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Gaijin Salamander -Recensione

Scritto da Massimo Rosi, accompagnato dai disegni di Ludovica Ceregatti ed i colori di Renato Stefano, Gaijin Salamander è un’opera pubblicata dall’editore Leviathan Labs in collaborazione con la DOUbLe SHOt.

Tra queste pagine verrete catapultati nel magnifico scenario del Giappone feudale, dove i protagonisti sono nientemeno che degli animali antropomorfi parlanti che si muovono all’interno del tramonto dell’epoca delle gesta dell’antica e nobile arte samurai.

Alla base del racconto vi è il desiderio di pace, contrapposto all’assurdità che è la guerra, vista con gli occhi di una salamandra in una terra di rane invasa da lucertole. Si narra, infatti, di uno straniero che combatte in un paese a lui sconosciuto per qualcosa che ritiene più giusto. Contro i propri simili. Gli invasori!

Una graphic novel che rimanda la mente al film de “L’ultimo samurai” (Edward Zwick, 2004), con Tom Cruise, ma è all’opera omerica denominata Batracomiomachia, la guerra dei topi e delle rane, da cui la storia prende la maggiore ispirazione.

Siamo gli ultimi guerrieri, gli ultimi pacifisti di quella scuola, e io lascio la sua eredità nelle tue mani… Sei un Gaijin.

Un’introduzione silenziosa

L’opera prende il via attraverso un narratore, che non c’è dato conoscere.
Un narratore che presenta la struttura di quel mondo, mostrando i personaggi, i loro ruoli e come il gioco al potere ha preso inizio. Un errore. Un piccolo errore, una dimenticanza, che ha originato una sanguinosa guerra. Una guerra alimentata dalla sete di dominio.

Un prologo, che è il primo capitolo, forte, potente dal punto di vista narrativo, da dover fermarsi sopra almeno due volte. Non perché sia difficile, tutt’altro, ma per poter gustare al meglio l’essenza. Una prima attraverso la lettura ed una seconda solamente con lo scorrere dei disegni, in una sorta di racconto per immagini.
Con ciò non voglio assolutamente affermare il fatto che il narratore risulta essere superfluo. Anzi…

Ha l’importante compito di ospitarti in questo tempo, in queste pagine facendolo attraverso l’uso di lezioni essenziali, come un maestro verso il proprio allievo che è il lettore. L’inizio è drammatico, e ha tutte le carte in regola per la realizzazione di un buon prodotto.

“Non è la spada a portare la pace, ma bensì le intenzioni che il suo portatore imprime in essa. Si deve vivere di pace. Si deve vivere di armonia…”

La grafica di un’opera storica

I disegni sono semplici e puliti, ma in alcuni punti sembrano letteralmente essere stati prelevati da una antica pergamena resa disponibile appositamente per l’occasione.
Non mancano le splash page, che quando presenti ti lasciano senza fiato.
Le immagini ti catturano attraverso i paesaggi trasposti ed i colori che vanno dalla vivacità della natura, all’oscurità dell’umanità, rappresentata in questa circostanza da figure di animali antropomorfe, nella quale ogni creatura ha la sua psicologia principale e ruolo, quasi da cliché che categorizza in classi le diverse specie.
I campi di battaglia, presenti all’interno del volume, sono realizzati minuziosamente, con colori che ti trasportano nella scena.

La violenza del progresso

Quella di Gaijin Salamander è una storia matura e cruda. Non si fa problemi a mostrare la ferocia, la malvagità e la violenza.
Il tutto bilanciato dalla voglia di giustizia e di armonia. Significato che spesso va a contrapporsi, ma per la pace occorre passare sempre per una, ultima, mai ultima, guerra.

La narrazione sfrutta la doppia linea temporale, narrando due situazioni connesse tra loro, ma avvenute in momenti differenti. Ma la prima ha portato alla seconda, creando un legame. E queste, quando si fondono in una stessa tavola portano ad un brivido il lettore. Scopo principale è quello di far conoscere il protagonista, mano a mano che la storia avanza, il quale andrà egli stesso a ricordarsi chi era ed il suo vero scopo in questo mondo.

Una guerra civile che sta distruggendo un intero paese ed i propri abitanti. Una guerra per il potere, per il governo della Regione. Un conflitto portato dagli invasori e spacciata per personale. Una guerra per la civilizzazione ed il progresso.

“Tornate dal vostro padrone, prendete le vostre navi e tornate a casa. Noi non vi vogliamo. La nostra cultura non vi vuole e la nostra gente non vi vuole. Andate adesso o capirete la vera essenza di un popolo nato e cresciuto per combattere accogliendo la morte.”

La forza della tradizione e anch’essa fulcro e parte integrante dell’opera, che unisce la cultura propria del popolo all’ideologia delle culture “civilizzate”.

“Non ci interessa niente della vostra cultura,  noi vogliamo il gas, l’oro, le spezie, la seta, l’argento e  tutto quello che il mondo può offrire… il resto non conta niente. Dici che non avete paura di morire? Bene. Allora io vi ucciderò tutti senza nessun rimorso.”

Gaijin Salamander è un’opera di cuore. Sorprendente ed inaspettata.

VOTO

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