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Helter Skelter – Recensione

Helter Skelter

“Io sarò felice ad ogni costo. Altrimenti, voi tutti affonderete all’inferno con me! Altrimenti, cazzo, creperemo tutti come cani.”

When I get to the bottom I go back to the top of the slide where I stop and I turn and I go for a ride till I get to the bottom and I see you again…

Una schitarrata elettrica super distorta e la voce urlante e gracchiante arrivano come una sciabolata. Paul McCartney in pochi secondi inventa il noise, il metal, insegnando ai posteri rabbia e disperazione in musica.

Helter Skelter, s’intitola così la canzone dei Beatles, è anche un manga Josei di genere horror psicologico, scritto da Kyoko Okazaki tra il 1995 e il 2003, autrice famosa per Pink, entrambe opere edite nella collana Dynit Showcase. Ascoltando la canzone dopo aver letto il manga, il parallelismo con la vita di Ririko è efficace: Helter Skelter è il continuo scivolare e rialzarsi in uno stato di confusione costante.

Un successo di plastica

Ririko è una star della Tv, una fashion model, una cantante, una showgirl a tutto tondo. Per poter lavorare nel mondo dello spettacolo si è sottoposta a una serie di operazioni di chirurgia plastica e a cure di bellezza. “Lei di naturale ha giusto le ossa, i bulbi oculari, le unghie, i capelli, le orecchie e là sotto”, per il resto è completamente rifatta dalla testa ai piedi.

È intrappolata per suo volere in una tela della perfezione ordita dalla direttrice della sua agenzia che chiama “mammina”, una talent scout che modella e manipola Ririko trasformandola in una copia di sé stessa da giovane. Non appena però gli effetti delle operazioni a cui si è sottoposta iniziano a svanire, la pelle si squama, si rovina, dando il via a una sensazione sia nella donna che nell’intera opera di un decadimento sia strutturale che mentale.

Intorno a Ririko si crea un team di persone, il truccatore Kin-chan, che ha il talento di coprire le imperfezioni e la “manager/assistente” Hada che ricoprirà il ruolo di schiava personale della diva, che ne scoprono la verità, ancora nascosta al grande pubblico.

Helter Skelter: Decadance

Il mondo dello show business richiede sacrifici per rimanere sempre sotto ai riflettori, anche concedersi sessualmente a produttori per ottenere la parte in un film, vecchi bacucchi che approfittano della giovane carne. Una rincorsa al successo nei gangli della corruzione, nella società dove il bello è magro, è gambe sottili e dita affusolate, è pelle liscia e bianca, è sorriso smagliante e capelli lucidi.

Più il suo corpo decade e saltano fuori altre giovani starlette (idol minorenni…) che infuocano la stampa di settore, più Ririko sente la vecchiaia avanzare. Il dover sottoporsi nuovamente a operazioni di chirurgia anche dolorose, che funzionano solo temporaneamente, la spaventa. Inizia a percepire di avere la data di scadenza come lo yogurt e pianifica di sposarsi con il suo amante di turno, un ricco figlio di papà così da assicurarsi la pensione.

Ma il mondo del business anche qui le volterà le spalle, arrecandole nuovamente uno scompenso paragonabile al disturbo psichiatrico. Tra la disperazione, la mancanza di affetto e la noia, il suo fascino “eterno” coinvolge anche gli altri nella sua instabilità, come la schiava Hada e il suo fidanzato, obbligati a lasciarsi andare in eccessi, tradimenti e perversioni, succubi di tale carisma; un rapporto malato che porterà anche a risvolti ben più rilevanti per la trama.

Come lo è anche l’arrivo sulla scena di Kozue Yoshikawa, giovane 14enne, bellezza  naturale che le ruba subito la scena e con cui Ririko entra immediatamente in competizione, provando gelosia per un corpo così naturalmente perfetto.

Una deviazione sul giallo

In parallelo alla vita di Ririko, Helter Skelter racconta la storia di Asada, un procuratore di giustizia che indaga sulle cliniche di chirurgia estetica e sull’utilizzo di ormoni di feti e sulla pratica di aborti illegali con esportazione dell’utero a donne non consenzienti. Le stesse cliniche dove si approvvigiona Ririko e tutte quelle donne che si sono sottoposte a speciali trattamenti di bellezza.

Ma il mantenimento di tale bellezza è talmente oneroso da portare altre pazienti, in seguito al deturpamento fisico, al suicidio. Tanti piccoli pezzi di un puzzle che volgeranno la lente del procuratore ad investigare anche su Ririko.

Un mondo di luci e ombre

Così come Ririko sente di dover mostrare un corpo bello da vedere all’esterno ma marcescente all’interno, così lo show business si dimostra ancora affetto da meccaniche culturalmente deviate, corruzione e apologia degli eccessi. Scintillante agli occhi del pubblico, questo tanto decantato immaginario di perfezione è solo una patina di finzione che nasconde storie di disagio e di condizioni patologiche, benzina per alimentare scandali tanto cari alla stampa rosa.

La protagonista bramosa di attenzioni e successo, perfettamente al centro del disagio, si trova a dover sostituire la sua stessa personalità con quella ampiamente richiesta dalla massa. Si viene a creare un dualismo tra individuo e corpo dove quest’ultimo diventa scafandro, un contenitore vuoto e ovattato, dove si spengono le urla di disperazione e dolore.

L’impossibilità di Ririko di esprimersi in modo naturale come individuo, anche per colpa dell’abuso di medicinali, nel tempo si radicalizza in comportamenti eccessivi e assurdi in preda a deliri di onnipotenza. L’Helter Skelter è proprio questo, il continuo su e giù, i piccoli momenti di lucidità intervallati con esagerazioni e follie mixati a un fascino e un carisma da diva che esplodono in comportamenti che soverchiano anche il limite della legalità.

La direzione artistica di Helter Skelter

In piena controtendenza rispetto al tema della bellezza, il tratto della Okazaki è super minimalista, nervoso, quasi “brutto”, eppure profondamente potente perché coadiuvato da una capacità di regia fuori dal comune. Il nudo non è sexy, i tratti accennano appena alle forme e le posizioni date ai corpi ricordano vagamente le raffigurazioni femminili di Egon Schiele (e dell’espressionismo in genere) nei contorni.

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By Massimiliano D'ostilio

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