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Ford Ravenstock, specialista in suicidi – Recensione

Ford Ravenstock, specialista in suicidi – Recensione

La “morte” é sempre stata un argomento pieno di interesse da parte di tutte le sfaccettature dello scibile umano.

É stata l’oggetto di numerose riflessioni e anche di rappresentazioni in ambito artistico. La nona arte si é servita spesso di questo argomento per dare voce alle sue storie.

La morte innesca sempre reazioni differenti negli esseri viventi, c’è chi ne è terrorizzato e chi si avvicina con interesse. In questo gruppo può essere annoverato il personaggio creato dalla mente di Susanna Raule e dalla matita di Armando Rossi.

L’opera di cui vi parleremo per molti non é una novità editoriale e il suo ritorno sarà accolto con entusiasmo da chi la conosceva già, ma sicuramente sarà una piacevole scoperta anche per chi si approccerà per la prima volta: “Ford Ravenstock, specialista in suicidi” sta per tornare l’11 novembre in una nuova edizione targata DUOble SHOt.

Ma chi é esattamente Ford Ravenstock?

É un giovane dandy americano attratto dalla morte. Il suo é un lavoro molto particolare: aiuta le persone a suicidarsi. Ma lui non partecipa in prima persona, il suo talento é indurre le vittime al suicidio organizzando tutto nei minimi particolari. E proprio grazie a quest’attività che assisteremo a dei siparietti grotteschi e ricchi di humor nero con i suoi clienti. Ma la scena del crimine di uno dei suoi “suicidi” attirerà l’attenzione di una poliziotta, l’agente Moore, che inizierà ad indagare su di lui.

La storia editoriale di questo fumetto ha già di suo una sceneggiatura complessa e ricca di colpi di scesa degna del suo protagonista. Nel 2005 il duo Raule-Rossi decide di partecipare al Lucca Project contest vincendolo e facendo molto parlare di sè. L’opera inizialmente pubblicata dalla Panini vede il suo progetto arenarsi e ora finalmente dopo anni Ford Ravenstock è finalmente pronto ad avere il palcoscenico che si merita grazie alla DOUble SHOt.

La Raule oltre ad essere una scrittrice é anche una psicologa e una psicoterapeuta. Questo si evince nella forte caratterizzazione del personaggio, per sua stessa ammissione, il suo percorso di studi l’ha aiutata nella creazione di un uomo così singolare.

Sono lampanti i riferimenti letterari tra la pessimistica di Schopenhauer e il cinismo garbato ed elegante di Oscar Wilde, che rendono il personaggio di Ford così complesso e sfaccettato, con una vena di innegabile follia, anche se lui ci tiene a sottolineare spesso che non é pazzo ma depresso cronico.

La cosa affascinante di Ford è che sembra sfacciato e irriverente invece le sue affermazioni e le sue battute sarcastiche sono frutto della sua reale visione della vita, in una sorta di candore fanciullesco dice tutto quello che gli passa per la testa, anche se per il 90% delle volte si tratta di cose estremamente macabre.

“La vita è semplicemente dolore e suicidarsi è l’unica cosa che abbia senso.”

Ford vede il suicidio come una liberazione dal dolore e per questo il nostro antieroe, va in giro a regalarlo alle vittime scelte dai propri clienti. Ford non è una persona cattiva, ma é fermamente convinto che la vita faccia schifo e che farla finita sia la soluzione migliore, donare la morte per lui è un atto caritatevole. É talmente attratto da essa che ogni suicidio lo osseva da lontano, come fosse uno spettacolo teatrale.

In opposizione a Ford abbiamo l’agente Moore, una donna intelligente e caparbia, dal carattare frizzante e vulcanico, che ben si contrappone alla flemma del protagonista portando in scena dei battibecchi che divertono e intrattengono il lettore. L’interesse morboso dell’agente verso il protagonista è uno dei punti di forza del fumetto, che lascia intuire risvolti molto interessanti.

La sceneggiatura dell’opera non risulta mai banale, la lettura richiede la giusta dose di attenzione per il numero corposo di personaggi che si intervallano intorno ai protagonisti nei due episodi del fumetto.

“Mi sveglio al mattino e sento la profonda inutilità della vita. A lei non succede?”

Nonostante l’argomento non sia proprio leggero la lettura non risulta mai pesante, il male di vivere viene affrontato senza stereotipi o pregiudizi, ribaltando completamente la situazione in modo surreale, Ford è una persona depressa, che cerca costantemente di togliersi la vita, ma nonostante questa condizione non si trascina inerme fino al fatidico epilogo, lui ha paradossalmente trovato una sua ragione di “vita” togliendola agli altri.

Armando Rossi, disegnatore dalla carriera ventennale, in ambito nazionale e internazionale ha dato il suo contributo a quest’opera, dando letteralmente vita a Ford Ravenstock. Il suo tratto risulta spigoloso e squadrato ma riesce a dare corpo e carattere ai personaggi dai volti emaciati e filiformi, la sua padronanza tecnica é evindente nella creazione di soggetti ricchi di espressività, il suo stile di disegno è potente e comunicativo.

L’edizione della DOUble SHOt è brossurata e completamente a colori. Il volume é arricchito da un interessante introduzione di Alessandro di Nocera e una stimolante intevista con gli autori, dove é possibile scoprire aneddoti che riguardano la stesura dell’opera.

In conclusione se cercate un fumetto anticonvenzionale capace di darvi forti emozioni, il cui protagonista é attratto dalla morte, tanto da farne un lavoro; uno specialista in suicidi capace di indurre la persona più felice di questo mondo a farla finita Ford Ravenstock é quello che fa per voi.

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