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Freud’s Bones, un indie made in Italy – Intervista

Completamente Made in Italy, oggi vi parleremo del gioco indie ideato, costruito e disegnato da Fortuna Imperatore (in arte Axel Foxx).

Non solo vi parleremo del gioco tanto atteso su Kickstarter, dove per giunta finalmente si ha una data di uscita, il 6 luglio, ma abbiamo intervistato Fortuna in quanto completa autodidatta.

Partiamo dal gioco, cosa tratta e perché interessa così tanto.

Freud’s Bones è un videogioco introspettivo, permette di interfacciarsi con la complessità dei disagi emotivi e mentali, metaforizzando il viaggio dell’eroe che affronta i suoi demoni interiori e provando a capirne il linguaggio. Questo gioco e la storia di Fortuna risultano molto particolari, in quanto sono entrati in IIDEA, ex AESVI, tramite il progetto Game to Human. Piattaforma realizzata per promuovere una maggiore conoscenza dei videogiochi e del loro impatto positivo sulla società. Ma sopratutto nato per videogiochi con base culturale.

Freud’s Bones propone un’esplorazione del famoso studio e un’interazione con esso attraverso la formula del punta e clicca. Un gioco dalla grafica colorata e dettagliata, persino nella psicoanalisi il giocatore sembra possa trasferirsi nel gioco per fare le sedute e parlare con Freud.

Ed ora vi presentiamo Fortuna!

Fortuna Imperatore è una ragazza laureata in Psicologia con master in Filosofia, lavora da quando aveva 21 anni in un’impresa di pulizie. Due anni fa, presa da una sottile linea di curiosità, si chiese come si realizzasse un videogioco (essendo ovviamente anche appassionata di questo mondo), ebbene dopo ricerche, programmi scaricati, bozze di disegno, chat sui forum nasce Freud’s Bones.

Ciao Fortuna, Raccontaci della tua esperienza da autodidatta!

Ciao, diciamo che ho iniziato ad interessarmi a come fosse strutturato un videogioco esattamente 2 anni fa. Volevo far parte di un team in veste di consulente, ma scaricai rpg maker per creare un gioco tutto mio. Per capire come fosse strutturato un videogioco ho passato mesi su forum e Wikihow. Da lì è stata una guerra costante perché dovevo partire completamente da zero.

Di giorno son immersa in un ambiente precario, senza istruzione e con barriere culturali, il che mi ha formato ma anche rallentato. Ogni giorno devo combattere a lavoro con varie atrocità per poi tornare a casa e continuo a salire sulla torre di Babele metaforica e sviluppare un gioco.

Interessante come cosa, non solo il tuo aspetto personale ma sopratutto per come è stato ideato il gioco. Dimmi, Freud è stato il tuo primo riferimento o ci sono state delle bozze?

In realtà avevo immaginato un videogioco su Napoli. Quindi era tutt’altro e giocando sempre a grandi titoli, pensai ad un gioco 3D. Volevo creare un walk-in per Napoli, ma niente mi fermai dopo svariati mesi perché partendo da zero, anche se avevo creato tutto, la storia, struttura e personaggio… Era troppo.

Volevo creare qualcosa di culturale, anche antico. Infatti volevo creare un qualcosa sulla Grecia, usare tipo Socrate. Vedendo poi un documentario su Netflix, è nato Freud come personaggio del gioco. Ho continuato su questa strada perché mi prendeva la struttura ed architettura del suo studio, quindi mi sono documentata e ho cercato foto per vedere a pieno il suo studio.

Questo sviluppo è molto interessante anche perché di solito ci si aspetta un team intero per la stesura della storia, i disegni e le animazioni. Invece tu sei partita da zero ed è formidabile e va apprezzato. I colori e lo stile poi sono bellissimi ed attira parecchio.

Il risultato è ciò che immaginavi? Di solito vi è sempre un qualcosa che va spostata, cambiata o sostituita, aggiungere od omettere, hai riscontrato questa cosa?

Oh beh si. Il gioco prevede anche una concept art, ammetto che mi sono fatta aiutare da una grafica. Si è basata sulle mie bozze, perché avevo illustrato tutto, come doveva andare, cosa si doveva fare etc. ma di base è tutto mio. Ho assunto poi un aiuto programmatore per rendere il tutto un vero e proprio videogioco. Quindi si, il mio stipendio l’ho usato per il gioco, perché ne valeva la pena, perché mi piaceva e perché era mio. Ovviamente tutti quelli che ho assunto, sono citati nei titoli di coda.

Il risultato in se lo avevo immaginato così, ci sono sicuramente delle cose che cambierò ma più avanti. Anche perché ho una fissa sulla grafica, mi piace come è uscito, anche le persone che stanno giocando alla demo mi fanno i complimenti. Per le cose da aggiungere, farei più animazioni di Freud, ampliare le scelte e doppiare.

Come vedi il tuo futuro dopo questo gioco? Ce ne saranno altri, oppure aggiungerai DLC?

Non ho mai iniziato questo gioco per Hobby, volevo farlo diventare un lavoro. Quindi penso che continuerò su questa strada, spero di avere successo perché ho varie idee che vorrei realizzare. Se anche dovesse andare male continuerei, magari in piccolo ma la strada è questa.

Personalmente posso dire che la tua storia mi piace parecchio, anche come hai sviluppato il gioco, è una cosa totalmente nuova. Hai qualcosa da aggiungere al gioco, magari che invogli più persone a giocarci?

Ti ringrazio, posso dire che vivere in un ambiente così ostile mantenere alto un sogno è molto dura, ma sono contenta di esserci riuscita. Per chi gioca a Freud’s Bones, si devono apettare un’avventura pscicologica ed introspettiva. Una tipologia di gioco che pone domande su se stessi, sopratutto alla nuova generazione, che alle volte non approfondiscono temi complessi. Verrà spiegato tutto in modo frizzante, tramite Freud e farlo aderire alla propria esistenza, è una cosa che ho riscontrato anche io mentre lo studiavo. Spero che questo gioco posa divertire e far riflettere, anche perché vi è sarcasmo e cinismo quindi ci si diverte.

Grazie mille Fortuna, è stato veramente un piacere parlare con te e parlare di questo gioco!

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