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Dragonero: Il ribelle 2 – Recensione

In questo mese di Dicembre, la Bonelli pubblica il secondo numero della nuova serie Dragonero: Il ribelle, la quale vede il cambio di fazione da parte di Ian e quindi il suo schierarsi dalla parte dei ribelli.

Ecco la sinossi di questo numero 2:

‘’Un lungo fiume sotterraneo fluiva, in passato, dal massiccio del Kârrs fino al Mare della Brezza. Una diga costruita dai Nani, per poter sfruttare una miniera oggi in disuso e dimenticata, ne ha bloccato il corso per lunghissimo tempo: facendola esplodere, però, il fiume tornerebbe immediatamente a scorrere, trasformandosi in una comoda e segreta via sotterranea per coloro che si sono ribellati all’autorità imperiale! Il fatto, però, che questa diga si trovi sotto la città di Solian coinvolge nella faccenda anche Dragonero e il suo compagno Gmor…’’

In questa nuova avventura, Ian, insieme a Gmor e l’elfa Sera decidono di ritornare nella loro casa: Solian, che non rappresenta la città natia di Ian, bensì la città che l’ha forgiato per l’uomo che è (qui la recensione del numero 1).

Qui vi arrivano via mare, e si vede già l’impronta dei dominatori: al posto del vecchio faro sugli scogli ora è presente una statua della Dama delle lacrime. Inoltre, il paese è molto importante a livello commerciale per l’Impero, però durante la guerra questo si è spopolato e ha perso molte delle sue ricchezze.

Arrivati a Solian sotto un incantesimo, Ian e Sera si aggiungono a una carovana che entra in città, notando subito la decadenza di quest’ultima. Qui vedono con i loro occhi i piani che ha l’Impero per questa città e di ciò che fa per portarli a termine. Ciò non va a genio ai nostri Ribelli, tanto che arrivano ad intrufolarsi nella casa dello Sceriffo.

Questo abita proprio nella casa di Ian, ma nell’interno di questa casa, non vi è rimasto proprio nulla di Ian, se non sporcizia e disordine.

Gmor, sarà impegnato in uno dei tunnel sotterranei in cui una volta scorreva un fiume, e qui, vuole distruggere la diga che fu costruita dai nani, per poter creare una via segreta d’ingresso per i ribelli.

Non mancheranno le scene di azione, grazie a un bel scontro tra il gruppo dissidente e coloro che oggi comanda in città. Tutto questo è accompagnato dalla distruzione della statua della Dama, che svetta sul mare, simile alla ‘’Statua della Libertà’’. Questo farà infuriare i piani alti dell’Impero,  gettando carne sul fuoco su quello che potrebbe diventare il prossimo scontro.

Questo secondo episodio, scritto da Luca Enoch, dà quel qualcosa in più rispetto a ciò che era successo nel primo, dando al lettore una bella storia di avventura proveniente dal mondo di Dragonero. L’azione si fa più incalzante e viene spiegata molto bene la situazione che si vive a Solian. Vengono gettate le basi per quello che potrebbe essere un futuro scontro con Erondar, perché ricordiamoci che tutti questi attacchi non possono restare impuniti. Inoltre, non dimentichiamoci dei nani, i quali potrebbero dare delle noie in futuro.

Nel settore artistico, ad elaborare ciò che Enoch scrive, troviamo Salvatore Porcaro, che compie un ottimo lavoro. I disegni sono sempre ben fatti, con una buona tecnica nell’utilizzo del bianco e nero, e risultano essere convincenti. Da annoverare a questo episodio un easter-egg, che ci fa sorridere, cioè quando Ian e Sera devono infiltrarsi nella carovana che entra a Solian.

Qui Sera lancia un incantesimo di mimetizzazione, che dà loro le sembianze di due personaggi dei “Pirati dei Caraibi”: Pintel e Ragetti. (Se non ve li ricordate, sono quella coppia di pirati che cambiano il capitano un po’ a convenienza, inoltre uno dei due è quello che perde sempre l’occhio di vetro). I disegni risultano essere affini alla storia che stiamo leggendo.

Aspettiamo il nuovo anno per continuare a leggere le avventure di Ian.

VOTO

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