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GenPet – Recensione

Esistono una miriade di rapporti d’amore e d’amicizia tra uomo e animale. Ed esistono altrettante opere dedicate ad esse, dov’è possibile trovare la trasposizione di quei sentimenti senza confine che li legano e rispecchiano nel modo più puro, senza compromessi, disinteressandosi da tutto e tutti. GenPet, di Damián e Àlex Fuentes, edito in Italia da Leviathan Labs, non fa eccezione, ma in maniera diversa grazie ad un accento dato alla storia molto intensa.

I Gen Pet, animali geneticamente modificati, creati ad hoc e importati dall’Asia, sono il non plus ultra del momento. È questo il regalo che riceverà Nat, portato a Hong Kong dalla sua famiglia per dare vita a Niko, il suo futuro amico. Suo padre ha una sola condizione: questo Gen Pet dovrà essere in grado di difendere Nat. Ma questa richiesta provocherà in Niko delle pericolose anomalie… Ritornati a New York, l’auto con cui Nat e suo padre stanno tornando a casa viene attaccata. Nat e Niko, rimasti da soli, iniziano la loro avventura, un viaggio tra le strade più pericolose delle Grande Mela, dove avere un amico può fare la differenza…

Scatenare un’animale geneticamente modificato a New York

In GenPet, l’autore, riesce a schematizzare i personaggi caratterizzandoli in maniera superba. Essi funzionano per la storia, e la storia gira grazie all’intreccio narrativo che viene ritmato in maniera piacevole e scandito. Infatti, i canoni utilizzati nei personaggi, da Nat, bambino molto iperattivo di buona famiglia e viziato, alla madre Mina, apprensiva, fino ad arrivare al padre, Robert, dal passato molto oscuro e misterioso. E poi c’è Niko, il GenPet, nonché il nostro personaggio principale attorno a cui gira tutta la narrazione.

Come detto inizialmente, esistono una miriade di rapporti tra uomo e animale, quest’opera che stiamo recensendo riporta su carta il senso del sentimento più profondo che si possa provare verso i nostri amici animali. E se ci si ferma a pensare, è vero. Quante volte ci siamo sentiti soli, vuoti e affranti? Chi possiede un animale sa che in questi momenti, la presenza di un cucciolo, può essere la nostra salvezza.

Ma GenPet porta con se più sfumature. Queste sono il legame di amicizia, il senso di famiglia e la vendetta nel suo senso lato più profondo. Gradualmente, pagina dopo pagina, attraverseremo tutte queste gradazioni; regalando al lettore una bella esperienza di lettura.

L’arte originale e creativa

L’arte, in GenPet, strizza l’occhio al cartoon più moderno e si mixa ad un realismo di cui Fuentes ne è totalmente padrone. Infatti, l’artista prende ispirazione non solo dai fumetti, ma anche da graffiti, art nouveau, fantascienza e “metafisico”. Applicando questo mix, l’artista sviluppa la sua
“voce”. Le colorazioni, dello stesso, sono decisive nel dare caratura alle illustrazioni.

Colori pastello e sfumature che ripercorrono una palette di colori prestabilita. Esempio, in ogni pagina troverete un colore (o più ma che fa parte della stessa palette di gradazione) che ne fa da padrone. Non per questo, grazie a GenPet, Fuentes ha vinto il premio come futuro talento a Valencia presso l’Heroes Comic.

L’edizione fisica, inviataci da Leviathan Labs, rispecchia sempre i canoni di qualità imposte dall’editore. Un Brossurato abbastanza rigido e comodo sia nella presa che nel sfogliarlo. Sempre ottima la scelta della carta e la stampa priva di ogni difetto.

In conclusione, GenPet edito in Italia da Leviathan Labs, scritto da Damián, disegnato e colorato da Àlex Fuentes, è una storia carica d’attenzione stilistica e tecnica. Una trama densa capace di regalare e strutturare temi seri in maniera vera e trasparente. Un’opera che può essere letta da qualsiasi fascia d’età.

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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