Il nostro sito utilizza i cookies per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di utilizzo. Il nostro sito potrebbe anche contenere cookies di terze parti, quali Google Adsense, Google Analytics e Youtube. Accettando di utilizzare il sito e di fruire dei suoi contenuti, aconsentite all'utilizzo dei cookies. Abbiamo aggiornato la nostra Privacy Policy.  Cliccate sul bottone per legegrla.

Ezequiel Himes: Cacciatore di Zombie – Recensione

E’ inevitabile parlare di The Walking Dead, quando si parla di un fumetto sugli zombie. Ma quando lo stereotipo di non morto sconvolge la prospettiva piu classica, tutto cambia. Questo è il caso di Ezequiel Himes: Cacciatore di Zombie di Victor Santos e Alberto Hernandez, edito dalla Leviathn Labs.

In un mondo dove i morti viventi hanno vinto, Ezequiel Himes viaggia con un pesante fardello sulle sue spalle. Cerca vendetta. Cerca colui che ha venduto la sua famiglia. E non verrà fermato nemmeno dai “Padri”, i non morti inteliggenti con poteri spaventosi di telepatia che governano il mondo.

Ci troviamo al cospetto di un opera molto particolare. Una prospettiva molto diversa dal classico zombie quella di Ezequiel Himes: Cacciatore di Zombie. Un fumetto totalmente survivalista – e con una figura di morti viventi, a cui non siamo abituati. Ed effettivamente se nell’immaginario collettivo gli zombie sono visti come figure affamate di carne umana, stupide e senza coscienza, delle vere e proprie carcasse che camminano, in Ezequiel Himes troverete dei livelli molto, ma tanto, diversi di zombie, tra cui un’élite dominante telepatica che governa.

I morti viventi hanno trionfato, e ora sono in cima alla catena alimentare. Un’opera apocalittica piena di azione! Questo crea Victor Santos uscendo fuori dall’ormai nozione comune. Non crea qualcosa che nasce dall’avvento della mitologia voodoo haitiana, non fa dei copia e incolla degli esordi al cinema come nel vecchio classico con Bela Lugosi nei panni di Dracula e nemmeno dall’esplosione del genere grazie a George A. Romero che in un certo senso reinventa le regole piazzando zombie all’interno di alcuni fra i migliori horror di tutti i tempi.

No signore! Victor Santos decostruisce totalmente quel corpo umano svuotato della mente in preda a istinti cannibaleschi. Un morto – o meglio, un non morto – tornato alla vita totalmente trasfigurato nel corpo e nell’anima. Attenzione ci sono anche quelli, ma l’autore alza l’asticella inserendo in una sceneggiatura fortemente adrenalinica i “Padri”, nonché gli zombie intelligenti. Capaci di conversare e pensare. Inquietantissimi!

BENVENUTI NEL CENTRO DEGLI U.S.A

Il ritmo della narrazione in Ezequiel Himes: Cacciatore di Zombie scandisce letteralmente il tempo degli eventi nella storia. In questo caso, la cadenza, è velocissima. Senza rendervene conto, vi ritroverete a metà dell’opera e vi chiederete come sia stato possibile! La risposta, pur essendo tecnica, è abbastanza scontata: l’autore imposta il tempo narrativo giocando con fabula e intreccio con eventi e situazioni specifiche al fine della sceneggiatura alzando cosi il tempo del racconto. In poche parole; parte a tutta birra!

Ma se da un lato ci troviamo al cospetto di un racconto veloce e ben strutturato e carichissimo d’azione, dall’altro abbiamo alcune piccole perle inserite abilmente dall’autore che, volutamente, lascia una sorta di “buchi” facendo lavorare, per forza di cose, d’immaginazione il lettore. Ma se pensate che sia finita qui, vi sbagliate enormemente. E se alla fine, sempre se possiamo definirla “fine”, il racconto viene accompagnato dai disegni del talentuoso Alberto Hernandez, ad un certo punto, l’opera diventa sceneggiatura.

Sì, avete capito bene. Veniamo abbandonati dal tratto di Hernandez e ci ritroviamo al cospetto di una opera testuale che ci accompagnerà verso i restanti capitoli e quindi verso un the end vero e proprio dove quei “buchi” vengono, in un certo senso, riempiti.

Il comparto grafico, come appena detto, è appagante. Lo stile è prettamente americano e si intravede anche un po’ di europeo sempre in stile realista. Lo splattering è magistralmente realizzato, idem per i dettagli su personaggi e zombie. Ad un certo punto sentirete puzza di carne marcia! Un’altra cosa molto interessante è la colorazione. Infatti, definire Ezequiel Himes in bianco e nero, non sarebbe corretto in quanto il bianco viene sostituito dal giallo. Particolarità non da poco per quanto concerne la resa finale.

In conclusione, Ezequiel Himes: Cacciatore di Zombie di Victor Santos e Alberto Hernandez, edito da Leviathn Labs è un’opera coraggiosa che abbatte, senza mezze misure, un “canone” che va avanti da più di 50 anni su le creature dell’horror per eccellenza. Una lettura piacevole carica d’azione. L’unico rimorso che avrete, sarà quello di aver letto troppo velocemente.

Continuate a seguire le nostre news, sulle pagine Social Facebook Instagram e Telegram per non perdervi mai nulla! Playhero

By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

Potrebbe piacerti anche...