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Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini – Recensione

Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini è il primo volume della trilogia de “I fratelli Montague” di Mackenzi Lee. È stato portato in Italia da Mondadori OscarVault per la collana Oscar Fantastica in un unico volume che contiene anche il suo seguito Guida ai Pizzi e alla Pirateria per Giovani Gentildonne e la novella Guida alla fortuna in amore per Giovani Gentiluomini.

Henry “Monty” Montague è un giovane lord inglese bisessuale, un ragazzo particolarmente avvezzo al gioco d’azzardo, all’alcool, e alle relazioni occasionali. Poco gli importa se le sue passioni non sono adatte al suo ruolo in società.

La disapprovazione di suo padre e l’ennesima espulsione da uno dei collegi più prestigiosi d’Inghilterra, però, lo metteranno davanti ad un ultimatum: una volta terminato il suo Grand Tour dovrà assumersi le sue responsabilità di lord oppure verrà diseredato. Sarà così che comincerà il suo viaggio in Europa in compagnia del suo migliore amico Percy, di cui in realtà è perdutamente innamorato, e di sua sorella Felicity.

Le cose cominceranno a complicarsi già durante la loro prima tappa, a Versailles, dove Monty, dopo essersi intrufolato nello studio del Primo Ministro Francese, ruberà una misteriosa scatolina che a quanto pare contiene un enorme segreto. Quello che doveva essere un meraviglioso viaggio si trasformerà così non solo in un incubo, ma anche in una vera e propria avventura, tra pericolosi briganti, pirati, tombe nascoste e situazioni bizzarre.

L’aspetto più interessante di questo libro è sicuramente la presenza di tanta rappresentazione e diversità in uno sfondo storico, che è quello del 1700, in cui certi aspetti venivano letteralmente condannati. Mackenzi Lee ha infatti la capacità di trattare temi estremamente importanti attraverso la creazione di personaggi memorabili che si raccontano in modo semplice e diretto.

Il libro è narrato in prima persona dal nostro protagonista, Monty, un personaggio che inizialmente potrebbe risultare odioso. Infatti non solo è estremamente melodrammatico, ma anche egocentrico, imprevedibile e davvero immaturo. Nonostante questi difetti, che vengono messi in risalto soprattutto all’inizio della storia, Monty risulta anche incredibilmente umano.

Si tratta infatti di un ragazzo che subisce forti violenze sia psicologiche che fisiche da parte di suo padre, che non riesce ad accettare soprattutto il fatto che suo figlio sia attratto anche dagli uomini. Per questo Monty getta i suoi dispiaceri nell’alcol e nel gioco o tra le braccia di donne e uomini.

Percy è il migliore amico di Monty, si tratta di un ragazzo di etnia mista cresciuto in una famiglia inglese. Dopo la morte del padre è stato infatti allevato dagli zii che hanno sorprendentemente deciso di occuparsi di lui. Benché la schiavitù non fosse legale in quel periodo Percy si trova a vivere in una società in cui è estremamente difficile per persone di etnia mista trovare impiego e viene trattato spesso quasi fosse un’attrazione, un fenomeno da baraccone che le persone dell’alta società trovano strano e affascinante.

Ma Percy non è solo discriminato per via del colore della sua pelle, ma anche in quanto affetto da una grave patologia, l’epilessia, conosciuta a quei tempi come “mal caduco”. Nonostante si tratti di una malattia studiata fin dai tempi antichi, l’epilessia è stata considerata per molto tempo un male spirituale dovuto alla possessione demoniaca. Gli epilettici venivano non solo discriminati, ma anche considerati pazzi e rinchiusi in manicomi.

Infine abbiamo Felicity, sorella minore di Monty, una ragazza appassionata di medicina che passa il suo tempo a leggere libri di anatomia nascosti dietro le copertine di romanzetti rosa. Felicity rappresenta il desiderio di emancipazione della donna in un mondo in cui non solo non era possibile per il “gentil sesso” dedicarsi allo studio, ma era assolutamente impensabile che una donna lavorasse.

Il suo personaggio verrà approfondito meglio nel secondo volume della trilogia “Guida ai Pizzi e alla Pirateria per Giovani Gentildonne” di cui sarà la protagonista e la voce narrante e dove verrà approfondito un altro aspetto che la caratterizza, l’essere asessuale. Non è difficile capire quanto sia complicato per lei vivere in un mondo che le sta così stretto.

Sarà semplice per ciascun lettore riuscire quindi ad identificarsi con almeno uno di questi personaggi. La cosa interessante è che Mackenzi Lee nonostante scelga di trattare temi spinosi lo fa in modo semplice e comprensibile. “Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini” è uno Young Adult, un libro quindi rivolto ad un pubblico giovane con cui l’autrice riesce a comunicare con facilità.

Il suo stile di scrittura non solo è scorrevole, ma anche divertente, infatti riempie la narrazione di battute ironiche e siparietti che sicuramente rendono la lettura leggera e che spingono il lettore ad affezionarsi ai personaggi che si trovano a dover affrontare una sventura dietro l’altra.

“Siamo ceramica crepata e riparata con lacca e foglia d’oro; siamo interi così come siamo, completi l’uno per l’altro”.

Tra le pagine di questo libro il lettore conosce Monty, Percy e Felicity anche attraverso il rapporto che hanno l’uno con l’altro.

Come già accennato Monty è innamorato di Percy, ma non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi per paura di distruggere la loro amicizia. Tra l’altro è una persona egocentrica e non riesce quasi mai a preoccuparsi dei problemi altrui. Non conosce tutto della vita del suo migliore amico, per esempio non è consapevole della sua malattia, e il Grand Tour servirà ad entrambi non solo per consolidare la loro relazione, ma anche per metterla alla prova.

Il rapporto tra Monty e Felicity è molto realistico. Si tratta di due fratelli che hanno passato la maggior parte della loro vita ad ignorarsi, sembra quasi che non riescano a sopportare l’uno la vista dell’altra, eppure in questo viaggio si scopriranno e impareranno a fidarsi reciprocamente.
I personaggi crescono tutti pagina per pagina, cambiano e migliorano.

“La nostra amicizia è meravigliosamente facile, fatta com’è in parti uguali di silenzi piacevoli e delle mille cose che abbiamo sempre da dirci.”

Un elemento negativo del libro è sicuramente il World-Building. L’autrice infatti preferisce concentrarsi più sulla storia che sui luoghi in cui i personaggi si muovono. Alcuni tra i luoghi visitati sono Barcellona, Marsiglia e Venezia, ma i personaggi sono sempre troppo impegnati a scappare dai guai per soffermarsi su queste meravigliose città europee.

La storia non annoia mai, risulta quasi impossibile mettere giù il libro, alla fine di ogni capitolo si ha voglia di sapere cosa succederà dopo, ci sono momenti di estrema tensione, e anche momenti di dolcezza e introspezione che intrattengono continuamente il lettore.

Un elemento inaspettato è stato sicuramente l’alchimia, che ha trasformato “Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini”  da romanzo storico a fantasy, riuscendo ad arricchire ancor di più la narrazione che era già di per sé interessante ed incalzante.

Mackenzie Lee ha infine anche aggiunto una piccola appendice chiamata “Nota dell’autrice” in cui ha approfondito i temi già trattati all’interno del volume, spiegando in cosa consistevano i Gran Tour, qual era la situazione politica nel 700, com’era vista l’epilessia a quei tempi, quali erano i rapporti interraziali nell’Europa settecentesca e qual era la cultura queer del periodo.

Aggiungo una menzione speciale per la novella “Guida alla Felicità in Amore per Giovani Gentiluomini” presente nel volume, che è un racconto su Monty e Percy davvero divertente.

In conclusione “Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini” è un libro adatto a tutti, ma soprattutto a chi cerca un romanzo storico, con un pizzico di Fantasy, divertente, coinvolgente e scorrevole. Un libro che tratta temi molto importanti, ricco di rappresentazione e di diversità.

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