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Gli stolti odiano il rosso – Recensione

Gli stolti odiano il rosso

A volte in un fumetto bastano poche pagine per catturare una grande varietà di sfaccettature umane. Lo sa bene est em, che è riuscita nell’intento con Gli stolti odiano il rosso.

Gli stolto odiano il rosso è una raccolta di storie incentrate sull’amore tra uomini, edita in Italia da Dynit Showcase. Nata nel 1981, est em è nota per aver scritto e disegnato molti boys’ love, ma ha anche fatto incursioni in territori seinen e josei. Inoltre in italiano è attualmente reperibile “La donna degli udon”.

L’opera di cui trattiamo in questa recensione sfugge a una classificazione di target univoca. In generale, si rivolge a un pubblico adulto, con scene esplicite e temi maturi. Però alcuni capitoli hanno trovato casa in una rivista boys’ love, Mellow Mellow, mentre altri approdarono originariamente su Gekidan, una pubblicazione rivolta a lettori gay. Vedremo in seguito quali nello specifico.

Il volume si apre con la storia che dà il titolo alla raccolta. Ambientata in Spagna, “Gli stolti odiano il rosso” racconta la passionale relazione tra Mauro e Rafita. Mauro lavora nel macello dell’arena di Las Ventas e sente parlare spesso del giovane torero dallo sgargiante costume rosso, Rafita. Dopo averlo visto in azione, il macellaio rimane affascinato dalla sua figura e comincia così una storia in cui due uomini svelano loro stessi.

Seguono poi tre capitoli autoconclusivi brevi: un calzolaio scopre qualcosa di inedito sul suo partner (“Baby, stamp your foot”), l’incontro turbolento tra un tifoso e un sorvegliante dello stadio (“Tiempos extra”) e infine, la storia di un ballerino raccontata da un anziano scrittore al suo badante (“Lumière”).

PASSIONE E COMPLICITÁ

È stata la passione per la Spagna a spingere est em a realizzare la storia “Gli stolti odiano il rosso.” Il fascino per la terra iberica la portò infatti a fare numerosi viaggi e, in particolare, la corrida, cruda e drammatica, ha sempre suscitato in lei una forte impressione.

Nella vicenda, l’arena è l’anello di congiunzione tra Mauro e Rafita, un luogo dove entrambi vengono a contatto con il sangue. Proprio per le loro esperienze simili, il macellaio e il torero trovano una sintonia. Gli stolti odiano il rosso parla di due individui che si aprono in maniera profonda nei loro incontri carnali. Essi raccontano qualcosa di estremamente umano sulle loro angosce, nelle quali la morte occupa il primo posto.

Tale dettaglio si riflette nel loro rapporto, dominato da una passione quasi animale. Senso di morte e sensualità si intrecciano nelle loro esperienze insieme, dato che, come la morte porta a un abbandono verso l’ignoto, lo stesso si può dire accada con l’unione dei corpi. In un gioco di contrasti, “Gli stolti odiano il rosso” è anche una storia di grande esaltazione della vitalità, come se la consapevolezza della fragilità umana alimentasse la grandezza della vita: senza la vita non può esserci la morte e viceversa. I parallelismi invadono la narrazione, allontanando est em dai canoni del boys’ love. La persona amata diventa uno specchio per conoscere di più sè stessi.

est em lascia campo libero al mondo interiore. Non si sofferma sulle classiche tappe della costruzione di una storia romantica, come la conoscenza reciproca, la consapevolezza dei propri sentimenti, eventuali ostacoli e così via, bensì penetra immediatamente nei vissuti più viscerali. La stessa sensibilità de Gli stolti odiano il rosso si ritrova in “Lumière”. Quest’ultima interseca un piano reale con uno immaginario, poetico, nella fugacità di poche pagine. Si tratta di una lettura criptica, come la prima storia. Entrambe, infatti, presentano dei personaggi sfuggenti, stimolo di riflessione per il lettore.

La provenienza dalla stessa rivista, Mellow Mellow, ci offre una possibile ragione per quanto riguarda la somiglianza nelle atmosfere. “Baby, stamp your foot” e “Tiempos extra”, invece, hanno un’impostazione differente ed entrambe furono pubblicate originariamente sulla rivista gay Gekidan. In questo caso il tono è leggero e la lettura immediata, anche per quanto riguarda i messaggi che questi capitoli vogliono trasmettere.

In “Baby, stamp your foot” emerge il tema della complicità e della fiducia in una relazione duratura. Mentre in “Tiempos extra”, invece, bastano pochi sguardi per creare una grande chimica tra due sconosciuti e l’attrazione fisica risulta più comunicativa delle parole stesse.

UNO STILE INCONFONDIBILE

Lo stile di est em è molto personale, con un tratto netto e spesso sopra tante vignette bianche. È uno stile sobrio, anche grezzo, che punta all’essenziale. Le linee sono irregolari, ma tracciate con abilità, creando un risultato ricercato ed elegante. Gli uomini rappresentati sono lontani dai giovani idealizzati, dalle linee sottili e pulitissime di opere di pregio del boys’ love. Possiamo vedere peli corporei e i segni del tempo. In tutte le storie troviamo personaggi molto credibili, con una corporatura definita e rappresentata nella sua unicità.

Non sono presenti tanti sfondi nelle tavole, ma quando compaiono degli elementi architettonici, essi restituiscono la giusta atmosfera. Viceversa, non manca un’attenzione grafica rivolta ad alcuni dettagli, come un paio di scarpe, un tatuaggio o le sontuose cuciture dei costumi da torero, elementi importanti per la trama o comunque per la caratterizzazione dei personaggi.

ABBATTERE LE BARRIERE

All’interno di uno stile omogeneo, così riconoscibile, è apprezzabile la varietà di sfumature e toni utilizzata per raccontare relazioni tra uomini. Si passa dalla giocosità alla poesia, da incontri fugaci a relazioni solide. Questo è il bello di est em, la sua capacità di creare storie realistiche, ambientate in scenari originali. Inoltre, in tutte le storie vengono scardinati degli stereotipi maschili ancora abusati in tante narrazioni, aspetto che arricchisce il valore della raccolta.

Con Gli stolti odiano il rosso, est em ci offre una grande prova del suo talento. Questa raccolta di storie tra uomini celebra il desiderio nella sfera della mente e del corpo, sotto forma di tensione o complicità. Sono storie in cui i personaggi trovano una dimensione autentica, trovano altri esseri umani con cui condividere fantasie nascoste e intimi desideri. Il volume rappresenta qualcosa di inusuale, per non dire esotico, nel genere boys’ love e per questo è in grado di invitare potenziali lettori che non amano questo tipo di storie sentimentali, ma sono comunque alla ricerca di un manga che parli alla pancia e stimoli anche la testa.

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By Marianne Romani

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