Il nostro sito utilizza i cookies per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di utilizzo. Il nostro sito potrebbe anche contenere cookies di terze parti, quali Google Adsense, Google Analytics e Youtube. Accettando di utilizzare il sito e di fruire dei suoi contenuti, aconsentite all'utilizzo dei cookies. Abbiamo aggiornato la nostra Privacy Policy.  Cliccate sul bottone per legegrla.

Frankenstein – Il Mostro di Mary Shelley

Chi non conosce il mostro di Frankenstein? Quella aberrante creatura fatta di parti umane, ricucite insieme con cura dal Dottor Frankenstein e riportate in vita grazie a macchinari e una tempesta di fulmini?

Esatto, proprio lui, il mostro di Frankenstein, ripudiato dal suo stesso creatore perché estremamente spaventoso, una creatura senza nemmeno un nome che farà di tutto per affermarsi in una società che non potrà mai però capirlo ed accettarlo. Impara a parlare, a leggere e a scrivere, le buone maniere, tutto quello che può imparare per essere degno del suo padrone. Ma purtroppo, la sua figura continua a spaventare e la società continua a non accettarlo. Questo lo porta a divenire il mostro di cui prima era solo immagine, come se fossero già scritte sulla sua pelle le atrocità che avrebbe commesso in seguito.

Mary Shelley, la scrittrice del romanzo, nasce nel 1797 e a soli 19 anni scrive ed elabora un romanzo di tale spessore, anticipando e prevedendo ben 200 anni prima quella che sarebbe stata la società moderna, aggrappata a canoni di bellezza su cui si basa l’accettazione o meno da parte delle altre persone. Anticipa persino le stravaganti teorie di Lombroso secondo il quale un delinquente di qualsiasi classe o grado si potesse scoprire dalle sue fattezze fisiche, proprio come il mostro di Frankenstein, pur non essendo inizialmente cattivo, visto le sue sembianze da mostro, diventa tale.

Un evento devastante

Ma per capire bene il perché una giovanissima Mary Shelley abbia creato un tale mostro, dobbiamo scavare nella sua vita privata. Mary Shelley nasce in Inghilterra da un uomo anarchico e una filosofa che mise ai tempi le basi per il femminismo. La madre morì dieci giorni dopo averla partorita. Questa fu la prima cosa a segnare fortemente Mary, ritenendosi responsabile della morte della mamma già dalla tenera età. Molto giovane si innamora di un uomo sposato, Percy Shelley, e insieme fuggono in Francia. Per mancanza di soldi, dovettero tornare a casa e i due si sposarono solo dopo che la moglie di Percy si suicidò nel 1816.

La Shelley aspettava una bambina, che nacque prematura e morì pochi minuti dopo, senza nemmeno avere un nome. Mary ne restò devastata. Il suo corpo, creato per procreare, non aveva dato la vita. D’altro canto, per quel poco che aveva vissuto, la figlia senza nome anch’essa non era propensa alla vita. Mary viveva in un periodo nella quale la scienza era convinta che con scosse elettriche si potessero far muovere muscoli animali.

Fu così che il suo subconscio cominciò ad elaborare il mostro. Ogni notte da quando la figlia era morta, Mary la sognava, sentendo il suo pianto, rivedendo la sua morte. Ma quella fatidica notte Mary ebbe come una visione onirica. Un uomo in ginocchio davanti a un letto di metallo, un cadavere disteso sopra, il suo corpo percorso da scariche elettrice, il cadavere torna in vita.

Mary aveva appena sognato il mostro di Frankenstein, ma ancora non lo sapeva.

Qualche settimana dopo, in una sera d’estate nella quale una tempesta impedì a lei e ai suoi amici di uscire, ecco che si radunarono per raccontarsi storie dell’orrore. Fu lì che Mary creò, sulla base del suo sogno, quello che oggi tutti conosciamo. Mary Shelley si diede alla stesura del romanzo già qualche giorno dopo e al suo completamento, Percy Shelley decise di metterci mano, arricchendolo nella forma lessicale e nella grammatica. Dovete sapere che Percy era un uomo molto colto e avvertiva spesso la distanza culturale che separava lui da Mary, lacuna che lei cercava di colmare in tutti i modi possibili. Mary provò a partorire altri figli, 3 per l’esattezza, dei quali però sopravvisse solo uno.

Allora perché Mary è così tanto collegata al mostro di Frankenstein? Non vi sembra che ci siano delle congruenze metaforiche tra le due figure? È la stessa Mary il mostro non funzionante, non avendo potuto dare alla luce una figlia, uno scherzo della natura. Mary è il mostro che prova in tutti i modi a farsi accettare da Percy, acculturandosi, studiando, senza però mai raggiungerlo. Mary prova pena per quell’essere, che si ritrova spaesato, abbandonato in un mondo che non sente suo, che nessuno lo fa sentire suo, incastrato in un corpo che non riconosce, un corpo che spaventa, un corpo che anticipa solo le mostruosità che compirà dopo essersi stancato di aver fatto di tutto per essere semplicemente un uomo. Forse Mary nel mostro si immagina libera di sfogare le sue frustrazioni, libera dall’ossessione di essere sempre migliore, libera dal sentirsi errata, sbagliata. Anche se in cuor suo, ogni volta che si guarderà allo specchio, vedrà sempre quel mostro, che non abbandonerà mai.

Continuate a seguire le nostre news sulle pagine Social FacebookInstagram e Telegram per non perdervi mai nulla! PlayheroPotete seguirci anche su Youtube e Twitch!

Inoltre su MangaYo! potete usare il codice sconto PLAYHERO5 e ricevere uno sconto del 5%!

By Saverio e Tina Maro e Pinto

Potrebbe piacerti anche...