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Hidamari Ga Kikoeru – Recensione

Hidamari Ga Kikoeru è il primo volume della serie scritta e disegnata da Fumino Yuki e edita in Italia grazie alla casa editrice Flashbook Edizioni. La prima serie della storia è composta da 2 numeri mentre il suo seguito, Hidamati Ga Kikoeru Limit, ne conterà 3, l’ultimo in uscita proprio nel mese di Dicembre.

Taichi e Kohei sono due studenti universitari che non si conoscono fino al giorno in cui Taichi cadrà letteralmente nel luogo in cui è solito mangiare Kohei. Quest’ultimo gli offrirà un bento e per ricambiare il favore Taichi si presterà per fare da prendi-appunti al giovane ragazzo. Kohei ha infatti bisogno di una persona che in classe scriva gli elementi principali delle lezioni in quanto ha una disabilità uditiva.

Escluso quasi totalmente dalla società a causa della sua situazione Kohei vive da emarginato. Il carattere spontaneo e onesto di Taichi lo costringerà a interagire con il mondo e con gli altri. Riuscirà così a fargli capire che in lui non c’è assolutamente nulla di sbagliato.

“Non esiste che possano dire tutto quello che vogliono solo perché tu non ci senti. Se non ci senti mica è colpa tua.“

Il punto di forza di Hidamari Ga Kikoeru è senza dubbio il modo vero e diretto con cui l’autrice tratta il problema della disabilità. Riesce a far comprendere come questa condizione influisca in maniera preponderante sulla personalità e i comportamenti delle persone che ne sono affette.

Inizialmente Kohei ci viene introdotto come un ragazzo snob e schivo, uno da cui stare alla larga e da non avvicinare. Quando Taichi si imbatte in lui invece che giudizio e occhiatacce riceve in regalo un bento. Il ragazzo si è infatti accorto che il giovane caduto vicino a lui aveva fame e senza esitare gli rivolge un gesto di bontà.

Taichi e Kohei iniziano presto a passare sempre più tempo insieme, principalmente grazie al carattere inclusivo e spensierato di Taichi che non vede l’handicap del suo amico ma lo tratta come fa con tutti gli altri. Presto dovrà fare i conti con una realtà che invece la pensa in maniera diversa da lui.

Un incidente in mensa, in cui alcuni ragazzi parlano alle spalle di Kohei, farà rendere conto a Taichi della situazione dell’amico e del perché questo passi tutto il suo tempo solo e lontano dagli altri.

“Quelli li mica vengono qui.“

Dal giorno in cui il giovane si è svegliato privato dell’udito il mondo di Kohei e il modo che gli altri avevano di relazionarsi con lui cambia totalmente. Gli amici preferiscono ignorarlo perché spesso devono ripetergli le cose e le altre persone lo reputano incapace delle più piccole azioni solo perché non sente.
Tutta questa situazione porterà Kohei a chiudersi sempre di più in se stesso riducendo al minimo le interazioni con i compagni.
Così nessuno potrebbe considerarlo un peso.

Il suo mondo è ormai buio e silenzioso come la stanza in cui si è svegliato derubato della bellezza dei suoni.
La voce potente e forte di Taichi sarà lo spiraglio di  luce che inizierà ad aprire le tende del suo mondo e che lo porterà a risollevarsi.

Piano piano Taichi cercherà di farsi spazio nel mondo di Kohei, coinvolgendolo in attività che prima gli sarebbero sembrate impensabili.
La purezza d’animo del giovane non gli permette di vedere il brutto del mondo. Lui non riesce a capire perchè l’amico debba essere considerato in maniera diversa.

Se non ci sente basta ripetergli le cose, se non riesce a leggere le labbra basta parlare più piano. Tutti questi piccoli gesti che per altri sono considerati fastidiosi per Taichi sono normali e lui li compie senza pensarci perché possono rendere la vita più facile a Kohei.

Con il passare del tempo Kohei inizia a provare qualcosa di più profondo per l’amico ma spaventato dalla sua condizione e convinto di essere un peso per lui decide di non dichiararsi e di tagliare improvvisamente i rapporti. Il suo udito sta peggiorando e lui non vuole coinvolgere Taichi nella sua situazione per paura di un suo giudizio o del suo odio. Essendo stato trattato in maniera diversa e escluso da quando non sente più bene ha paura di perdere l’affetto di Taichi e per questo decide di non vederlo più.

Sarà nuovamente il carattere diretto e passionale di Taichi a salvare la situazione facendo capire a Kohei che in lui non c’è assolutamente niente di sbagliato e che dovrebbe fare più affidamento sugli alti dicendo in maniera diretta i suoi pensieri e le sue preoccupazioni.

“Tutti traggono conclusioni affrettate basate su pregiudizi personali. E probabilmente è così che l’hanno escluso da tutto.”

Dopo la sua dichiarazione Kohei è di nuovo restio nell’aprirsi ancora anche perché Taichi sembra sorpreso e sconvolto dalla situazione. Questo però non fermerà il ragazzo nel voler continuare a frequentare Kohei per conoscerlo e stargli vicino. Anche in lui hanno iniziato a smuoversi emozioni e sentimenti che non si sarebbe immaginato di provare.

Con uno stile morbido e aggraziato Fumino Yuki ci regala una storia dolce e delicata. Una storia che però non risparmia al lettore la durezza della vita per chi ha una disabilità.
In Hidamari Ga Kikoeru la società non è ancora pronta ad accettare come normale chi ha anche un minimo difetto.

I due ragazzi impiegheranno del tempo per conoscersi, capirsi e piano piano iniziare ad amarsi. Con calma inizieranno ad aprire il cuore all’altro, condividendo gioie ma anche dolori e sofferenze. Se cercate una storia in cu la relazione amorosa è al centro ed è la parte principale della trama non è questo il caso. C’è e la si sente nascere e crescere durante il corso dell’opera ma non ne è il fulcro.

Se invece apprezzate le storie che si prendono il loro tempo per nascere e germogliare sicuramente Hidamari Ga Kikoeru non vi lascerà indifferenti.

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