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DOOMSDAY CLOCK #9 – Recensione

DOOMSDAY CLOCK

Nel 1986 prendeva vita una delle opere più importanti, più lette e più influenti del fumetto supereroistico mondiale, Watchmen di Alan Moore . Nel 2018, a 32 anni di distanza, la storia dello scrittore britannico viene ripresa da un duo di grandi autori, Geoff Johns e Gary Frank. Arriva Doomsday Clock, uno dei sequel più attesi di sempre.

Dopo molti mesi dalla sua ultima apparizione targata RW edizioni ecco che arriva la continuazione della maxi-serie evento più discussa degli ultimi anni. Il passaggio dell’universo DC Comics nelle mani di Panini ha rallentato la pubblicazione di Doomsday Clock, la saga che fa collidere gli universi di Superman e del Dottor Manhattan. Siamo arrivati al nono numero, un albo davvero cruciale che ci prepara alla volata finale, verso lo scontro che tutti stiamo aspettando.

UNA STORIA CHE PARTE DA LONTANO

Dopo la mini-serie televisiva di Watchmen targata HBO, che proprio in questi giorni ha battuto il record di nominations agli Emmy (che apparteneva in precedenza a “Game of Thrones”), ecco che il sequel fumettistico riprende la sua marcia. Ma dove è cominciata la storia?

Anni fa l’evento di “FLASHPOINT“ sembrava essere il consueto reboot del DC Universe. Tuttavia, nel corso del recente “DC-Rebirth”, abbiamo scoperto che una forza misteriosa è stata la vera responsabile dei cambiamenti avvenuti nella realtà di Superman e Batman. Il mistero si infittiva quando nella Batcaverna compariva una misteriosa spilla insanguinata. Successivamente Batman e Flash, indagando sull’origine di questo iconico oggetto, finirono per assistere alla morte di Eobard Thawne (l’Anti-Flash), provocata da un essere blu che lasciava poco spazio a dubbi, almeno per i lettori della graphic novel di Moore e Gibbons!

DI COSA PARLA DOOMSDAY CLOCK?

Doomsday Clock si presenta non solo come il seguito di Watchmen, ma soprattutto come l’ingresso canonico dei protagonisti di Watchmen nell’universo DC. L’anello di congiunzione tra le due realtà non poteva che essere il Dottor Manhattan, essere potentissimo che nel finale di Watchmen asseriva di voler lasciare la propria galassia per un’altra o di volerne crearne addirittura una partendo da zero. Ebbene sembra proprio che “il fu” Jon Osterman sia riuscito nei suoi intenti.

La storia si svolge qualche mese nel futuro rispetto al presente dell’universo DC e la questione che tiene banco è la teoria cospirazionista dei superuomini. Nella comunità internazionale si pensa infatti che gran parte dei “super” sia stata creata direttamente dal governo statunitense. Cosa che fa salire di molto la tensione in tutto il globo, provocando delle pericolose conseguenze.

Nel frattempo, nell’universo creato da Moore, il piano di Ozymandias di salvare il mondo non ha funzionato e la guerra nucleare si sta rapidamente avvicinando. A chi potrebbe rivolgersi Adrian Veidt se non all’unico super-essere in grado di cambiare la realtà?

UNA STORIA DI CITAZIONI, OMAGGI E GRANDE FUMETTO

In un susseguirsi di misteri che si arrampicano uno sull’altro e di colpi di scena ben architettati, Johns sta portando Doomsday Clock ad un livello di qualità incredibile. La trama è molto fitta e i fatti richiedono una buona conoscenza dei due universi coinvolti. L’iconicità dei personaggi viene resa in maniera splendida da un bravissimo Gary Frank, che migliora di numero in numero.

Inoltre Johns scrive senza paura di tirare in ballo anche le persone più influenti della nostra società. Non limitandosi a citare, ma calando tutti i personaggi nell’atmosfera che noi lettori viviamo sulla nostra pelle tutti i giorni. Si parla di politica e moralità senza mezzi termini. Inoltre, se siete amanti della saga originale (e pure del discusso “Before Watchmen”) vi sentirete piacevolmente appagati da rimandi, citazioni e veri e propri omaggi.

IL NUMERO 9 E L’EPILOGO VICINO

Manhattan vede il futuro. Ma oltre al suo prossimo incontro con Superman non vede nulla. Nell’attesa del fatidico scontro il nono episodio di Doomsday Clock risulta essere il più potente letto finora. La brutta faccenda della cospirazione superumana ha avuto il suo apice nel numero scorso, nel quale un’esplosione provocata da Firestorm ha definitivamente reso incontrollabile una situazione già tesissima. La suddetta esplosione non è però quello che sembra, il colpevole si cela nel mistero. Una straordinaria energia, ora situata su Marte, sembra esserne la causa. Molti eroi si recano di conseguenza sul pianeta rosso, dove avviene una delle battaglie più epiche degli ultimi anni. Una battaglia dall’esito schiacciante.

Mentre su Marte avviene lo scontro, sulla Terra alcuni cattivi fanno la loro mossa e la narrazione rimane sospesa con un cliffhanger triplo che mostra situazioni potenzialmente disastrose.

CONCLUSIONI

Doomsday Clock non è solo un progetto coraggioso, ma soprattutto una storia valida e avvincente. Non è mai facile mettere le mani su quei racconti che da tutti sono ritenuti capisaldi della nona arte, tuttavia i due autori possono essere orgogliosi di quanto fatto finora. Rimandando all’ultimo capitolo un giudizio definitivo sull’opera, questo nono tassello arricchisce la serie con uno dei migliori fumetti letti in questo anno per quanto riguarda l’ambito supereroistico.

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