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FALLEN WORLD – Recensione

FALLEN WORLD

Trovo che la Valiant, rispetto anche alle major, abbia una qualità in più che nel tempo, Marvel e DC comics hanno perso. Questa consiste nella libertà con cui vengono creati e concettualizzati i personaggi, un “parco giochi” davvero immenso ed entusiasmante. In Fallen World di Dan Abnett, Adam Pollina e Juan José Ryp, edito da Edizioni Star Comics, ne abbiamo una prova.

Nell’anno 4002, un samurai cyborg di nome Rai lotta per trovare la propria moralità, mentre Bloodshot, il supersoldato il cui sangue è colmo di naniti, è in missione per salvare gli abitanti della Terra. Potranno i due lavorare insieme per un bene superiore? Pare di no.

E, se queste premesse ancora non bastassero… Ci sono anche dinosauri a piede libero e potenti mutanti, ibridi animale-umano.

Buona fortuna, Rai!

Dai vulcanici Dan Abnett (Aquaman) e Adam Pollina (X-Force), l’opera di fantascienza più intrigante che si sia letta negli ultimi anni.

Per quanto detto nell’introduzione di questa recensione, con il temine libertà si intende principalmente un’emancipazione dei personaggi nel subire conseguenze reali. Un evolversi e cambiare anche attraverso quello che potrebbe essere uno status quo che possiamo definire come sperimentazione di sorta. Sappiatelo, nella vene di casa Valiant è presente un DNA unico per ogni personaggio e quindi per ogni storia. E questa singolarità è una delle cose che rende Fallen World un’opera avvincente come poche.

Questa particolare struttura “genetica” conferisce a Fallen World un ritmo e uno slancio perfetto grazie ovviamente anche alla sapiente sceneggiatura scritta da Dan Abnett.

Un volto familiare all’universo Valiant viene rapidamente modificato e trasformato nell’ antagonista, per natura contro gli eroi, ma questa è una recensione priva di spoiler e non ne parleremo.

Ma andiamo per ordine; Fallen World è “l’inizio” di una nuova serie che racconta lo stato della Terra nell’anno 4002 d.C. Continua la storia di Rai, il samurai cyborg, un anno dopo gli avvenimenti del 4001 (tranquilli in questo volume ci sono delle pagine all’inizio che fanno da riassunto). Non vogliamo per forza di cose dirvi di più e quindi rovinarvi il piacere della scoperta.

Ciò che è più interessante, tuttavia, è la freschezza che Abnett aggiunge magistralmente all’interno dell’opera pur mantenendola familiare. La caratterizzazione di tutti i personaggi che appaiono è perfetta. Le interazioni tra loro sono fantastiche, il dialogo non sarà semplicemente bello, ma vi renderà partecipi senza mai annoiarvi e vi preparerà all’inevitabile e adrenalinica avventura che vivrete leggendo quest’opera.

Adam Pollina fa un lavoro straordinario con l’arte, catturando l’unicità di questa versione della Terra insieme alla presentazione stellare degli eroi dentro e fuori dall’azione. Le colorazioni di Ulises Arreola sono splendide. In un certo senso, artisticamente Fallen World si avvicina dannatamente alla splendida arte di uno dei migliori – al momento – comics di casa Valiant, ovvero Livewire, disegnato da Raul Allen e Patricia Martin.

Anche se ci sono poche ragioni per dubitare dell’abilità di questo team creativo, è giusto sottolineare che Valiant è stata in genere una comunità creativa affiatata e con pochi grandi nomi. Nel caso di Fallen World, le cose cambiano. Infatti stiamo parlando di un’opera sorprendente sia in termini di scrittura che dell’arte. Semplicemente fantastica.

Complessivamente Fallen World è un’opera intelligentemente strutturata sia in termini pratici che tecnici, che riprende da dove si era interrotto la storia dell’evento del 2016 di Valiant, 4001 d.C. È un’ottima lettura per i fan di lunga data di Valiant ma anche per i nuovi che, volendo, non necessitano di un recupero. Fallen World rispecchia quel senso epico di grandiosità nei comics, creato maniacalmente.

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