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Extremity 1 – Recensione

Il fantasy incontra la fantascienza. Una storia di guerre, sangue e cuori tormentati. Questo è Extremity 1 scritto e disegnato da Daniel Warren Johnson (autore di Murder Falcon, qui la nostra recensione) e colorato da Mike Spincer. Ovviamente, in Italia, edito da saldaPress

Thea viveva in pace con la sua famiglia sul pianeta Roto, un mondo in cui strani animali, cavalieri e tecnologie all’avanguardia facevano da sfondo a un’esistenza tranquilla. Sognava di fare l’artista. Poi è arrivata la distruzione, ha perduto tutto e la sua vita è stata sconvolta. I colpevoli hanno un nome: i Paznina. Sono loro ad aver attaccato Roto. A Thea, però, è rimasto un sogno: vuole vendicarsi del clan che ha rovinato la sua famiglia. Consumata dal desiderio di vendetta e dalla voglia di riconquistare ciò che ha perso, Thea segue il padre lungo un oscuro cammino che può terminare solo nel sangue. Ma quanto lontano è disposta ad andare? Daniel Warren Johnston ha creato una storia fantasy audace e visionaria, in cui si mescolano la bellezza e l’immaginazione di Studio Ghibli e l’intensità di Mad Max.

Devo essere sincero sin da subito: se pensate ad Extremity come un Mad Max o qualcosa del genere, vi sbagliate enormemente. Io in primis, che non ho amato per nulla la pellicola di George Miller, ero restio e pensavo di aver commesso un errore madornale a recuperarlo. Ma dopo averlo letto, posso esordire con un soave: “sono contento di aver sbagliato”.

Dalle idee parallelamente a quelle dello Studio Ghilbi, l’opera viene ambienta in un mondo in cui le persone vivono in isole galleggianti nel cielo. I vari clan sono costantemente in guerra tra loro. Gli scontri sfociano in una iper-violenza che sicuramente non rientra nei canoni di un timido lettore. Ma wow, wow, wow! Non solo brutalità e – in un certo senso – humor. Ma al disopra di tutto, troverete una trama molto bella e ben strutturata con una famiglia letteralmente incasinata e tormentata dalla guerra.

L’ossatura della storia sa un po’ di “classica vendetta”, ma Daniel Warren Johnson, non è nato ieri. Abilmente riesce a polarizzare i momenti più cult in qualcosa che, nonostante profumi di già visto, fresco. L’autore (in questo caso anche disegnatore) rende tutti i personaggi interessanti e mai lineari. Ognuno di essi porta con se una particolarità caratteriale che si contraddistingue all’interno di un storytelling veramente ben realizzato. Veramente pieno di personaggi avvincenti e non semplici da gestire che mostrano più sviluppi in sole 136 pagine di quanto molti fumetti racchiusi in tomi giganteschi riescano a fare.

I disegni, dello stesso Johnson, sono impressionanti, soprattutto nei momenti di maggior violenza e nelle splendide pagine splash. Insomma, l’impatto artistico è meravigliosa e la colorazione di Mike Spicer è ad un livello tutto suo.

In conclusione, Extremity 1 è veramente qualcosa di emozionante e inaspettato. Facile da scambiare per una storia molto classica dal sapore insipido del trita e ritrita. Invece, fortuna vuole, l’opera racchiude in se una piacevolissima esperienza che svaria da una storia interessante piena d’azione e violenza fino ad arrivare all’arte sopraffina che si totalizza nel suo splendore con una colorazione fantasticamente adeguata. Una reminiscenza che sa di fresco, ben realizzata e congenita. Un magia su rivoluzionaria scritta e disegnata su carta che diventa opere d’arte.

VOTO

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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