta “divertente”. Qui esce fuori la vera capacità del mangaka già conosciuta per altre sue opere. Ovvero l’insana competenza nel rendere esilaranti e al confine del demenziale alcuni momenti che potrebbero risultare solo drammatici agli occhi dei lettori. Uno sdrammatizzare indiretto anche solo con una battuta non umoristica e fuori luogo, ma che viene inserita nella scena giusta e al momento giusto, risulta meravigliosamente sarcastica. Senza farvi spoiler, quando leggerete l’opera vi invito a soffermarvi al momento in cui Sakai non ha più “difese” e Sasazuka se ne esce con una citazione omonima. Questo quasi a mettere il dito nella piaga. Ma diventa, irrazionalmente, divertente nonostante la situazione.

Un colpo di scena polarizzato al mistero. Il vero e immenso ingranaggio in questo primo volume di Domani il pranzo sei tu.

Il ritmo dell’opera è scandito da un solo e gigantesco colpo di scena ben nascosto. Questo possiamo definirlo un invito a continuare a seguire l’opera. Ma perché abbiamo appena usato il termine “nascosto”? Semplice! L’opera è costellata da false piste. Ciò che vi potrebbe sembrare la rampa di lancio di un colpo di scena o una risoluzione finale, in realtà si dimostrerà non esserlo. Queste dinamiche sono proprio studiate per essere prevedibili, così quando meno ve lo aspettate, punch allo stomaco. In questo troviamo tutta, ma davvero tutta, l’esperienza del sensei Wakasugi. Sappiate che vi sta solo preparando all’atto finale che vi “costringerà” – con estero piacere – al proseguo della storia. Insomma vorreste avere subito il volume due tra le mani.

“Corri fino alla fine senza mai voltarti indietro…Nei momenti in cui ci sentiamo giù, baciamoci come dei pazzi! Go Chu Dream! Superiamo qualsiasi difficoltà col potere dell’amore. L’obbiettivo è uno solo; un futuro scintillante!”

L’arte di Kiminori Wakasugi è molto particolare. Non in quanto stile o studio distintivo, ma nel suo riportare l’espressività dei vari personaggi. Infatti, anche nei momenti più tristi, pericolosi o estremamente drammatici, la capacità del mangaka è quella di dare un’incisività “fuori luogo” e geniale. Non fraintendete, non intendiamo in maniera negativa ma il contrario, peculiare. L’espressività sembrano quasi a mo’ di caricatura ed escono fuori da ogni criterio o regola. Sembrano irriverenti, umoristiche quasi ad assistere ad un episodio di una sitcom demenziale, quasi delle macchiette bizzarri e singolari che non raffigurano emozionalmente il momento specifico. Questa è una particolarità assurda dell’artista che andrebbe apprezzata e non criticata.

Per tutto il resto del comparto artistico, è palese l’attenzione maggiore di Wakasugi nei confronti, non solo del mostro ma anche nelle cose e negli sfondi. Ma soprattutto nelle scene splatter e nelle varie scazzottate. Queste sono dettagliate e pulite.

In conclusione, questo primo volume di Domani il pranzo sei tu, getta le basi per una storia molto particolare fatta di mistero e assurdità. Una storia che potrà conquistare il lettore a più riprese e che nel corso dei suoi sei capitoli, vi potrà affascinare grazie ad una lettura veloce e ad ampio respiro dove l’amicizia, l’onore e il rispetto reciproco, non contano più. L’unica cosa importante è riuscire a sopravvivere.

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