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F***ing Sakura- Recensione

Se un otaku leggesse F***ing Sakura, finirebbe per amarla. Se, invece, l’opera capitasse nelle mani…

Se un otaku leggesse F***ing Sakura, finirebbe per amarla. Se, invece, l’opera capitasse nelle mani di un profano del mondo nerd, con buona probabilità, la gradirebbe allo stesso modo. Giulio Macaione fornisce prova di grande eclettismo, raccontando una storia che potrebbe coinvolgere l’interesse di appassionati e non. Edita da Panini Comics, F***ing Sakura è un viaggio all’interno del Giappone inedito, come ci promise lo stesso autore, generando un’attesa non indifferente attorno alla graphic novel.

Ciò che rende originale la visione del mondo del Sol Levante, non è tanto la scoperta di qualcosa di diverso da quello che molti appassionati già conoscono. A rendere inedito il Giappone narrato da F***ing Sakura, è l’originalità da cui è pervasa. Il pregio sta nella trama, nella differenza degli occhi che guardano alla situazione. Partiamo col dire che utilizzare il doppio punto di vista narrativo e metterli sullo stesso piano di valore, è stato un espediente che ha conferito carattere. Josè e Cloe sono una coppia “scoppiata” da molto tempo. Di loro sappiamo solo che stanno insieme da anni e che il rapporto è al capolinea.

Lui, gamer di professione e otaku fino al midollo, animato dal “mostro sacro” della “nipponicità” ; lei, influencer, avulsa a tutto ciò che è nerd per definizione. Il mondo di Cloe è fatto di post poco autentici, rispondenti al perfetto interesse che muove la legge del marketing digitale. È una ragazza di questo millennio: smartphone alla mano come appendice del proprio corpo.

Lasciarsi non è mai piacevole né facile, a maggior ragione se la “goccia che fa traboccare il vaso” cade durante un volo che dovrebbe essere l’inizio di una splendida vacanza in Giappone. Giulio Macaione mette in scena, le difficoltà che s’incontrano vivendo una relazione e allo stesso tempo, il cammino non facile da affrontare per ritrovare se stessi e ammettere i propri errori, senza perdere di vista sogni e speranze.

F***ing Sakura inizia a muovere gli ingranaggi narrativi con un climax ad alta tensione, che v’immergerà nella storia senza alcun preambolo. I protagonisti vi condurranno, in poche pagine, al nocciolo della questione. Accertata l’impossibilità di appianare i contrasti, seguita da un senso di “soffocamento” tipico del genere maschile, lui lascia lei in volo. Da questo momento in avanti il viaggio vero e proprio, inizia per entrambi. L’aeroporto internazionale di Narita, segna uno spartiacque tra due vite che prenderanno direzioni differenti.

La bellezza del mondo di F***ing Sakura, sta nel contrasto che i due protagonisti generano. L’attrito è evidente attraverso l’uso dei dialoghi ma anche, nel modo in cui Macaione disegna i personaggi quando interagiscono. I corpi sono in tensione, le espressioni crucciate dalla sensazione di disagio. Persino durante il viaggio in aereo, seppur seduti l’uno accanto all’altro, non c’è mai, nel linguaggio del corpo adottato, un segnale che possa far pensare a una possibile riconciliazione. La gestualità traduce in atto pratico la mancanza di feeling.

La domanda recondita che suona un poco come una riflessione fuoricampo, che F***ing Sakura induce, è la seguente: si può star bene con gli altri, se dentro di sé qualcosa si è incrinato? Josè e Cloe hanno perso di vista la propria individualità, tanto da non sapere più come e dove andare. Succede di perdere un poco della propria identità, nella coppia. Per ciò la vacanza in Giappone darà loro modo d’interrogarsi ponendo le giuste domande, rispondendovi con la sincerità che anima quel sano egoismo che funge da istinto di sopravvivenza.

Per Josè l’atterraggio all’aeroporto di Narita segna l’inizio di un sogno che si avvera. Il Giappone tanto desiderato dal ragazzo, è la realtà che ogni otaku straniero ammira. Akihabara è, infatti, la sua prima tappa. La vivacità del quartiere lo cattura seduta stante, forte anche di quella sensazione appagante di libertà appena riconquistata. Josè ama tutto ciò che vive, buttandosi a capofitto nell’avventura. Come un bimbo si stupisce, felice, di quel mondo che aveva potuto ammirare solo di riflesso, attraverso i manga, scoprendosi, tra l’altro, con una brutta allergia ai fiori di ciliegio.

Per Cloe la questione è diametralmente opposta. Per lei quella meta era “fuori dai suoi radar” sin dal principio e ci si ritrova, suo malgrado. Il punto di vista della ragazza ha il sapore della beffa del destino che tutti abbiamo saggiato. Ha prenotato una vacanza che non desiderava fare, si muove sola e spaesata tra combini (convenience store), karaoke e senso di abbandono. La solitudine per lei, forse, ha un peso più rilevante in una situazione in cui il Giappone se l’è autoimposto, per andare incontro ai desideri del fidanzato. L’esperienza in solitaria, però, la farà uscire mutata, senza dubbio. Se il cambiamento virerà in positivo o negativo, Macaione lo rivelerà nella seconda e ultima uscita del volume.

Dal punto di vista artistico, F***ing Sakura si pone a metà tra manga e comics, questo già dice tutto su quanto lo stile sia particolare e pieno di carattere. Macaione possiede la virtù di essere riconoscibile, ha il pregio di un’identità precisa (una bella identità). Le vignette ci raccontano la narrazione secondo uno schema lineare, seguendo una ripartizione classica che va arricchendosi, procedendo in modo ordinato. Ottimo l’utilizzo di colorazioni pastello e fluo, che accompagnano lo stile dell’artista. L’edizione curata da Panini Comics è di pregio: cartonato di 96 pagine a colori (17×26). La qualità di carta e stampa, va a impreziosire l’intero volume che vale il prezzo d’acquisto (15,00 €).

La “parola chiave” dell’opera è, certamente, il viaggio, non solo fisico ma anche interiore. F***ing Sakura è, difatti, un percorso per tutti: lo è per l’autore stesso che in un post su facebook, ha condiviso la scelta di cambiare il finale a seguito dell’impatto d’uscita del primo volume. Questa lettura, inoltre, si rivelerà un percorso interessante anche per i lettori, che mediteranno sul giusto ridimensionamento della propria individualità ai fini della coppia. Infine, F***ing Sakura, si è rivelato un viaggio anche per chi scrive, ora, al di “qua” della tastiera, tra riflessioni e punti di domanda su una storia che parla di cambiamento.

Per concludere, questa lettura è un’avventura. Essa è una sorta di fiume nel quale non è possibile ridiscendere due volte, perché, a una successiva immersione, la prospettiva è mutata, lasciandovi addosso, una bellissima sensazione di crescita e progressione.

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