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Harukaze no étranger: l’étranger du zephyr vol. 1, 2 – Recensione

Harukaze no étranger

Dalla morbida penna di Kanna Kii nasce nel 2014 Harukaze no étranger – l’étranger du zephyr, sequel di Umibe no étranger – l’étranger de la plage. La serie, pubblicata nel nostro Paese da Flashbook edizioni, in Giappone è giunta al quarto volume, ma è ancora in corso. La relazione fra Shun e Mio, nata fra le pagine di Umibe, vede in Harukaze il suo diretto proseguimento. 

Dopo anni trascorsi su una piccola isola di Okinawa, e dopo aver saputo della malattia di suo padre, Shun decide di tornare a casa. Mio è pronto ad accompagnarlo a far visita a suoi genitori. Arrivati nell’Hokkaido, Shun scopre che non è semplice riprendere rapporti interrotti ormai da anni. Conosce Fumi, un fratellino di cui ignorava l’esistenza, e trova nel padre un’ostilità non ancora sopita. Shun e Mio, tuttavia, decidono di restare per fare in modo che il primo possa riprendere a frequentare la propria famiglia. 

Pensavo… che sono felice di essere tornato a casa.

Slice of life: non c’è espressione che meglio si adatti a descrivere Harukaze no étranger. Che cosa descrive questo titolo, se non la vita quotidiana di una giovane coppia di ragazzi innamorati? 
Shun e Mio, tornando a vivere a casa del primo, affrontano le problematiche che la convivenza con i propri familiari sempre comporta. Ogni componente della famiglia vive le proprie insicurezze e cerca di far valere le proprie ragioni, che inevitabilmente dipendono anche dagli altri.

Ogni personaggio vive il proprio turbamento credendo di non essere compreso dagli altri, erroneamente pensando che il suo sia più profondo o più motivato di quello altrui. I comportamenti del padre di Shun, di sua madre che tenta di tenere unita la famiglia, di Fumi che è vivace e curioso si ripercuotono su Shun e Mio. I due protagonisti devono inoltre fare conti con la loro relazione e con le rispettive realizzazioni professionali.

È ciò che si vede in Harukaze no étranger: non soltanto la relazione fra due ragazzi dello stesso sesso, ma anche le conseguenze che la rivelazione dell’omosessualità ha causato sul nucleo familiare, sconvolgendone gli equilibri. 

Io non ho una famiglia. Adesso… voglio stare con Shun. Ecco perché sono qui.

La caratterizzazione dei personaggi è ben delineata. Si adatta e va di pari passo con la gradualità della storia. La trama di Harukaze no étranger è una narrazione che si prende il suo tempo, senza forzare i ritmi naturali dei personaggi. Quelli che possono essere definiti secondari – i protagonisti restano sempre Shun e Mio – sono tuttavia di grande rilevanza per lo svolgimento della trama.

La loro costante presenza arricchisce le esperienze dei protagonisti e contribuisce a rendere più ricca la storia in generale. A differenza di Umibe, in Harukaze no étranger non ci sono più solo Shun e Mio. Doversi relazione con i genitori di Shun, con Fumi e con Sakurako è utile anche a mostrare aspetti e lati della personalità di Shun e Mio che senza altri personaggi sarebbe stato impossibile vedere – come la crisi esistenziale cui va incontro Shun o la gioia di Mio di ritrovarsi, finalmente, in famiglia.

Io, in tutta la mia vita… non sono mai stato così felice.

I fan più affezionati di Kanna Kii si saranno resi conto che Harukaze no étranger è una tipologia di storia che si differenzia da quelle a cui l’autrice si è dedicata in precedenza. Lo si deduce prima di tutto dalla sua lunghezza. Si è detto, all’inizio della recensione, che in Giappone l’opera è ancora in corso, e che al momento conta quattro numeri. Eccezion fatta per Harukaze no étranger, Kanna Kii ha sempre prediletto volumi unici.

E, nonostante lei abbia la capacità di saper bene equilibrare una storia anche avendo a disposizione un volume autoconclusivo, Harukaze no étranger si contraddistingue per la pacata lentezza con cui le vite dei personaggi scorrono. La gradualità e il ritmo lento della vita sono alcune delle caratteristiche dell’opera, che la rendono peraltro molto verosimigliante. 

Il sesso e tutto ciò che è correlato alla sfera sessuale è un’altra componente di Harukaze no étranger che lo distacca dalle altre opere dell’autrice. Così come avvenuto anche in Umibe no étranger, Shun e Mio sviluppano la loro relazione anche dal punto di vista sessuale. Le scene esplicite si trovano in numero maggiore rispetto, ad esempio, a Qualia under the snow o a Va tutto bene. Pur essendo presenti censure, queste ultime non impediscono di percepire l’importanza che gli atti sessuali hanno per i due ragazzi – alcuni dei quali danno luogo a simpatici siparietti comici con il piccolo Fumi. 

La naturalezza con cui l’autrice affronta il tema del sesso, mettendo in luce anche i suoi aspetti possibilmente difficoltosi, è uno degli elementi che contribuisce ad avvicinare Harukaze no étranger alla vita reale. 

Alla fine sei stato a rivolgermi la parola. Come se fosse destino.

Il morbido tratto di Kanna Kii conferisce dolcezza alla narrazione. Gli sfondi, le ambientazioni, gli oggetti e gli animali disegnati interamente a mano donano alle tavole un sentore di completezza e ricchezza. I dettagli la fanno da padrone, lo sguardo del lettore viene catturato ad ogni cambio di scena, complice la grande attenzione prestata ai paesaggi e alle vedute. Le copertine, uniche parti a colori dei volumi, sono riccamente dettagliate sia sulla parte anteriore che su quella posteriore. La tendenza dell’autrice a tratteggiare i suoi personaggi in maniera molto dolce e quasi “infantile” potrebbe tuttavia non incontrare il gusto di più di qualcuno, sebbene questa sia una delle cifre stilistiche che meglio la contraddistingue.

Harukaze no étranger è un modo veritiero e realistico di dipingere la vita quotidiana, un’opera che mostra maturità e sensibilità, affrontando temi delicati come la famiglia, il coming out, le crisi esistenziali. Senza rinunciare a una dose di dolcezza, Kanna Kii affresca uno spaccato di vita che potrebbe essere simile, più o meno, a quello vissuto da qualcuno di noi.

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