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Figlia di Luna – Recensione

figlia di luna

Il 30 settembre è sbarcata nelle librerie e negli store online Figlia di Luna, prima graphic novel interamente scritta e disegnata da Greta Xella, edita da Bao Publishing. Una storia dedicata soprattutto ai più piccini ma che fa riflettere, data la profondità dei temi, anche i più grandi.

Questo fumetto narra delle vicende di Tia, una ragazzina che subisce la malattia della propria mamma fin da piccola. Si ritrova a crescere praticamente da sola, accudita dalla zia. La patologia pare via via più insondabile e il padre di Tia è sempre lontano, che sia per cercare una cura o preso ad accudire la compagna. Nel momento in cui questo male misterioso sembra diventare troppo grande, i genitori spariscono come per sortilegio. Toccherà alla piccola farsi coraggio e partire a sua volta per un viaggio irto di pericoli, per capire come aiutare la sua famiglia e, soprattutto, essere forte per sé stessa.

La maggior parte dei bambini vive una situazione in cui la propria mamma è in salute, o per lo meno fa credere di esserlo sempre. Ma quando una madre è malata? L’impatto che ha nella vita e nella psiche di un bambino, quanto può essere importante? Xella riesce con grande maestria ad analizzare quello che è la sofferenza di Tia in un’opera adatta a tutti. Crea un personaggio caparbio, insolente e forte che però resta saldo al suo essere bambina. Profondo e leggero allo stesso tempo.

«Troverò i miei genitori … e rimetterò tutto a posto … Lo prometto.»

Sin dalle prime pagine il lettore viene catapultato in un mondo magico, abitato da creature fantastiche e paesaggi da sogno. L’inizio della storia vede come protagoniste la vita di Tia e parte del malessere della madre, descritto attraverso tavole ricche di colore e dettagli, che a volte ricoprono intere pagine. La bambina crede di essere la causa delle crisi della mamma e in seguito ad una di queste i genitori, compresa la loro casa, svaniscono nel nulla. Tia proverà in tutti i modi a ritrovarli e si prometterà, allo stesso tempo, di cercare una cura per poter mettere definitivamente fine alla patologia di sua madre.

Parte alla ricerca del popolo dei ragni tessitori, descritti dal padre come una popolazione dai grandi poteri. Inizia così un’avventura verso una destinazione ignota, mistica, che porterà la piccola protagonista ad affrontare insidie molto più grandi di lei. Ma come in tutte le migliori storie, Tia non affronterà da sola l’intero viaggio, troverà infatti qualcuno pronto ad aiutarla, consigliarla, confortarla e fiancheggiarla.

«… E così non hai idea di dove possano essere finiti i tuoi genitori? Tia! Sarai preoccupatissima!»

Il coraggio di Tia cresce con lo sfogliare delle pagine, più aumenta la fiducia in sé stessa più trova la forza di affrontare le difficoltà lungo il suo percorso. Tià è caparbia e sveglia ma comunque una bambina. Molti dialoghi mettono in luce la sua fanciullezza che evolve con lo scorrere del tempo e dei luoghi. Attraverso una storia ricca di colori, Greta fa immedesimare più volte il lettore in Tia, anche se chi legge non è più poi così bambino.

Come detto poc’anzi, lungo il suo viaggio Tia incontrerà qualcuno che l’aiuterà ad arrivare alla sua meta, ma troverà anche degli ostacoli. La grande purezza del cuore della bambina e il suo spirito di sacrificio, però, saranno le chiavi per raggiungere ciò che nessuno prima (forse) aveva trovato. Un’avventura ricca di metafore e rimandi mitologici, come ad esempio il leggendario popolo dei ragni tessitori, che come le moire della mitologia greca ricamano i sacri arazzi, molto simili alle tele del destino. A Tia verrà data una missione e solo l’accettazione verso il cambiamento e la sua grande forza di volontà potranno aiutarla a ritrovare e salvare la propria madre.

«In questo luogo, ogni membro del mio popolo riceve l’ago con cui ricamare i sacri arazzi»

Figlia di Luna è una favola che prende vita tavola dopo tavola, ricca di tematiche importanti che nella loro essenza rimangono fedeli alla vita quotidiana. Vediamo il rapporto tra genitori e figli che non sempre è idilliaco, ma il perdono si può nascondere dietro una semplice offerta di pancake. Il folclore, i miti, le leggende accompagnano questa lettura attraverso Tia e prendono vita nelle sue azioni, dove l’impensabile è normalità e il coraggio, che dapprima incuteva paura e timore, si trasforma in divertimento e forza. Tia potrebbe insegnare anche a molti adulti la comprensione e il donarsi per amore.

Ma non sarà solo la storia a incantare il lettore, ciò che più si può apprezzare è anche l’arte con cui Greta Xella mette in scena questa bellissima favola. Il mondo fantasy e la magia che abitano Figlia di Luna sono resi nei minimi particolari, una volta terminata la lettura è d’obbligo rileggere con più attenzione e con uno sguardo in più verso i disegni. Delle vere opere d’arte che spesso coprono intere pagine, ricche di colori e minuzia.

Figlia di Luna è un’opera reale che attraverso uno stile sognante molto favolistico racconta pezzi di cruda realtà. Un racconto che narra di luoghi incantati ma pericolosi, magie e maledizioni, parla di difficoltà e del rapporto che unisce genitori e figli, che spesso può essere doloroso e difficile. L’amore che una figlia prova per la propria madre e il dolore che ne deriva quando quest’ultima non è presente o addirittura ti dimentica. Ma è anche accettazione e rivalsa sul destino, fiducia e coraggio. Sicuramente un’opera che farà bene al cuore di grandi e piccini.

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By Maria V.

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