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Francesca – Recensione

francesca copertina

Vi siete mai chiesti quale fosse la vera storia di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, i due amanti condannati nel V girone dell’Inferno dantesco? Perché non riuscirono a dominare quella passione che li indusse a macchiarsi di adulterio? L’autrice italiana Manuela Raffa, mediante una scrupolosa ricerca storica, ha realizzato una ricostruzione romanzata della vita dei due innamorati. Francesca, pubblicato nel 2017 da Piemme, ci conduce nel 1200 nell’Italia dei Comuni.

Francesca è figlia del futuro Signore di Ravenna, Guido da Polenta. Sin da piccola ha mostrato un particolare interesse nei confronti della lettura e dello studio, attività normalmente precluse alle donne. Suo padre, senza mai ostacolarla, aveva sempre incoraggiato la sua fame di conoscenza.

Giovanni Malatesta, figlio maggiore del Signore di Rimini, è chiamato da tutti Gianciotto per via di una malformazione alla gamba destra che non gli permette di camminare in modo corretto, ciononostante, la sua mancanza di fascino e bellezza è colmata dalla sua prodezza in battaglia e da un’incredibile capacità nel combattere a cavallo.

Guido da Polenta, per ottenere il predominio della città di Ravenna, dichiara guerra all’ostile famiglia dei Traversari e chiede l’aiuto dei Malatesta. La battaglia è presto vinta, i nemici pesantemente sconfitti e il prezzo richiesto da Giovanni Malatesta, per aver sostenuto militarmente i Da Polenta, è la mano di Francesca.

La giovane è dunque costretta a sposarsi con Gianciotto e lasciare Ravenna per trasferirsi a Rimini ma nel frattempo il cuore di lei ha iniziato a battere per il fratello minore di Giovanni, Paolo Malatesta, conosciuto anche come Paolo il Bello. Quest’ultimo dimostra di essere, sia nei modi che nell’aspetto, il tipo di uomo presente nei romanzi cavallereschi tanto amati da Francesca. L’amore della giovane è ricambiato e, nonostante i numerosi sforzi da parte di entrambi di evitare di cadere nel peccato, iniziano a frequentarsi di nascosto. Giovanni è all’oscuro di tutto e niente deve insospettirlo perché, nel caso in cui venisse a conoscenza del tradimento, la sua vendetta sarebbe tremenda.

Francesca, donna anticonvenzionale

Guido da Polenta, malgrado si tratti della sua figlia femmina prediletta, non esiterebbe a dare in sposa Francesca per ottenere una fruttuosa alleanza. Per i padri, difatti, le figlie femmine diventavano importanti e preziose nel momento in cui raggiungevano l’età da marito perché sarebbero servite nella realizzazione di matrimoni diplomatici con altre famiglie. Guido tuttavia non riteneva Giovanni adatto come marito di Francesca ma non gli è stato possibile opporsi alle nozze.

La giovane è ben consapevole dei suoi doveri femminili ma è sempre stata abituata a sognare. Nel profondo ella avrebbe desiderato un tipo di marito che fosse l’esatto opposto di Gianciotto, non tanto fisicamente quanto moralmente. Aspirava infatti un matrimonio con un uomo che la stimasse per la sua curiosità letterale e per le sue capacità argomentative.

“Aveva sognato troppo spesso l’amore per non desiderarlo. Lo agognava, si sentiva privata di un elemento essenziale. E quell’aspetto compariva solo quando c’era Paolo, non Giovanni. Non era per l’aspetto fisico, non solo. Non provava nulla per Giovanni. Se ne rammaricava, perché non era un cattivo marito e perché l’adorava, ma in lei non era nato alcun sentimento”

Giovanni ama Francesca però la considera essenzialmente come un trofeo da esibire per la sua bellezza. Orgoglioso del fatto che sappia leggere ed abbia una mente molto aperta, non desidera tuttavia approfondire con lei determinate discussioni. Per lui non è necessario che sua moglie si interessi di tematiche prettamente maschili. In quanto donna dovrebbe solo partorire eredi ed occuparsi della gestione dei domestici e della casa.

La superficialità di Giovanni si scontra con la cordialità di Paolo, il quale riesce a tenere conto della sensibilità di Francesca, al contrario del fratello maggiore. Il giovane Malatesta ammira la perspicacia della cognata relativamente ad argomenti di tipo politico e per il fatto che i libri da lei letti non siano solo romanzi ma anche trattati come quelli riguardanti la medicina.

Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse

Bisogna tener presente che è grazie a Dante Alighieri se il personaggio di Francesca è stato dipinto come una donna intelligente e colta perché, come si evince nel V canto dell’Inferno dantesco, lei e Paolo stavano leggendo insieme il romanzo cavalleresco che narrava l’amore illecito tra il cavaliere Lancillotto e la regina Ginevra.

Senza il Poeta e la sua Divina Commedia, come accenna Manuela Raffa a fine libro, non avremmo mai conosciuto la storia dei due disgraziati amanti. Sono stati adulteri perché entrambi già sposati e con figli. Per di più erano cognati. La Chiesa stigmatizzava tali atti carnali, condannava soprattutto la donna, ritenuta seduttrice e lussuriosa, la causa principale del disonore nel quale sprofondavano le famiglie di entrambi.

In Francesca l’autrice fa abile ricorso all’utilizzo di elementi culturali presenti nella Divina Commedia, come ad esempio il gioco della zara, ma analizza anche i comportamenti dei personaggi sulla base del modo in cui sono stati presentati da Dante: Giovanni Malatesta era facile all’ira e sarebbe stato pronto ad uccidere Guido da Polenta quando quest’ultimo inizialmente rifiutò di concedergli la mano di sua figlia. Nonostante questo la Raffa in alcuni capitoli descrive i pensieri di Gianciotto che, avendo sempre vissuto nella derisione generale a causa del suo aspetto sgraziato e della sua malformazione alla gamba, era convinto che Francesca fosse l’unica in grado di fargli scrollare di dosso tutti i suoi tormenti.

“Volevo che vedessi me, oltre la bruttezza e il passo claudicante. Desideravo solo che vedessi me”

Il lettore si strugge nel leggere le riflessioni ed i rimpianti di Giovanni, non può provare odio e disprezzo nei suoi confronti ma solo tanta pena e tristezza anche nei riguardi del destino stesso che si era fatto beffe di tutti loro.

Conclusione

Francesca è un’opera tutta italiana scaturita dalla penna di Emanuela Raffa. Ci viene spiegato il ruolo subalterno delle donne, durante il 1200, il cui unico scopo era quasi esclusivamente quello di mettere al mondo dei figli. Analfabete ed ignoranti, non si interessavano minimamente a tutto ciò che non concerneva la sfera femminile né venivano spinte a farlo.

Francesca da Polenta, divenuta in seguito Francesca da Rimini, è una donna che sa leggere e scrivere. Non si accontenta di semplici spiegazioni alle sue domande ma si pone sempre dei dubbi, è alla costante ricerca di conoscenza. Non desidera essere tenuta in disparte nell’affrontare argomenti di tipo politico o religioso. Paolo Malatesta è l’unico uomo che la stimi, si è innamorato di lei non solo per la sua bellezza ma anche per le sue capacità e competenze, così anomali per una donna.

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By Claudia Onorati

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