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Heaven – Recensione

Heaven

La piaga del bullismo è purtroppo un argomento sensibile per tutti, soprattutto per gli abitanti del Giappone. In Heaven, edito per noi da Edizioni E/O, Mieko Kawakami, famosa per il suo Seni e Uova, riesce a narrare in maniera schietta e dolorosamente diretta le violenze che subiscono due giovanissimi ragazzi delle scuole medie e tutta la sofferenza e le ferite che questi atti disumani provocano su di loro.

In Giappone questo fenomeno, che prende il nome di ijime, è sfortunatamente molto diffuso. Troppo spesso un gruppo di ragazzi decide di prendere di mira uno o più compagni di classe. A subire angherie e vessazioni sia verbali che fisiche sono quei soggetti più fragili che molte volte non hanno modo di reagire e difendersi. Nella maggior parte dei casi queste azioni sono circondate dall’assordante e pericolosa omertà dei compagni di classe e degli insegnanti.

Il protagonista è un ragazzino delle scuole medie che giornalmente subisce del bullismo da parte di alcuni compagni di classe. Occhi Storti, questo è l’unico appellativo con cui viene chiamato, è costretto a subire qualsiasi tipo di violenza da ragazzi della sua età che non sembrano minimante pentiti del dolore che causano. L’unica sua  consolazione sono i biglietti che un giorno inizia a ricevere da Kojima, una sua compagna di classe che, come lui, viene vessata dalle altre ragazze che la accusano di essere troppo trasandata. Tra i due nasce un’amicizia, inizialmente solo epistolare, che darà alle vite di entrambi quel sollievo e quella spensieratezza che troppo spesso gli viene strappata. I due saranno il conforto e il porto sicuro l’uno dell’altra in un mondo che sembra volerli spezzare e schiacciare.

Io vivo nell’angoscia tutti i giorni. Sono in uno stato di ansia perenne. Insomma, i momenti in cui mi sento un po’ sollevata e felice sono sporadici e durano sempre troppo poco”.

In Heaven l’incredibile penna di Mieko Kawakami trasporta il lettore nella vita di due giovani adolescenti che sono continuamente bullizzati dai propri compagni di classe. Il protagonista viene chiamato Occhi Storti e per tutta la narrazione non veniamo a conoscenza del suo vero nome. Come se la caratteristica dei suoi occhi, ovvero il motivo principale per cui viene preso di mira, fosse l’unico aspetto determinante per lui. Come se la sua persona venisse definita solo da questo particolare. E’ infatti a causa del suo strabismo che gli altri lo prendono costantemente di mira rendendo la sua vita scolastica un vero e proprio inferno in terra.

Occhi Storti è un ragazzo solitario, ferito in maniera profonda da tutti i terribili e atroci atti che subisce quotidianamente. Nessuno sembra accorgersi delle angherie che riceve e lui si porta sulle spalle questo peso giorno dopo giorno. Una mattina però trova una lettera ricevuta da una sua compagna di classe in cui c’è scritto “Io e te siamo uguali”. Colto da un’iniziale titubanza, convinto che si tratti dell’ennesima presa in giro, Occhi Storti non risponde ma le lettere continuano ad arrivare. Presto scoprirà che la mittente è Kojima, una sua compagna di classe, anche lei costantemente bersagliata dalle ragazze della classe a causa del suo aspetto trasandato e poco curato.

“A scuola fingevo che non esistesse, perché tra quelle pareti c’era solo sofferenza e ormai il nostro mondo era un altro”.

I due giovani iniziano una corrispondenza epistolare fatta di lettere e bigliettini scritti di nascosto. Per la prima volta nella loro esistenza entrambi riescono a trovare conforto e gioia in un’altra persona e questi momenti sono gli unici attimi felici della loro vita, scolastica e non. Un giorno decidono di incontrarsi finalmente dal vivo per parlarsi e provare a trovare quel sollievo che non riescono a ottenere. I due giovani non discutono quasi mai direttamente dei maltrattamenti che subiscono anche se più volte affrontano il discorso cercando di trovare un senso e un perché a quello che gli succede. A scuola fingono di non conoscersi e continuano a subire e sopportare tutte le cattiverie dei propri compagni.

In Heaven Mieko Kawakami è bravissima nel raccontare la piaga del bullismo scolastico e tutte le ferite, sia fisiche che dell’anima, che questo fenomeno comporta. Sono narrati in maniera diretta, senza risparmiare dettagli, i numerosi atti riprovevoli e agghiaccianti che i due giovani subiscono costantemente. E’ inoltre terribilmente assordante il silenzio omertoso dei compagni ma soprattutto degli insegnanti. Le figure guida della scuola sono completamente assenti e sembrano non accorgersi, o non volersi accorgere, di quello che succede nelle loro classi. Gli stessi compagni di classe non intervengono mai in difesa dei due.

Occhi Storti e Kojima sono però riusciti a costruirsi un loro mondo fatto di amicizia, parole gentili e comprensione. Un mondo in cui, insieme, cercano di alleviare quella sofferenza sia fisica ma soprattutto mentale che non li abbandona mai. Riescono a mettere a nudo le ferite della loro anima e provano a guarirle stando semplicemente insieme. Per la prima volta scoprono la magia dell’avere un amico al proprio fianco pronto ad ascoltare e a non ferire.

“Qual è il senso di tutto questo? Per loro noi siamo solo uno sfogo”.

Attraverso dialoghi sempre molto lunghi che rasentano quasi il pensiero filosofico, i due cercano di sopravvivere a un mondo che sembra volerli spezzare. Occhi Storti in particolare avrà un dialogo quasi surreale con uno dei suoi aguzzini in cui, chiedendogli il perché i ragazzi sono così crudeli con lui, si sentirà rispondere che è tutta una questione legata al caso e che semplicemente loro fanno quello che vogliono perché in quel momento lo vogliono. Non ci sono motivi reali dietro alla loro cattiveria. Non c’è un senso per la loro sofferenza. Succede e basta.

Il finale di Heaven è altrettanto forte come tutto il romanzo e lascia il lettore con diverse incognite. Lo stile di scrittura della Kawakami è molto preciso e dettagliato quando si tratta di narrare gli abusi subiti dai due protagonisti. Molte scene di bullismo sono difficili da leggere e da affrontare. Ha sicuramente osato molto quando si tratta dei dialoghi e dei flussi di coscienza dei due protagonisti soprattutto quelli di Kojima. Anche la conversazione che Occhi Storti ha avuto con uno dei suoi bulli rasenta il filosofico ed è incredibilmente elaborata e complessa per essere espressa da un ragazzino delle medie.

In conclusione Heaven è un libro che con il suo stile di scrittura riuscirà a smuovere l’animo dei lettori portando a numerose riflessioni personali. Una storia cruda e a tratti violenta ma che parla anche del conforto fondamentale che l’amicizia ha sulle persone. Una denuncia sociale e un grido per fare in modo che situazioni come questa non si ripetano mai più in nessun luogo.

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By Alice Danti

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