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Geppetto: Storia di un padre – Recensione

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La Graphic Novel Geppetto: Storia di un padre edito dalla Bugs Comics racconta il mondo di Pinocchio guardando la storia da un punto di vista completamente diverso, grazie a Gianmarco Fumasoli ai testi, Francesco Dossena ai disegni e Francesco Segala.

“Pinocchio, la classica favola di Carlo Collodi, torna in una forma completamente nuova. Il burattino più amato del mondo vive un viaggio drammatico a tinte horror, attraverso gli occhi di suo padre; un Geppetto fiaccato dagli anni e dalla povertà che, dopo aver perso sua moglie, si trova a sopravvivere grazie all’amore incondizionato per le sue marionette.”

Il fumetto è una totale rilettura a tinte horror, dark e morbose della fiaba di Collodi. Riscritta letteralmente in modo viscerale, Fumasoli mette in secondo piano la figura di Pinocchio, centrando e polarizzando l’immagine di un Geppetto inconsueto rispetto a come lo conosciamo.

“Il pezzo di legno non è semplicemente un pezzo di legno e c’è un motivo se piangeva e rideva come un bambino”

Una continua rielaborazione che avviene, seppure in poche pagine, a ritmi alti. Un crescendo che porta con se ogni tipo di emozione/sensazione. Come un pugno allo stomaco, il lettore viene colpito senza tregua da un turbinio di percezioni: dalla malinconia, all’odio fino ad arrivare alla rabbia che, con il senno di poi, la serenità e la gioia di aver fatto, alla fine la cosa giusta.

Anche in Geppetto: Storia di un padre, la povertà è il fulcro un po’ di tutta la vicenda. Differentemente dal film di Benigni dove “Per Pinocchio la povertà è madre di tutte le ricchezze“, qui la miseria, il bisogno, gli stenti e l’indigenza sono il padre di ogni avversità che si snoda attraverso a situazioni raccapriccianti e grottesche e sicuramente di forte impatto. Geppetto poi, il papà di Pinocchio, è il padre per eccellenza o almeno ci prova ad esserlo…

“Ci sono dei momenti in cui senti di dover restituire alla vita i colpi ricevuti…”

La narrazione è meravigliosamente orchestrata. Non si dice mai troppo più del dovuto. Poche parole coincise che rientrano in uno schema ben delineato, dove non sarà la logicità dello storytelling  o l’arte di narrare a dir si voglia, a colpirvi bensì molto altro…

I disegni di Francesco Dossena, hanno tutto. Barocco, gotico, cartoonesco, moderni e si vestono bene assieme ad uno stile che si apprezza: Europeo, ma non troppo. Le linee dure e il perfetto storyboard, si veste bene con il contesto narrativo. Esse si evidenziano soprattutto nei momenti più tetri ed emotivi. A fortificare l’impatto visivo troviamo le colorazioni di Francesco Segala. Anche qui non c’è un eccesso (scelta evidentemente voluta e dovuta al fine di mantenere la caratterizzazione più oscura dell’opera).

In conclusione, Geppetto: Storia di un padre è un’opera prospetticamente diversa dal suo classico. Il ritmo cresce e accresce pagina dopo pagina in un singolo respiro e motivo e surreale. Un percorso che nel suo compimento risulta straordinariamente insolito, triste e nel contempo bello. Un mix di sensazioni uniche unite all’arte e alle colorazioni all’altezza della particolarità dell’operato. Arrivati alla fine, rammaricati dal fatto che sia finito così brevemente, l’unico input che riceverete del vostro cervello sarà: ancora, ancora.

VOTO

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By Paolo Monticciolo

Tutto tutto, va bene… vi racconto tutto. Quando ero in terza ho copiato all'esame di storia. Quando ero in quarta ho rubato il parrucchino di mio zio Max e me lo sono messo sul mento per fare Mosè alla recita della scuola. Quando ero in quinta ho buttato per le scale mia sorella Heidi e poi ho dato la colpa al cane… Allora mia madre mi mandò a un campeggio estivo per bambini grassi e poi una volta non ho resistito, ho mangiato due chili di panna e mi hanno cacciato” (I Goonies, 1985)

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