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Godzilla: la guerra dei 50 anni – Recensione

Godzilla - La guerra dei 50 anni

Oggi, noi di Playhero.it vi parleremo di Godzilla: la guerra dei 50 anni.
L’opera, che si compone di cinque capitoli, è stata scritta e disegnata da James Stokoe, originalmente pubblicata da IDW ed edita in Italia da Saldapress.

L’editore italiano ci propone questa Graphic Novel in un’edizione da collezione di qualità superlativa, arricchita non solo dalla cover gallery, riflessioni e dallo sketch book dello stesso Stokoe, ma da una prima e una quarta di copertina con effetti speciali in lucido, che attirano il lettore già dalla sua entrata in fumetteria.

Saldapress introduce l’opera al lettore cosi:
Siamo nel 1954 e il Tenente Ota Murakami è sul campo di Battaglia nel momento in cui Godzilla fa la sua prima comparsa in Giappone. Ha inizio così un’ossessione lunga 50 anni.

Prima di parlare dell’opera in sé, è bene fare qualche lieve premessa. Tutti conoscono Godzilla, il lucertolone sputa radiazioni di origine nipponica, apparso per la prima volta nell’omonimo film giapponese nel 1954. Da lì in poi vi fu un vero e proprio fiume cinematografico sullo stesso e sugli altri mostri (kaiju) alcuni venuti dallo spazio, generalmente suoi avversari ma talvolta anche suoi alleati.

Il fenomeno cinematografico di Godzilla, portatore di distruzione e morte nelle città generalmente ad alta densità di popolazione, ha fatto anche il suo approdo nel mercato statunitense. Per citarne soltanto alcuni ricordiamo l’omonimo film del 1998, il film “Shin Godzilla” del 2016 e “Godzilla II- King of Monsters” del 2017.

Godzilla è entrato di tutto diritto nell’immaginario pop moderno.

James Stokoe vuole – e ci riesce – celebrare il Re dei Mostri con una Graphic Novel “on the road” avvincente. Dal retrogusto nipponico e piena di “easter eggs” cinematografici che lasciano quel piacere di un certo spessore. La storia inizia nel 1954, anno in cui, oltre a far la sua prima apparizione cinematografica, Godzilla appare in Giappone, distruggendone la capitale.

Ad affrontarlo sul campo ci sarà il Tenente Ota Murakawa, giovane militare che, dopo quel primo incontro/scontro, diverrà ossessionato dalla lotta ai mostri, facendone il sui leit motif per quasi cinquantanni. Ognuna delle cinque parti racconta, infatti, un diverso incontro con il Re dei Mostri in una diversa parte del globo.

Se nel 1954 il primo incontro si è tenuto a Tokyo, il 1967 sarà l’anno del Vietnam (in pieno conflitto con gli Stati Uniti), per poi passare al 1975 in Ghana, al 1987 a Bombay, e infine al 2002 ai confini del mondo in Antartide.

Ossessione del Tenente Murakami è quella di sconfiggere una volta per tutte il Re dei Mostri.

Questo lunga caccia a Gojira, tuttavia non sarà soltanto un’ossessione lunga mezzo secolo, ma sarà un viaggio di introspezione dello stesso Ota, il quale progredendo nel corso degli anni avrà maggiore consapevolezza sia del mostro che di se stesso, fino a giungere alla meritata catarsi.

Se Godzilla: la guerra dei 50 anni può essere letto come un viaggio introspettivo di Ota Murakami, è anche vero che lungo questo viaggio il distacco tra uomo e mostro, accentuatissimo nel 1954, verrà man man scemando, quasi ad annullarsi del tutto nell’atto finale.

Tale viaggio introspettivo nel corso dell’opera viene agevolato dalla doppia tecnica narrativa adottata dallo stesso Stokoe. Se infatti gli scontri mozzafiato, impattanti e coinvolgenti tra l’AMF (Anti- Megalosaurus Force) e i vari mostri ci vengono raccontati in terza persona, quasi come fossero l’ennesima pellicola cinematografica sul soggetto, per le didascalie Stokoe usa un approccio diverso.

Leggendo, viene quasi da chiedere se le didascalie che troviamo altro non siano che le memorie personali e gli appunti che Ota Murakami ha segnato nel corso del tempo e degli avvenimenti. Tale approccio ha il pregio di creare un enorme legame empatico tra il lettore e Ota, creando quell’impressione di tenere in mano queste memorie di Ota.

Non soltanto troverete i numerosissimi kaiju che si sono incontrati e scontrati con lo stesso Godzilla nel corso degli anni, tra cui Megalon, Mothra, Rodan, Battra, Space Godzilla, King Ghidorah e cosi via, ma anche citazioni ad armi, personaggi e antagonisti dei vari film.

La storia è costellata di citazioni alla lunga cinematografia sul personaggio.

Non è un caso che il nome di uno degli antagonisti (si! in una storia con dei mostri giganti c’è spazio anche per degli antagonisti) altro non è che la crasi dei cognomi Devlin e Emmerich: nonché dei due registi del film statunitense del 1998.

La una narrazione è avvincente. Come detto, crea un legame empatico e solidale con il lettore. Vi sono i bellissimi disegni dalla mano dello stesso Stokoe.
Uno stile unico e non ripetibile con cui disegnare questa bellissima opera.
Lo stile di base è occidentale ma nasconde un retrogusto visivo nipponico e quasi da manga.

Lo stile di Stokoe è speculare alla storia Wolverine: Snikt! di Tsutomu Nihei.
Ovviamente, Stokoe, rappresenta uno stile tutto suo nel rispetto della nona arte nipponica. Situazioni scenari e personaggi principalmente orientali, tra cui spiccano Ota Murakami (che in alcuni tratti ricorda il Kaneda di “Akira”) e ovviamente lo stesso Godzilla. L’aspetto del Re dei Mostri, inoltre, omaggia quello del “Godzillone pupazzone” più classico dello Studio Toho.

Con soluzioni grafiche di indubbio impatto visivo, l’opera abbonderà di splash pages quasi a inneggiare alla grandezza e alla distruttività dei kaiju.
Innovativa è la soluzione con cui Stokoe vuole rappresentare il terribile verso di Godzilla. Come viene spiegato negli extra presenti al termine del volume, l’autore opta per ricalcare l’immagine all’oscilloscopio (spettro acustico) del ruggito del nostro lucertolone cinematografico. Una soluzione innovativa, meritevole di pregio e che rievoca bene l’irripetibile verso nella mente del lettore.

Ma quel che identifica graficamente Stokoe è la ricerca morbosa e smodata per i particolari, senza gravare particolarmente sull’impatto visivo della tavola.
Al lettore sarà possibile contare le scaglie sul viso, quanti aculei abbia sul dorso Anguirus, o vedere quante finestre di un edificio in piena rovina siano aperte, distrutte o chiuse.

Volendo concludere, Godzilla: la guerra dei 50 anni è un piccolo gioiellino. Targato IDW e portato in Italia da Saldapress, che merita la lettura di tutti. L’opera ha il pregio di essere ben comprensibile. Soprattutto ben godibile da coloro che sono meno avvezzi a seguire la controparte cinematografica, o semplicemente non apprezzano il genere dei kaiju.

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