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Dragon Ball GT: La saga dei Draghi Malvagi vol. 1 – Recensione

Dragon Ball GT La saga dei Draghi Malvagi

Dragon Ball GT: La saga dei Draghi Malvagi è il primo di tre volumi, di uno dei manga più famosi di sempre che ritorna sotto una nuova luce. Un anime comics a colori che Star Comics ci propone in questo 2021.

Sono passati cinque anni da quando era volato via assieme a Ub, reincarnazione di MajinBu, per addestrarlo; e ora Goku, a causa di una circostanza imprevista, è ritornato bambino! Le avventure si susseguono, così come le battaglie e i nemici. In seguito allo scontro col crudele e potentissimo Super Cyborg 18 molti sono caduti, e per riportarli in vita i nostri radunano come consuetudine le Sfere del Drago. Ma qualcosa non va come previsto: gli esseri umani hanno espresso troppi desideri, e le sfere si sono inquinate di energia negativa, dando vita a sette nuovi draghi malvagi che si spargono per il mondo portando terrore e distruzione.

Per voler utilizzare una citazione di uso comune nello slang quotidiano di Roma: Aridaje! Goku e company hanno sovraccaricato le Sfere del drago, dando misteriosamente vita a 7 draghi malvagi. Cosa potranno mai fare i nostri eroici – ormai infinitamente conosciuti – amici prima che l’energia negativa dei 7 distrugga il pianeta? Ovviamente partire per fermarli! Se ancora non vi è chiaro, nonostante il titolo, stiamo parlando di Dragon Ball GT: La saga dei Draghi Malvagi vol. 1, edito da Star Comics e storia originale, senza ombra alcuna, di Akira Toriyama.

IRROMPONO PER LA PRIMA VOLTA A FUMETTI I SUPER SAIYAN IV!

Alcuni di voi leggendo DBGT, e pensando ad animeban, potrebbero storcere il naso visto che molti non lo ricordano con affetto. Beh, il consiglio più fraterno che possiamo darvi è quello di sorvolare questi preconcetti che lasciano comunque il tempo che trovano. Dragon Ball GT: La saga dei Draghi Malvagi è indubbiamente piacevole in ogni sua sfaccettatura.

Partiamo con l’edizione fisica che Star Comics ci offre. Il classico formato Tankōbon, provvisto di alette, è abbastanza rigido e carico di bei colori accesi. Le pagine più spesse, per imprimere meglio i fotogrammi dell’anime, sono piacevoli al tatto. I fotogrammi non risultano fastidiosi, anzi, sono pensati anche per chi è abituato a leggere manga in bianco e nero, dal tratto tipico, e non vivrà nessun tipo di trauma.

Questa storia ricorda ai nostri personaggi uno dei motivi principali della saga: un uso smodato delle Sfere del Drago per risolvere ogni problema non è cosa buona. In considerazione di ciò, è giusto affermare che i Draghi Malvagi sono i boss perfetti per Dragon Ball, in quanto gli stessi sono un potente promemoria che rappresenta l’attenzione ad un utilizzo delle sfere che non possono essere usate in modo irresponsabile. 

La caratterizzazione dei Draghi è geniale. Gli stessi vengono rappresentati prendendo spunto dal desiderio chiesto e dunque le loro personalità si basano su ciò che quei desideri rappresentavano. Inoltre, in questo arco narrativo, vedrete le capacità reali dei SSJ4 in contrasto con ciò che è stato visto, per esempio, nell’arco di Super 17. Il design dei Saiyan è sempre interessante, idem quello dei draghi che riprende a piene mani l’anime da cui è tratto.

Per finire, l’opera non lascia nulla a desiderare. Nonostante i fan piu accaniti non abbiano apprezzato totalmente Dragon Ball GT, la saga dei draghi malvagi è funzionale e non lascia l’amaro in bocca.

In conclusione, Dragon Ball GT: La saga dei Draghi Malvagi vol. 1 è un’interessante opera in 3 volumi, che riporta al lettore affezionato piacevoli ricordi e fa conoscere ai più giovani ciò che Toriyama in passato ha però solo “supervisionato”. Un modo alternativo per Star comics di portare un nuovo contenuto, legato all’universo degli anime comics. Se da una parte, Dragon Ball vive di “rendita”, dall’altra questa è un’occasione ghiotta per dare un’aria – nel bene o nel male per alcuni – di novità e freschezza.

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