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Dragonero: Il ribelle 8 – Recensione

Continuano le avventure di Ian. Dragonero: Il ribelle della Sergio Bonelli Editore, arriva al numero 8 del nuovo filone di storie iniziato qualche mese fa.

Questo numero intitolato “Il segreto degli Ubiqui”, vede alla sceneggiatura Luca Enoch e ai disegni il team composto da : Alessandro Bignamini, Alex Massacci e Luca Bonessi.

Vediamo come ci presenta La Bonelli questo numero 8: “Il segreto degli Ubuqui”:


“L’Impero cerca le pietre sonore degli Ubiqui con lo scopo di distruggerle e impedire ai Ribelli di utilizzarle come portali, per spostarsi istantaneamente in luoghi lontanissimi fra loro. Ma le pietre conosciute sono per lo più danneggiate, e dunque inservibili; inoltre nessuno conosce esattamente come usare le poche ancora integre. Si tratta dunque di una precauzione inutile da parte dell’Impero? No, perché Ausofer è in possesso di una mappa originale di Børge il Rosso che rivela la posizione delle pietre e illustra le diverse varianti del loro suono. Il problema è che, ammesso che si riesca a farle funzionare, nessuno sa dove conducano i portali… “

Prima di cominciare con la recensione vi consigliamo di recuperare quelle precedenti cliccando QUI.

Nuova avventura per Ian, che si troverà a viaggiare attraverso vari luoghi grazie alle pietre sonanti. Queste sono come una sorta di portale utilizzate dalla popolazione degli Ubiqui per potersi spostare. Leario vorrebbe metterci le mani su per scopi bellici, ma siccome non riesce a capire come utilizzarle, le distrugge. Qui Aura , Gmor e Ian , proveranno a capire di cosa si tratta, tanto che Ian e Gmor, ci finiranno dentro, scoprendo nuovi posti e nuove popolazioni. Non vogliamo dirvi di più, quindi vi lasciamo alla lettura dell’albo.

In questo ottavo numero troviamo alla sceneggiatura Luca Enoch, creatore del personaggio. Questo numero, parte subito col botto. Infatti ci troviamo catapultati nell’azione fin da subito, con Ian e Gmor che si sentono sballottati tra questi luoghi che sembrano cosi diversi tra di loro e li fanno sentire lontani da casa. I ritmi sono veloci, e fanno si che il volume si legga molto velocemente e spensieratamente, riuscendo a dare al lettore una buona storia.

Il team creativo reinterpreta in maniera eccelsa la sceneggiatura di Enoch, tramite delle tavole davvero ben fatte. I punti più alti si possono notare nelle scene di movimento, dove non si perde dettaglio risultando sempre comprensibili al lettore. Il tratto è distinto e marcato, caratterizzando così al massimo i personaggi. Insieme alla sceneggiatura abbiamo davanti un buon lavoro, che come sempre funziona molto bene.

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By Stefano Accardi

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